Il Giorno della Memoria e i volti calpestati

Laura Castelletti, 26 gennaio 2013 » non mi piace, pensieri in libertà

Il video ci porta idealmente al Museo Ebraico di Berlino dove

 

l’edificio, costruito dall’architetto Daniel Libesckind, dove il disegno, la forma, lo stile e gli interni sembrano essere una metafora della tragedia che milioni di ebrei hanno subito durante l’Olocausto. Visto dall’alto l’edificio ha la forma di un fulmine, spesso interpretato come una stella di Davide spezzata, e la sua minimale costruzione, con le sue pareti di acciaio, è carica di simbolismo.

Libeskind ha creato spazi vuoti in varie parti dell’edificio. Questi cosiddetti vuoti si estendono verticalmente attraverso l’intero museo e rappresentano l’assenza di ebrei dalla società tedesca.
L’edificio, chiamato Between the lines da Libeskind, ha alla sua base 3 percorsi: la strada dell’Esclusione che conduce all’Holocaust Tower, una torre vuota e buia di 24 metri; la strada dell’Esilio che conduce al giardino E.T.A. Hoffman, una foresta di colonne di cemento inclinate; e i Void, stanze vuote dalle mura nere che simboleggiano la distruzione della cultura ebraica. Il visitatore, durante il cammino, è costantemente invitato alla riflessione e alla memoria del popolo ebraico e della sua millenaria storia in Germania.
Il Vuoto di memoria contiene un opera dell’artista israeliano Menashe Kadishman, che chiama la sua installazione “Shalekhet” o “Foglie cadute”. Ha dedicato più di 10.000 facce che coprono il pavimento a tutte le vittime innocenti della guerra e della violenza. I visitatori sono invitati a camminare sui volti e ad ascoltare il fragore prodotto dalle lastre di metallo che sbattono l’una contro l’altra.

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2 Responses to “Il Giorno della Memoria e i volti calpestati”

  1. Qol Sakhal ha detto:

    Non sono riuscito a camminarci sopra….

  2. elena tanfoglio ha detto:

    neppure io ….

  3. Berlin ha detto:

    Spunto interessante per non andare nei soliti posti a Berlino e riflettere un po’.

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