Il dono al tempo di Internet

Laura Castelletti, 20 luglio 2010 » mi piace, pensieri in libertà

Ho iniziato oggi a leggere “Il dono al tempo di Internet” di Marco Aime e Anna Cossetta (Einaudi Ed). Sulla copertina si trova questa frase: “La Rete sembra promuovere la diffusione di una nuova cultura del dono, dello scambio reciproco (o quasi) Ma il file sharing, il free softwere, i blog e i social netwoork sono davvero in grado di creare una vicinanza, un legame, una comunità?”. Devo arrivare alla fine del libro per avere una risposta o posso contare sulle vostre riflessioni? Grazie.

condividi:

2 Responses to “Il dono al tempo di Internet”

  1. Corrado Corradini ha detto:

    Cara Laura, parlo per me. Sono convinto che il dono, secondo le modalità web, non porta a valorizzare la dinamica del dono come scambio sociale. Mi spiego. Il dono in senso classico, anche in base agli studi antropologici da Marcel Mauss a Levi Strauss, è uno strumento per stabilire e incrementare la pace tra gli individui e i gruppi sociali. In questo modo scambiandosi doni si procede a stabilire una serie di rapporti paritetici dove l’uno si identifica nell’altro e non si creano conflitti. Infatti, se osservi bene, ci si scambia il dono per essere accettati e ben visti. Dallo scambio del dono informale tra amici si passa allo scambio formale tra aziende o a livelli più alti tra capi di stato. Il dono rappresenta il momento più alto nell’esperienza etica della condivisione dei valori, tant’è che in tempi non lontani si stabilivano i matrimoni combinati per accrescere la potenza e la ricchezza delle famiglie; non si deve credere che ciò era una forzatura contro la libertà individuale, anzi in molti casi il matrimonio combinato era ambito e ricercato. Con l’avvento della cultura romantica il dono cambia valenza, diventa più personale, assume un ruolo di fascinazione e uno strumento di piacere nel farlo e nel riceverlo. Internet abbatte le barriere fisiche, velocizza gli scambi e permette alle persone di avviare un processo di scambio culturale più veloce e meno soggetto a regole sociali, viene destrutturato dalla valenza sociale, ma assume un carattere di appropriazione di “file” non accessibili facilmente. Ciò non vuol dire che per molti abbia perso la connotazione principale, cioè: permettere alle persone di conoscersi. Quello che succede con Internet è che il processo può essere privatizzato e reso pubblico solo al gruppo che scegli. Nella realtà trovare un gruppo che si confà alle tue aspettative richiede molto lavoro di pubbliche relazioni e tempo, a meno che ti accontenti del gruppo dove risiedi, lavori e vivi. Internet ti permette di scambiare ciò che vuoi con chi vuoi, ma solo virtualmente; se l’individuo vuole passare dal virtuale al reale è costretto ad accettare le regole sociali dello scambio per doni come è sempre stato. Un’ultima annotazione: il valore del dono è simbolico o reale e non sempre coincidono. Doni costosi non sono sempre apprezzati nel giusto modo se non assolvono al corrispondente valore simbolico dell’aspettativa di chi lo riceve. E’ noto a tutti che i primi colonizzatori scambiavano collanine con oro. Chiediamoci il perché, così come nel WEB ci si scambia “file” che per molti non valgono nulla, ma che nelle mani giuste si trasformano in oro.

  2. Enrico Giammarco ha detto:

    E’ un libro che apre gli occhi sullo spirito che pervade la Rete, che non è quello della beneficenza “pura”, ma conta molto sullo sharing e sul networking come crescita comune…

Lascia un Commento