Il carcere dei parenti

Laura Castelletti, 9 marzo 2010 » politica

“Il carcere dei parenti è un carcere a parte. Una terra di nessuno, una via di mezzo tra il fuori e il dentro. Niente che possa essere paragonato alla disumanità del carcere dei detenuti, niente che possa essere paragonato con l’umanità della vita fuori. Un giro sulle montagne russe: dura poco, ti stravolge e ti rimette coi piedi per terra e la sensazione di avere sognato. Ma poi ti abitui.”

Sono poche righe,queste ,del lungo post che Luca Sofri mette questa mattina sul suo blog  wittgestein. Ci sono arrivata invitata da manteblog che ne raccomanda la lettura. L’ho fatto. Vale sempre la pena guardare il carcere anche con gli occhi degli altri.

Non dimentichiamoci che anche domenica un giovane detenuto si è tolto la vita nel carcere di Padova. E’ il numero 13 dall’inizio del nuovo anno.

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One Response to “Il carcere dei parenti”

  1. Lorenzo Cinquepalmi ha detto:

    ci ricorda del carcere a intermittenza, e ci si dimentica di quel mondo facilmente, e spesso ci si scopre feroci e vendicativi, quasi che un detenuto, ancorchè dichiarato colpevole, non sia un uomo.
    Si comincia a fare qualcosa per migliorare la condizione dei detenuti spiegando alla stragrande maggioranza della popolazione che benefici carcerari, attività rieducative, legislazione premiale per la buona condotta, significano recidiva ridotta a meno del 3%. Esclusione da questi benefici significa tassi di recidiva oltre il 30%.
    Un carcere punitivo anzichè rieducativo è un costo sociale, non uno strumento di protezione…

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