I grandi della Terra ci riprovano (di Stefania Itolli-Brescia per Passione)

Laura Castelletti, 30 novembre 2010 » mi piace, Territorio e Natura, video
impegni legalmente vincolanti, scadenze e quote di riduzione precise nella lotta contro il riscaldamento globale per mantenere l’aumento della temperatura media al di sotto dei 2 gradi e scongiurare così il conseguente collasso di interi ecosistemi.
con questi obiettivi parte oggi, dopo il fallimentare vertice dell’anno scorso, la cop 16 (conference of the parties) delle nazioni unite sui cambiamenti climatici che si tiene a cancun in messico fino al 10 dicembre.
l’europa appare isolata. riaffermato l’obiettivo di ridurre, entro il 2020, il 20% delle proprie emissioni di anidride carbonica (pacchetto clima e energia) nel rispetto del protocollo di kyoto in scadenza nel 2012. contraddittorie le posizioni degli stati uniti di obama, osteggiato dal congresso, di cina e india che poco gradiscono vincoli o controlli internazionali. russia e giappone hanno annunciato di non essere disponibili ad aderire ad un nuovo trattato senza la partecipazione dei due maggiori inquinatori usa e cina (responsabili ciascuno del 20% delle emissioni totali).
l’italia, nel frattempo, arriva all’appuntamento di cancun inadempiente rispetto all’accordo firmato dall’unione europea al summit di copenaghen. mancano all’appello i nostri 200 milioni di euro al fondo di 2,4 miliardi, stanziato per il periodo compreso tra il 2010 e il 2012, a favore dei paesi in via di sviluppo che investono sul clima.
Connie Hedegaard, commissario Ue per il Clima, ha così recentemente commentato l’atteggiamento italiano ” Sarebbe bello se l’Italia riuscisse a rispettare l’impegno economico assunto un anno fa a Copenaghen. Il vostro ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha detto che rispetterà l’impegno finanziario e questo è un messaggio positivo”. Fa una grande differenza, politicamente se l’Ue arriva a Cancun dicendo che ha rispettato le promesse, o se il messaggio sarà che “stiamo quasi rispettando le promesse”. Questo è quanto è in gioco ed è un buon segnale che “Tremonti abbia detto che tornerà sulla questione. Speriamo che ci siano dei risultati.”
Non possiamo che condividere il pensiero del commissario europeo sperando in soluzioni adeguate che puntino con forza, nonostante le difficoltà, allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al potenziamento dell’efficienza energetica, nel nostro Paese come nel resto del mondo. Ma la strada sembra tutta in salita.

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One Response to “I grandi della Terra ci riprovano (di Stefania Itolli-Brescia per Passione)”

  1. roberto ha detto:

    Una cosa mi sono sempre chiesto:
    Con quale egoismo ci poniamo di fronte a questi temi?
    Sarà anche retorico e ripetitivo, ma ricordo a tutti che stiamo consegnando ai nostri figli un mondo pieno di schifezze.
    Io non dico di rinunciare a tutto, sarebbe pressochè impossibile, ma dei piccoli sacrifici possiamo farli insieme, cosa ci costa usare l’auto una volta di meno, cosa ci costa riciclare ciò che buttiamo, cosa ci costa chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti.
    Sono tutte piccole cose che, se fatte da tutti, possono cambiare la prospettiva.
    Non diamo la colpa sempre a chi ci governa quando siamo noi i primi che per pigrizia non diamo seguito ai nostri buoni propositi (che tali restano).
    Conosciamo le conseguenze di ciò che stiamo facendo alla nostra terra eppure non siamo in grado di risvegliarci dal torpore che ci circonda.
    Meditiamo su quello che stiamo facendo a noi stessi ed alle generazioni future, con un po’ meno di egoismo si potrebbero realmente cambiare le cose.

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