Ho conosciuto la PechaKucha (di Benzo)

Laura Castelletti, 22 giugno 2010 » mi piace, pensieri in libertà

quella di ieri, è stata un’iniziativa completamente fuori dai classici canoni a cui tutti siamo abituati. e non solo per il nome pechakucha, quasi a tutti sconosciuto, ma per i contenuti. i ragazzi di officinastrategia sono riusciti ad attrarre decine di persone ,età media trent’anni, ad assistere all’esposizione di ben sette persone completamente diverse fra loro. in realtà la modalità pechakucha ha fatto si che gli interventi scorressero velocemente, i relatori sono stati bravi a dosare le parole, a non perdere il tempo (la cosa più difficile!) ma soprattutto a veicolare l’attenzione sul proprio discorso, attraverso slide curiose e non banali! i temi scelti sono stati i più disparati ma ad ognuno di essi ci si associava, per qualche motivo, ci si sentiva partecipi.

il primo è stato sergio venturetti, specialista del web che nei suoi 400 secondi ci ha spiegato che anche in un mondo sempre più basato sul web e sulla realtà virtuale, grandissima importanza deve essere data al rapporto umano, alla personalizzazione del trattamento di ogni singolo cliente, al rapporto one to one. sempre in tema di tecnologia, dopo di lui è toccato a giovanni armanini, giornalista del bresciaoggi che con il suo ipad ha attratto le attenzioni di tutti i patiti del settore. in venti slide è riuscito a spiegarci perché non bisogna temere le innovazioni tecnologiche, bensì utilizzarle come nuove risorse.

anche mario pasquino ha parlato di tecnologia ed in particolare di wifi. quali saranno le future applicazioni di questa tecnologia, cosa comporterà per la nostra vita, perché dobbiamo investirci e perché non dobbiamo temerlo sono tutte domande a cui abbiamo ricevuto risposta grazie a lui. e sapendo che brescia sarà una delle prime città italiane a dotare molti spazi pubblici di accesso gratuito per la popolazione, non possiamo che essere orgogliosi. e’ toccato poi ad una donna, in rappresentanza di tante donne: francesca sessi infatti, per conto delle donne ingegnere di brescia, ha esposto un loro progetto per la creazione di una agenda ad hoc per il pubblico femminile che sarà venduta per donare il ricavato in beneficenza. le venti slide sono servite per spiegarci come intendono personalizzare l’agenda per un pubblico femminile, quanti sono gli sforzi necessari per creare un oggetto apparentemente semplice, per attrarre investimenti di aziende e sponsor, per lavorare tutte insieme al raggiungimento di un risultato.

francesco uberti invece, rappresentante dei giovani industriali bresciani, ha deciso di parlare di una sua passione: la vela. in particolare di una gara in solitaria, la transat, con partenza dal nord della francia e arrivo a salvador di bahia. ci ha raccontato le difficoltà climatiche, logistiche (come e quando riuscire a dormire!), del più grande pericolo per i velisti, cadere in acqua, e dei casi più strani, come un velista che dopo aver rotto il proprio albero ha impiegato più di 70 giorni per raggiungere i caraibi.

poi sei arrivata tu laura. in 6minuti e 40 secondi sei riuscita a raccontarci cos’è un urban center, di cosa si occupa nelle città in cui già esiste, perché dobbiamo crearlo a brescia e soprattutto quali grandi progetti potrebbero essere migliorati, o semplicemente maggiormente amati dalla cittadinanza, se in luogo come l’urban center si fosse liberi di criticare, di discutere, di confrontarsi e di documentarsi.

l’ultimo intervento, invece, è stato “speciale”. leonardo ratti ci ha raccontato la sua storia. a partire dai suoi sogni fin da bambino: il calcio,l a tecnologia, gli aerei, l’america. ci ha raccontato di come, anche dopo essersi laureato in giurisprudenza, si sentiva “stretto” nell’azienda di famiglia e in quel di brescia. e cosi ha cominciato a scappare negli states ogni volta che poteva farlo fino a quando, nonostante l’opinione di tutti coloro che lo circondavano, è riuscito a frequentare una business school di boston, recuperando il gap iniziale con i compagni, graduandosi fra il 20% dei più bravi della classe. e così, sempre con i suoi sogni in tasca, è tornato in italia. ha mandato curriculum a google, al brescia calcio ovunque potesse raggiungere un suo sogno. e alla fine ce le fatta: è stato assunto alla lufthansa, nel mondo degli aerei che tanto ama, e in ruolo tanto vicino alla tecnologia quanto da lui sperato, web marketing manager. ma come in america gli hanno insegnato, una volta raggiunto un proprio obiettivo, bisogna averne subito un altro per non fermare mai i propri sogni.

insomma, in pochi minuti, ci siamo emozionati, abbiamo imparato cose nuove e abbiamo conosciuto tante persone, ognuna con la propria esperienza e il proprio bagaglio culturale. un’occasione che speriamo, si possa ripetere presto.

B.

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6 Responses to “Ho conosciuto la PechaKucha (di Benzo)”

  1. hai sintetizzato perfettamente il mio intervento, e apprezzo tantissimo che tu abbia colto il messaggio generalista e non quello specifico legato a giornalisti-ipad. grazie

  2. sempre detto che i ragazzi di Brescia per Passione sono forti! capiscono al volo…

  3. ileana azzolini scrive:

    L’esposizione dei vari interventi e’ stata chiara ed esauriente,mi e’ piaciuta molto,BRAVO

  4. sara baroni scrive:

    grazie per la splendida recensione e ti aspetto al prossimo evento!

  5. grazie a voi per l’invito
    non mancheremo

  6. […] Parlano del PechaKucha di OfficinaStrategia qui… e anche qui. […]

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