Gli architetti, l’Urban Center e l’ex Corte d’Appello

Laura Castelletti, 28 ottobre 2013 » Loggia, mi piace

sabato inaugurazione della nuova sede dell’ordine degli architetti nel palazzo ex corte d’appello, un successone. molte matite nei taschini delle giacche, montature degli occhiali che non passano inosservate, capelli più lunghi di quelli che si vedono in qualsiasi altra riunione, tanti jeans e molte meno cravatte. donne curate e con il “tocco personale”. professionisti in auge da una vita, architetti che hanno lasciato il segno nella città (nel bene e nel male), ma anche tanti giovani e voglia di cambiamento palpabile. c’è fermento tra gli architetti dopo il ventennio ventura (la definizione è sua). almeno questa è stata la sensazione che ho sentito in questo sabato di festa.

 

l’inaugurazione è stata un’occasione che mi fa sperare e lo fa in un periodo in cui la speranza è merce rara. fa sperare per diverse ragioni. la prima è perchè siamo davanti a un recupero intelligente e utile di un contenitore vuoto (ex corte d’appello) e importante per la città, funzionale e soprattutto bello. segna il recupero della memoria riconsegnandolo a funzioni moderne. lo si fa portando al suo interno professionalità, ma soprattutto una realtà culturalmente vivace e capace d’incidere sulla vita della città come  quella dell’ordine degli architetti. abbiamo forti aspettative nei loro confronti, attendiamo occasioni di  dibattito, stimolo e approfondimento importanti.

 

 

sono molto affezionata alla nuova sede perchè quel luogo l’ho avuto in testa dal primo giorno come una visione, l’ho immaginato e oggi ne vedo il primo tassello prendere corpo. la vicinanza infatti con la sede dell’urban center mi convince ancora di più che informazione, partecipazione, progettazione condivisa non rimarranno parole vuote. quello diventerà il luogo centrale dove incanalare tutte le energie di chi ha una visione nuova della città.

 

l’inaugurazione mi ha fatto anche dire che in politica vale sempre la pena, quando si è convinti di avere una buona proposta amministrativa per la città, di non rinunciare davanti alle difficoltà. a volte si parte soli, spesso si è ostacolati, pian piano con tenacia si arriva a condividere con altri e a far crescere progetti importanti. a volte ti danno addirittura una mano quelli che non ti aspetti, quelli che la faziosità politica incasella come “avversari”. per l’ex corte d’appello è successo esattamente così. per mesi e mesi, con tutti che remavano contro, mi sono intestardita sull’idea che brescia dovesse avere un urban center attivo, poi la vecchia maggioranza di centro-dx paroli (assessori vilardi e labolani in testa) l’hanno raccolta e fatta diventare un progetto della città. l’hanno fatta crescere, aggiunto le sede di alcuni ordini professionali (la vicinanza con gli architetti è fondamentale) e ora la nuova amministrazione di centro-sin (assessore tiboni) ha il compito di farla diventare parte integrante del processo decisionale della città.

 

resto una romantica della politica, mi piace pensare che in questo luogo si ritrovi il dialogo amministrativo tra le tante anime del consiglio comunale e che soprattutto i bresciani possano ridisegnare il futuro della città non in ordine sparso, ma tutti insieme.

 

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