Giù la torre Tintoretto, ci prendiamo quella delle Poste. Geniale!

Laura Castelletti, 24 giugno 2010 » Loggia, non mi piace

Il Sindaco deve spiegare ai bresciani come mai si vuole svuotare e demolire una torre di proprietà comunale (Tintoretto) per comprare alloggi dalle Poste, in un altra torre di S.Polo a poche centinaia di metri da quella da abbattere.

E’ evidente che il problema per l’amministrazione comunale non è la tipologia della torre, visto che si crea di fatto una nuova Tintoretto, neppure le case alte, neanche l’abitare in verticale, ma l’incapacità di “gestire il disagio sociale”.

La notizia si commenta da sola. A me pare una follia, una follia pagata con i soldi pubblici (nostri).

Viene da chiedersi: non è che l’abbattimento sia proprio una scelta ideologica, un ottuso partito preso?

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11 Responses to “Giù la torre Tintoretto, ci prendiamo quella delle Poste. Geniale!”

  1. pietroblog ha detto:

    La caduta della tintoretto permetterà di migliorare la qualità abitativa di coloro che oggi ne sono ospiti. Chi metterebbe la propria famiglia in quelle case? Vorrei che ci facesse un giro e poi scrivesse che ci andrebbe a vivere o che ci farebbe vivere i suoi genitori anziani!
    Non è possibile sistemarla offrendo una qualità della vita decente, per questo togliamo quella bruttura e sistemiamo in alloggi migliori gli abitanti.
    Per quanto riguarda le nuove acquisizioni visto i problemi degli sfratti di oggi si consideri che ogni casa viene messa in vendita per 30 mila euro circa… e che la torre è ben più bassa ed offre una soluzione abitativa comunque decorosa, non è la Panoramica ma ci si può stare.
    Meglio sarebbe fare un giro in questi ambienti prima di postare.
    Acquistiamo a poco e sistemiamo nuove famiglie in difficoltò. Bene così:

    Grazie a presto

  2. curioso ha detto:

    Perchè non sperimenta un week end a San Polo con le figlie che hanno paura ad andare a casa e lei che non se la sente di scendere a buttare l’immondizia? Comoda giudicare stando nel salotto del centro inaccessibile dai non residenti

  3. claudio buizza ha detto:

    i commenti sono sempre interessanti, anche quando non firmati. Ma…. nessuno nega il problema sociale nella torre e in una vasta area attorno alla torre. Nè che forse l’unico modo per affrontarlo sia svuotare completamente la torre dagli attuali residenti. Segno evidente di un processo gestionale mal gestito.
    Ciò che è in discussione è l’utilità di raderla al suolo una volta svuotata, dal momento che è un edificio assolutamente sano, e non considerare invece la possibilità di riusarla con modelli gestionali del tutto nuovi anche a seguito di una radicale ristrutturazione.

  4. Laura Castelletti ha detto:

    @Pietro: Giri alla Tintoretto ne ho fatti e più di uno. Recentemente come in tempi lontani. Ritengo sia dovere di un amministratore conoscere il suo territorio, almeno provarci. Conosco persone che ci abitano. Alcune contente e altre per nulla. Sono convinta che parte del disagio sociale che si trova all’interno della Tintoretto non si possa risolvere semplicemente abbattendo la Torre e trasferendolo altrove.
    Il mio post voleva però sottolineare la contraddizione dell’amministrazione nel voler demolire una torre e acquistare appartamenti in una a poche centinaia di metri. Sembra davvero ideologica la scelta.

    @curioso: Io non giudico, a differenza di quanto fa lei, ma esprimo un parere (usando nome e cognome e qundi assumendomi direttamente la responsabilità di quanto dico). Aggiungo poi che il centro non è proprio un salotto…magari! Ora è il garage a cielo aperto dei non residenti che hanno accesso nella maggior parte del giorno.
    Penso che si poteva ragionare, insieme ai cittadini e a un percorso di progettazione patecipata, a un diverso utilizzo della Torre. Valutando, per esempio, la possibilità di trasferire uffici comunali (oggi con una spesa faraonica li costruiamo negli ex magazzini Generali), oppure pensando a appartamenti per studenti universitari o semplicemente mettendola in vendita.e molte altre. Valutati costi e progetti si poteva decidere…magari anche per l’abbattimento.

  5. Jebediah Wilson ha detto:

    Io ci passo spesso in bici e non ho tutta questa paura. poi però capisco che viverci è un’altra cosa. A mio avviso il vero discorso è che qui si fa la politica dello slogan a go go senza risolvere nulla, a partire dalla questione sicurezza per finire con quella delle torri e degli alloggi comunali dignitosi. SOLO SLOGAN!

  6. curiso ha detto:

    Ho il sospetto che le cose partecipate servano solamente a dividersi la colpa delle eventuali sciocchezze…appartamenti per studenti? Oddio…ma siamo diventati all’improvviso una cittadina universitaria? ma dai…

  7. Laura Castelletti ha detto:

    Questione di punti di vista. Io sono per il coinvolgimento dei cittadini nelle principali scelte che trasformano la città.
    Città universitaria? L’ipotesi prospettata dalla Giunta Paroli ,di trasformare una delle caserme in campus universitario, mi pare vada in quella direzione.
    L’ipotesi Torre/appartamenti studenti è il richiamo a un post dell’avvocato Domenico Polimeni esperto di edilizia pubblica nel territorio bresciano. Ecco il link http://parlabrescia.it/?p=63#more-63

  8. Sergio Fantoni ha detto:

    Perchè invece di dibattere fra di noi non postiamo i pensieri delle persone che oggi ci abitano? Ho parlato con alcuni anziani che vivono nella torre Tintoretto e che di pomeriggio si trovano a giocare a carte e fare merenda tutti insieme nel centro di aggregazione che si trova al piano terra, di questi ben pochi sono contenti del trasferimento e molti si opporranno dicono, con la “forza”. Vivo a poche centinaia di metri dalle torri e mi sembra che l’appellativo di Bronx bresciano che sento dire da molti sia proprio fuori luogo. Non conosco i dati di furti e rapine della zona rispetto ad altre e mi piacerebbe conoscerli prima di dare appellativi. Comunque non è demolendo il problema (la torre) che si risolve il disagio sociale, semplicemente lo si sposta da un’altra parte della città. Ricordate quando in piazza Vescovado negli anni 70/80 si ritrovavano molti ragazzi a “fumare”? Ora li in piazza non ci sono più, ma questo non vuol dire che il problema è stato risolto. Perciò SI all’apertura di centri di aggregazione come quello della torre Tintoretto.

  9. Maddalena Pasquali Coluzzi ha detto:

    @Laura: è talmente illogica questa intenzione che potrebbe nascondere qualche calcolo economico da celare .. anche la motivazione ideologica a cosa porterebbe ? : che finalmente possono dimostrare che hanno fatto (disfatto ) qualcosa?…. e poi perchè un problema e un ‘occasione così interessanti come la ridefinizione del vivere in verticale non sono condivisi istituzionalmente con chi questi temi li ha già sperimentati, altri amministratori o urbanisti o sociologhi ? Maddalena.

  10. vincenzo ha detto:

    anch’io penso che non si risolve il disagio sociale semplicemente trasferendo le persone dall’una all’altra torre, che sono quasi identiche tranne per il fatto che quella delle poste è a norma sismica, ma io che ci abito, ho visto come sono messi gli appartamenti vuoti, necessitano di molta ristrutturazione, gli impianti di gas e acqua sono vecchi, spesso abbiamo rischiato di prendere fuoco, e che i residenti, con un pizzico allo stomaco investono e cercano di preservare e riparare, ma c’è tanto da fare, e chi risiede li non ha tanti soldi, figuriamoci se poi riempiono creando un ghetto tutti questi appartamenti con persone di ogni etnia e con ulteriori disagi sociali, economici, civili.
    Perchè miei cari, è giusto il discorso del extracomunitario che diventato residente ha gli stessi diritti del cittadino italiano, ma se la CIGL o associazioni voglio pressare il comune ad acquistare un lotto di appartamenti(in quelle condizioni) per relegarci sfrattati ed altro, per me questa è ghettizzazione, non è risolvere, ma aggravare sia il loro disagio, che quello di chi già vive in quel contesto nel disagio.
    svegliamoci…..

  11. vincenzo ha detto:

    inoltre aggiungo, che non mi sembra giusto che il comune con i nostri soldi acquisti questi immobili per elargirli gratuitamente a queste persone disagiate, quando i cittadini hanno dovuto sborsare i risparmi di anni, per aggiudicarseli senza chiedere nulla a nessuno, quale giustizia è questa?

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