Giocare in Nazionale, ovvero “l’innovazione non è una competizione” #smartcity

Laura Castelletti, 5 agosto 2016 » innovazione, Loggia, mi piace

gioco di squadraSi è aperta la stagione dei nuovi bandi sull’innovazione (…mentre aspettiamo ancora la piena attivazione dei POR FESR di Regione Lombardia  ) e ha fatto il suo ingresso un nuovo requisito: dopo la sostenibilità (inclusa quella finanziaria), la scalabilità (cioè la crescita) e la replicabilità (ovvero l’adattamento in altri contesti urbani) ecco ora la richiesta esplicita di “evitare l’isolamento”.

 

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Sì perché con la scusa di misurare quanto sono smart le città (non solo quelle italiane, naturalmente) ci si è appassionati troppo alla competizione. Negli ultimi tre anni è stato tutto un fiorire di indici. Chi misura i lampioni intelligenti, chi i dati a disposizione dei cittadini, chi i sensori e le telecamere, chi le applicazioni; chi sta al vertice in una classifica e invece sta nel mezzo in un’altra; chi ha cittadini, strade, tubi più o meno smart a seconda di questo o quel parametro.
Ma è davvero così smart fare a gara per essere smart (anche se scalare gli indici ci piace)?

L’innovazione è un percorso, non un traguardo. A parte i giochi di parole, va detto che l’innovazione è un cambio di passo decisivo, soprattutto nella visione politica e nel coinvolgimento dei territori. E questo è un grande risultato per tutti. Ma il richiamo di bandi e programmi a fare gioco di squadra è necessario.

Brescia Smart City, settore dell’Amministrazione Comunale, ha da subito preso parte a network e iniziative regionali, nazionali e internazionali perché ci è ben chiaro che l’innovazione urbana deve essere il centro di un cambiamento che deve espandersi. E anche perché, a livello pratico, i progetti per essere realizzati nel locale hanno bisogno di intrecciarsi con le norme e i contesti territoriali più ampi.

 

 

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Oggi ANCI  ci scrive per comunicarci che da settembre l’Osservatorio Nazionale Smart City -a cui abbiamo aderito sin dalle sue origini- farà un passo in più per sostenere il confronto e la collaborazione tra i comuni partendo da un bel progetto di piattaforma di mappatura dell’innovazione in Italia.

 

 

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Sarà infatti rinnovata la piattaforma italiansmartcities.it (qui vedete il profilo di Brescia) con “la possibilità di segnalare eventi, aumentare la visibilità dei progetti, condividerli e discuterne e, soprattutto, sarà un ambiente di community che integra il data base delle progettualità”; e anche di realizzare “un punto di riferimento a livello nazionale e europeo sulle progettualità smart portate avanti dai Comuni italiani”. E già l’avvio delle attività di A2A SmartCity, con l’attenzione su Brescia e l’asse con Milano, inizia a dare una spinta decisiva all’innovazione in tutta la Lombardia.

Meno competizione, più partecipazione.Insomma: la competizione ci fa bene; ma il gioco di squadra è la vera innovazione vincente sul lungo periodo. E non abbiamo dubbi sul fatto che, per Brescia, le squadre in cui giochiamo siano ognuna fondamentale: quella lombarda, che è un esempio anche con aggregati come i cluster; quella italiana, per portare in Europa “la via italiana alle smart cities” che valorizza asset fondamentali come il turismo; quella europea, perché anche noi scriviamo i grandi programmi strategici e comunitari (ad esempio, l’ultimo aggiornamento di Horizon 2020 introduce il principio dell’open research data e punta molto sull’Open Science ).

 

 

presentazione progetto Brescia Smart Living durante EXPO2015

 

A proposito di programmi partecipati avete già visto che Brescia Smart Living ha aperto la consultazione pubblica a tutti i cittadini bresciani? Il sondaggio lo trovate qui. Occorrono circa 20 minuti: magari non cambieranno il mondo, ma ogni strada si fa un passo alla volta

 

 

 

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