Giardino di via Odorici: progettazione riuscita in stile Urban Center

Laura Castelletti, 14 dicembre 2011 » mi piace, Territorio e Natura, tra le tracce, urban center

oggi, in commissione lavori pubblici, è approdato finalmente il progetto definitivo di recupero e risistemazione del giardino di via odorici. uno spazio verde nel cuore della città con una storia tormentata e fortunatamente un lieto fine. si è trattato della dimostrazione che il metodo della progettazione partecipata in stile urban center è vincente. noi ci crediamo, i risultati sono dalla nostra parte. ascolto, confronto, dialogo e progettazione hanno funzionato,  alla fine tutti soddisfatti e tra 4 mesi (così ci è stato promesso) appuntamento per l’inaugurazione.

in questa occasione l’assessore labolani ha svolto un importante ruolo di mediaziatore dei conflitti (solitamente è l’addetto alla benzina da mettere sul fuoco delle discussioni 😉 ) tra la cocciutaggine di qualcuno, le pretestuosità di altri e tante condivisibili contrarietà e buoni suggerimenti. e’ giusto rendergliene merito.

per chi vuole approfondire di seguito può trovare la documentazione che ci è stata consegnata in commissione.

 introduzione

spesso parlare di forestazione urbana è un po’ come far sfoggio di una lingua straniera tanto affascinante quanto inutile. bisogna allora ridare un senso alla presenza delle piante in città. e siccome talvolta sono proprio i concetti che si danno per scontati e definitivamente acquisiti quelli che danno spesso adito a qualche incertezza, cerchiamo di rispondere a questa domanda: <<quale funzione hanno gli alberi in città ?>>.

– apporto di ossigeno e fissaggio dell’anidride carbonica. funzionano cioè come filtri contro le zaffate delle marmitte e i miasmi dei riscaldamenti;

– tutela dell’udito. una buona schermatura arborea riesce a ridurre di 10-12 decibel il rumore di fondo dei centri abitati;

– offrono ombra e riparo;

– interrompono la monotonia e mitigano il senso di oppressione nei centri fittamente edificati;

– schermano elementi sgradevoli alla vista;

– delimitano i percorsi viari;

– diventano punti di riferimento e col tempo acquisiscono un alto valore culturale e storico.

la funzione del parco di quartiere

per quanto possano essere fondate le critiche ad un eccesso di schematismo di certa urbanistica razional-funzionalista, non si può condividere quell’eccesso di critica, che ha finito per rimuovere anche la base solida del razionalismo urbanistico: quella per cui la città, come bene collettivo, deve offrire alla popolazione una buona accessibilità ad uno standard accettabile di servizi sociali.

si potrà non condividere l’impianto formale di certi quartieri razionalisti (e anche qui bisogna, comunque, saper attentamente distinguere, perché sotto la parola razionalismo è stato messo di tutto); ma, non per questo, si possono ignorare i problemi che, con grande funzionalità, essi hanno consentito di risolvere, primo tra tutti quello di una buona integrazione dei servizi a livello dell’unità di quartiere: la soluzione più razionale, per integrare funzionalmente tali servizi, è d’inserirli in un parco di quartiere.

se una critica può essere avanzata ad alcuni quartieri di derivazione razionalfunzionalista è di aver considerato il verde come uno spazio amorfo, in cui collocare volumi edilizi, attrezzature e un reticolo di strade e non come un luogo dove la natura si fa architettura e si fa elemento ordinatore di architetture costruite: dove, appunto, la natura si fa giardino e il giardino si fa paesaggio, che dà ordine a ciò che di costruito in esso, o in adiacenza ad esso, si colloca.

accenniamo brevemente ai principali aspetti, che si pongono nel progetto del verde a questo livello, dove il giardino raggiunge una dimensione tale da poter essere articolato in diverse parti, o unità di paesaggio, che occorre sapientemente collegare, tramite i percorsi. questa conformazione di episodi, che il percorso pone in sequenza, conferisce al giardino la struttura sintattica del testo narrativo, assimilando il giardino al racconto.

il giardino non è altro che un sistema di unità di paesaggio, dove si rappresentano esteticamente le immagini ideali della natura. i suoi sentieri e viali non fanno che precostituire l’itinerario dei possibili percorsi percettivi, trasformando la sua percezione nella lettura di una particolare forma di testo narrativo.

il progetto del giardino comporta: a) la prefigurazione delle unità di paesaggio, che ne costituiscono gli episodi narrativi; b) la loro mosaicatura in un tutto coeso e coerente; c) il tracciato degl’itinerari di lettura.

nel compiere le scelte progettuali occorre tenere conto di alcuni condizionamenti:

a. le unità di paesaggio devono costituire luoghi fruibili non solo visivamente, perché il giardino non è solo natura da contemplare, ma da godere fisicamente immergendosi in essa (prati, prati arborati e boschi devono essere percorribili anche al di fuori dei sentieri tracciati e, per questo, specie i prati devono essere sufficientemente estesi e in grado di sopportare un certo affollamento: la frammentazione del giardino in piccole aiuole uccide il giardino, come luogo di libera fruizione);

b. i percorsi devono essere tracciati con grande attenzione alla sequenza di vedute, che essi rendono possibili e con una chiara distinzione tra le vedute in movimento e quelle da fermo (occorre collocare sapientemente gli effetti di sorpresa, le prospettive lunghe e quelle brevi, le aree di sosta con panchine devono essere rivolte verso le vedute migliori, occorre tenere conto

dell’esposizione solare, ecc.);

c. il contesto e lo sfondo delle unità di paesaggio devono essere attentamente controllati, in modo da evitare che, nello spazio scenico della medesime, entrino, soprattutto quando la vegetazione è spoglia, elementi estranei e di disturbo (il condominio alto, la strada di traffico, la sequenza disgregata delle villette, il retro di un’area industriale, ecc.);

d. poiché il materiale costruttivo dell’architettura del giardino è costituito da vegetazione, cioè da natura viva, occorre tenere conto delle modificazioni che la natura subisce nel corso del tempo (le variazioni stagionali delle fioriture, della colorazione delle foglie e della loro perdita; la crescita della vegetazione arborea, ecc.).

come la progettazione dell’architettura degli edifici richiede la conoscenza tecnica dei materiali costruttivi, altrettanto la progettazione dei giardini richiede la conoscenza botanica del materiale vegetale. tuttavia, da questa competenza si può, in certa misura, prescindere a livello della progettazione urbanistica. infatti, ciò che a questo livello si chiede è di dare forma schematica all’organizzazione spaziale del giardino nel quadro generale dell’architettura urbana; per cui si può anche prescindere da scelte di tipo botanico, rinviandole in sede esecutiva.

ciò che al progetto urbanistico si può chiedere, è di compiere scelte orientative: sulla ripartizione tra masse arboree, prati arborati e prati; sul modellamento di massima del suolo; sulla presenza o meno di specchi e corsi d’acqua; sull’individuazione degl’ingressi al giardino e sul tracciato di massima dei percorsi interni; sulla collocazione delle attrezzature sportive e di altri servizi; sulla configurazione delle unità di paesaggio principali; sulla presenza di masse arboree caducifoglie o a verde permanente; sull’eventuale individuazione di punti di particolare emergenza, dove collocare monumenti, sculture o alberi dotati di valenza scenica.

 

descrizione dell’intervento

considerazioni generali

l’ambito di intervento, suddiviso in tre aree

1 – riqualificazione del parco giochi mq 910,00;

2 -riqualificazione del parco urbano mq 1310,00 ;

3 – riqualificazione/riutilizzo dell’area ex bar eden mq 740,00 – riutilizzo dell’edificio denominato ex bar eden mq 200,00;

possiede caratteristiche di continuità: il progetto definitivo – esecutivo mira a creare una connessione fisica e spaziale tra le differenti realtà, recependo e sviluppando lo studio preliminare, e le esigenze del quartiere stesso.

il parco urbano, attualmente, si presenta non completamente sfruttabile per le proprie potenzialità, posto ad una quota più alta rispetto ai terreni circostanti e con forti pendenze , caratterizzato da una vegetazione disordinata e parzialmente spontanea; la posizione risulta, comunque, strategica per la coesione e per la comunicazione tra le varie porzioni dell’abitato.

la progettazione definitiva – esecutiva dando priorità all’accoglimento delle richieste dell’amministrazione comunale, ha puntato alla riqualificazione del sito attraverso la formazione di una connessione tra l’area oggetto d’intervento e i servizi di interesse pubblico ed attraverso il disegno dello spazio a verde attrezzato, caratterizzato dalla maglia dei percorsi pedonali.

la maglia generata dall’analisi morfo-tipologica del costruito caratterizzata da uno sviluppo prevalentemente a ridosso della viabilità con strutture aggregative ortogonali alle principali vie di comunicazione, identificata negli edifici – scuola primaria- cinema eden – sala pluriuso denominata ex chiesa di san giacomo e filippo – centro diurno per anziani – associazioni musicali e associazioni culturali

obiettivi amministrativi

la superficie oggetto d’intervento definito primo lotto funzionale ha, come già evidenziato, vocazione di area a verde urbano e parco giochi con funzione di connessione pedonale tra le aree residenziali e i servizi ivi insediati.

il parco pubblico in formazione viene cosi a costituire ulteriore attrezzatura di servizio al centro storico con funzione di aggregazione, sociale e di svago nonché, quale polmone, ambientale ed ecologico.

l’intervento riguarda la riqualificazione dell’intera area destinata a parco giochi , e la messa in sicurezza mediante opere strutturali, opere di ingegneria naturalistica , abbattimento barriere architettoniche e prime opere architettoniche dell’intera area denominata parco urbano e area antistante ex bar eden.

INQUADRAMENTO

Per quanto fin qui detto e per le opportune valutazioni costi-benefici maturate dall’esame delle previsioni e delle aree individuate dall’Amministrazione Comunale il progetto esecutivo indica l’ambito d’intervento e le soluzioni progettuali da introdurre.

Già in fase di studio sono stati curati i dettagli nella scelta dei materiali, nella cura dei particolari architettonici e delle finiture si è cercato di conciliare estetica e funzionalità. Il tutto ha trovato la definizione di dettaglio nel presente progetto esecutivo.

Ambito dell’intervento e limitazioni al progetto

L’area da attrezzare a Parco Urbano si situa nel nucleo storico della città.

La superficie complessiva dell’area da trattare è di circa 3.000 mq.

La presente fase di esecutivo avanza gli approfondimenti progettuali nel rispetto delle indicazioni architettoniche, paesaggistiche, agrotecniche e funzionali elaborate in fase di studio preliminare, accogliendo le osservazioni del quartiere. L’intera area verrà così qualificata cercando di rispondere al meglio alle attese del cittadino utente e ai moderni criteri inerenti la costituzione degli impianti di servizio collettivo di parco. Questa area risulta infatti strategica al processo di qualificazione del quartiere in quanto trasforma un’area non completamente utilizzabile in un parco urbano pubblico dotato di attrezzature per il tempo libero all’interno di un sistema di verde che crea delle valenze ambientali in una zona ad alta pressione antropica.

PROGETTO

Riflessioni progettuali per un parco urbano, giardino della città

L’ideale cammino che conduce alla realizzazione di un parco urbano non deve basarsi tanto sulle qualità rappresentative del giardino e il suo essere simulazione del principio insediativo di una determinata cultura, quanto di osservare che il giardino individua tradizionalmente una proiezione, previene e accelera la concezione insediativa del proprio tempo grazie alla forza anticipatrice, la preveggenza dei suoi contenuti di illusione e gioco, grazie al suo essere pura sovrastruttura.

Si é troppo insistito a ritenere che il giardino sia l’architettura deputata a rivelare l’equilibrio fra uomo e ambiente, dove il rapporto natura-cultura sia più pregnante e evidente. Ciò vale anche per ogni altra architettura. La costruzione del giardino con materiali viventi parla, evidentemente, della natura: la storia del suo contenuto esorcistico, mitico, religioso, come della sua economia, é anche la storia della simbolizzazione dell’ambiente da parte dell’uomo. Durante tutto il corso della storia, anche quando il giardino é stato accessorio della casa dell’uomo e del palazzo del re, il giardino riproduce un modello di città ideale in microcosmo. Se la città contemporanea è, e forse tende ancor più nei prossimi decenni ad essere, un insieme caotico di sistemi spaziali incoerenti, l’habitat corrispondente ad una progressiva atomizzazione di istituzioni e di poteri che assicurano relazioni sempre meno complesse e significative, il giardino individua un punto di osservazione e di massima contraddizione, un vero punto di esplorazione incoerenze urbane. Apparentemente non esibisce molto di più che la caricatura e la omologazione dell’usura del patrimonio ideologico che ha creato il giardino moderno, cioé il giardino pubblico e di massa delle società borghesi formatesi sulla cultura illuministica e romantica.

Appunti sull’architettura e dei comportamenti

Il parco urbano concettualmente privilegia la variabilità; introduce nuovi fattori di spazio-tempo. Nuove figurazioni, immagini poetiche costituiscono un linguaggio di simulazione che ovviamente non può essere specialistico , monofunzionale, ma generale e interessante perché agisce su numerose variabili. Accanto a questa variabilità, esatto contrario dell’effimero, si stabilisce la condizione indispensabile per definire il campo di un gioco: la cornice, il recinto. In questo senso di spazio urbano definito, restituito ad una sua laica sacralità, il giardino/parco é lo spazio forse più stimolante del generale sistema degli spazi della città sui quali gli architetti contemporanei non stanno tentando solo esercitazioni coreografiche ma, alcuni anche una vera e propria rivoluzione concettuale. Al suo interno il parco/giardino é poi organizzazione di sistemi complessi, ambito spaziale che garantisce la socializzazione degli individui e il rapporto con l’ambiente, luogo del dominio collettivo dove spettatori e giocatori, platea e scena, gioco e conoscenza, tendono a coincidere. E in quanto macchina simulatoria e educativa al giardino é restituita in queste esperienze anche la sua qualità tecnologica, il meccanismo sofisticato, smontabile, analizzabile, perfezionabile. Ancora, gli è restituita la sua qualità specifica di luogo magico.

La realizzazione del parco/giardino perseguita con materiali prevalentemente naturali -che é decisamente meglio dire: viventi- l’iniziazione alle tecniche, all’uso e agli utensili di questi materiali e al loro linguaggio segnano un confine concettuale, dove appunto risiede la preveggenza dell’idea: il materiale naturale é ancora e sempre disegnato e progettato, così come lo era nel giardino classico e romantico, ma al fondo é chiara la consapevolezza – propria del contenuto più elevato del gioco – di una soglia che segna una “rinuncia voluta” al controllo. In quanto alla “estetica” del giardino/parco si rinuncia alla ridondanza di segni e coinvolgimenti del giardino romantico e si sviluppa il concetto per il quale “un giardino come tale deve essere un ambiente sorridente e niente altro che un ambiente, che non si imponga per un suo valore intrinseco e non distacchi l’uomo dall’umano, distraendolo dalla sua interiorità”. E siamo portati a osservare che il giardino, sospeso nella sua dimensione temporale, mutevole, é proprio tale quanto assolve nei suoi spazi più segreti e nei suoi momenti di riposo a questo suo eterno compito filosofico che ci riporta di più all’analogia di una tabula – tanto più evidente ora che i suoi pezzi indispensabili sono assenti – al suo essere nella sua totalità serissimo gioco. Rispetto agli altri paesi occidentali in Italia vi é stata fino ad oggi quasi una devastazione di ogni organizzazione di conoscenza sul giardino -si pensi alla qualità degli insegnamenti specifici di ogni grado e più in generale alla carenza di impegno di risorse economiche- carenza in primo luogo concettuale, essendo venuta a mancare la consapevolezza della necessità del giardino e quindi non afferrandosi più il suo contenuto economico, che é eminente, se correttamente riportato al suo significato culturale più esteso, cioè alla sua qualità moderna di spazio civico, di pubblica utilità e proprietà.

Qui interviene l’attribuzione dirimente di senso e valore, disegnando una struttura che sia aperta e che renda quindi “possibile, non necessario, un cambiamento di comportamento, una creazione di informazione” che contenga cioè il principio della propria modificazione. Il giardino si offre come disponibile alla rappresentazione di una complessa trama di comportamenti umani. Alcuni di questi sono più determinabili e tematici, seguono maggiormente l’identità emergente e la qualità di centralità di un luogo, altri sono meno univocamente riconoscibili, più aperti a interpretazioni estemporanee e variabili. Ancora molto importante é la competenza dimensionale degli spazi. Vi sono spazi di relazione e di transito, spazi con forze centripete catalizzati da un loro fuoco e spazi di quiete.

Adotteremo fra le varie ipotesi possibili forse quella di una forte interattività fra il visitatore-abitante e il giardino/parco nel solco di recenti esperienze che dimostrano una tendenza delle grandi istituzioni pubbliche ad adottare il giardino come “transfer” spazio di relazione di alta qualità con la città.

Appunti sui sistemi di relazione da insediare

Il parco urbano offre una sovrapposizione/interrelazione di quattro principali sistemi che disegnano e strutturano gli spazi aperti dell’intera area di progetto.

−Primo Sistema: il verde come principio di disegno e armonia nel quale sviluppare un linguaggio progettuale che ben si adatti al delicato ambito della socializzazione degli individui e al rapporto stimolante con l’ambiente.

o Piantumazioni a “bosco”: simulazione di un gesto naturale come quello del verde a “bosco”, componente preziosa di ogni parco, in grado di coinvolgere lo spettatore nella dimensione del giardino romantico e naturalistico.

 o Verde pubblico : è la gestione del verde e dei prati il principale strumento regolatore del parco, disegnato e strutturato mediante macro-aree, ciascuna destinataria di una funzione specifica:

1. parco giochi;

2. prato aperto;

3. area “bosco”;

5. area feste – area relax – area spettacolo

−Secondo Sistema: i percorsi come tema funzionale, di relazione e di accessibilità pedonale per vivere i luoghi del parco urbano fatti di essenze vegetali e attrezzature pubbliche e destinati ai diversi tipi di utenti e di fruizione che lo interessano (bambini, adulti, anziani, gioco, sport, passeggio e sosta). I percorsi sono studiati e progettati su differenti layer (percorsi primari, secondari e pavimentazioni) dando luogo ad una separazione solo formale e concettuale, ma non effettiva in quanto l’interazione tra i percorsi e le macro aree trova la sua dimensione ideale grazie alla corretta gestione e combinazione di colori e materiali.

o Percorsi primari: le principali vie di distribuzione e accesso alle funzioni insediate nel parco si snodano attraverso percorsi primari, accessibili sia da via Odorici – da via delle Battaglie – via Carmine – via Nino Bixio. Tali percorsi disegnano e strutturano aree organiche e sinuose, disegnando ampi spazi di aggregazione.

o Pavimentazioni: costituiscono la componente permeabile capace di legare tra loro le macro-aree del parco urbano sapendo fondere gradualmente pavimentazioni più o meno lastricate con gli elementi naturali della terra e del verde.

o Edifici: percorsi secondari e di accessibilità e relazione non solo alla scuola e all’eventuale residenza, ma anche al centro di aggregazione anziani, centri culturali e all’area servizio e manutenzione del parco.

−Terzo Sistema: l’arredo urbano come componente funzionale e ludica, per incentivare il momento della socializzazione come il momento della ritmica e dell’espressività dettato dal segno tangibile delle sedute e dell’illuminazione pubblica. L’arredo urbano è anche il momento dell’appropriazione della natura (zona degli alberi attrezzati) e del giocare con il reale, soprattutto per i fruitori più piccoli.

o Sedute monolitiche in linea: corrono lungo le perimetrazioni delle aree verdi scandendo e rinforzando percorsi primari e pavimentazioni delineando a tratti i contorni quasi di una cornice che non vuole mai chiudere, ma semplicemente incuriosire e attrarre lo spettatore “in platea”;

o Sedute monolitiche puntuali: un vero e proprio linguaggio ritmico sviluppato in prossimità del parco giochi, dell’area feste e delle principali oasi attrezzate del parco e comunque, sempre in corrispondenza del gioco delle pavimentazioni che gradualmente affondano nel verde pubblico.

o Tende a vela, giochi e attrezzature: per favorire la sosta e la presenza nel parco affinchè il parco non diventi mai solo un luogo di passaggio, ma un ambiente fertile nel quale poter godere del riposo, del gioco, del ristoro (pic-nic) e di tutte le altre attività sociali e individuali. Tali componenti sono previsti nel progetto, ma realizzati solo in parte o predisposti al fine di fornirli con altro autonomo provvedimento.

−Quarto Sistema: l’illuminazione come linguaggio formale e funzionale, capace di guidare e accompagnare il fruitore attraverso le principali funzioni del parco, grazie ai differenti sistemi e corpi illuminanti adottati.

o A terra: giochi di luce a terra sono stati progettati nelle due aree di aggregazione in presenza dei giochi d’acqua con corpi illuminanti integrati nei getti e in presenza di corpi a led incassati nella pavimentazione in porfido.

I materiali

Il sistema dei percorsi definisce gli ambiti di fruibilità del parco e si riflette sulla distribuzione dei materiali che vedono l’introduzione di diverse pavimentazioni. I percorsi primari che attraversano il  parco saranno pavimentati con doghe in legno formando ampie superfici praticabili in presenza delle intersezioni con altri percorsi..

L’ area di gioco sarà pavimentata con le nuove pavimentazioni sintetiche in gomma colata che consentono di realizzare pavimentazioni di colori diversi, con elevate caratteristiche di personalizzazione.

Inoltre questo tipo di pavimento difende i bambini da tutti i tipi di pericoli: sia i pericoli visibili che quelli meno visibili.

I pavimenti sono antitrauma grazie al fatto che la gomma, ricavata da mix di granuli di forma e natura diversa, ottiene su tutta la superficie una livello di elasticità costante.

Inoltre la superficie sintetica in gomma colata garantisce un drenaggio elevato, anche dopo giorni continui di pioggia e temporali intensi.

Tutti i pavimenti sintetici in gomma colata sono controllabili e di facile pulizia dal punto di vista igienico.

Infine le nostre superfici favoriscono l’abbattimento delle barriere architettoniche: essendo una pavimentazioni continua, non ostacola gli spostamenti fluidi all’interno di aree gioco o ricreative anche di persone diversamente abili.

Riproporanno giochi antichi quali il gioco della leonessa (rivisitazione del gioco dell’oca) per imparare a conoscere la propria città, il mondo e altri.

Le opere del verde

Il presente progetto esecutivo è integrato dal progetto specialistico delle opere del verde al quale si rimanda per precise indicazioni in merito all’esecuzione e messa a dimora di arbusti e siepi, nonché per le potature, sfalciature e innaffiamenti e per il mantenimento del verde.

L’obiettivo del progetto non è chiaramente quello di fornire quantitativamente una dotazione di aree a verde soddisfacente dal punto di vista degli standards urbanistici, ma raggiungere quella qualità necessaria per far sì che il parco costituisca luogo di attrazione e di svago.

La realizzazione di un parco può essere considerata un investimento a lungo termine. Gli elementi che ne strutturano lo spazio come le alberature, i percorsi principali, gli spostamenti di terra, la suddivisione in parti caratterizzate da differenti trattamenti delle superfici, sono destinati a durare nel tempo e a condizionarne l’organizzazione funzionale, a misurarne l’utilizzo.

Da una corretta scelta di disposizione e di misurazione di tali elementi dipende la disponibilità del parco ad ammettere l’alternarsi e il succedersi di usi temporanei o ad accogliere in futuro funzioni e pratiche oggi non necessariamente prevedibili.

Il progetto prevede quindi la realizzazione di tutte quelle strutture necessarie per il parco affinché questo possa in tempi brevi consolidarsi ed essere utilizzato, ma lascia nel contempo ampi spazi e possibilità in alcune sue parti che eventualmente solo in più tempi lunghi, potranno accogliere funzioni nuove e diverse.

La vegetazione, in particolare le alberature a macchia e le fasce boscate, contribuisce sensibilmente alla qualità ambientale del parco, favorendo realtà con caratteristiche microclimatiche utili ed interessanti per le condizioni di vivibilità e fruibilità del parco stesso.

Il parco avrà inoltre un’area mantenuta libera a prato, libera da ogni ingombro e destinata ad un uso libero, anche intensivo.

Il prato potrà accogliere occasionalmente un alto numero di persone, ad esempio in occasione di manifestazioni come concerti e spettacoli all’aperto.

I tappeti erbosi saranno formati da essenze in grado di formare un cotico erboso resistente e che tolleri il calpestio intenso.

L’impianto di irrigazione

L’impianto di irrigazione è incluso nel presente progetto e meglio descritto nella parte di progetto specialistico delle opere del verde allegato.

Impianto recupero acque piovane

Per il parco è prevista la raccolta delle acque meteoriche che verranno recuperate e utilizzate per l’irrigazione.

Impianto di illuminazione pubblica

Il progetto esecutivo si completa del progetto specialistico illuminotecnico e elettrico allegato.

Il parcheggio e il percorso pedonale saranno illuminati da corpi illuminati posizionati secondo gli schemi grafici di progetto.

Il progetto si è sviluppato secondo quanto previsto dalle linee guida di Pubblica Illuminazione e con tipologia di apparecchi illuminanti conformi alle strade limitrofe.

Impianti speciali e/o ausiliari

Impianti elettrici

Ad integrazione degli impianti elettrici realizzati nell’ambito della riqualifica di via Odorici, è previsto l’inserimento di opere relative alla predisposizione per impianti speciali ed ausiliari, inerenti gli apparecchi di controllo e di sicurezza, di seguito elencati:

1. predisposizioni per impianti ad uso per eventuali spettacoli e/o proiezioni all’aperto;

2. impianto Wifi;

3. impianto fotovoltaico.

CRITERI DI PROGETTAZIONE

Gli elaborati di progetto illustrano l’ordine funzionale dell’opera che è stata progettata per dare

risposta ai requisiti sopra elencati nonché ai seguenti criteri:

�� Punto di eccellenza

�� Grande visibilità e richiamo

�� Soluzioni di risalto

�� Tono coordinato

�� Accessibilità totale

Soluzioni adottate per il superamento delle barriere architettoniche

Il progetto persegue la più ampia facilità d’uso della nuova struttura ai veicoli a due ruote (biciclette) e al pedone in quanto utenze deboli della strada; particolare attenzione viene prestata nelle soluzioni adottate all’utente diversamente abile automovimentato su carrozzina, all’anziano con difficoltà motoria e alla prima infanzia.

Per quanto già evidenziato, la compatibilità all’uso da parte del disabile su carrozzina e le esigenze che ne derivano suggeriscono alcune possibili e localizzate soluzioni con introduzione di sistemi di limitazione del traffico veicolare, comunque rispondenti alle disposizioni del Codice della Strada e adattate alle necessità ambientali di riqualificazione funzionale dei luoghi e delle strutture stradali esistenti.

Il progetto tiene conto delle disposizioni nazionali (L.13/89), regionali (L.R.6/89) e loro modificazioni e integrazioni (L.Quadro 104/92) inerenti il superamento delle barriere architettoniche mediante la realizzazione di raccordi a raso delle pavimentazioni nonché di scivoli e protezioni estesi nell’area nonché ai principali accessi definiti di carattere preferenziale

Eventuali opere di abbellimento artistico o di valorizzazione architettonica

Il nuovo assetto funzionale delle aree deputate a parco risponde anche alla necessità dichiarata dall’ Amministrazione di volere, nel tempo, provvedere a possibili installazioni di opere per il suo abbellimento con interventi di arredo urbano. Il progetto dell’area verde si articola in due spazi separati e distinti: uno dedicato al movimento e l’altro dedicato alla sosta.

Il tracciato di connessione tra le vie (via Odorici , via Nino Bixio e via delle Battaglie) cuce gli spazi della città e permette un ampliamento utile, diventando elemento di aggregazione lineare tra il costruito e la natura grazie alla continuità di livello. L’area dedicata al parco urbano raccoglie gli elementi naturalistici (il verde, il percorso d’acqua) che permettono di ricreare aspetti paesaggistici addomesticati in ambiente urbano e donano al fruitore il modo e il tempo per la riflessione e per la contemplazione.

Questi due livelli differenti sono fisicamente collegati: rampe inclinate e scale rendono permeabile il luogo e totalmente accessibile a tutti.

Il progetto del nuovo parco urbano, si può sinteticamente descrivere con le seguenti fasi:

_ Operazione di sistemazione dei versanti – opere di geopedologia per l’utilizzo dei versanti inclinati;

_ Opere di consolidamento e di messa in sicurezza;

_ Percorsi interni a spazi attrezzati;

_ Il verde e i giochi d’acqua

_ Opere impiantistiche;

_ Elementi di arredo urbano.

Il terreno, che si presenta con un andamento naturale caratterizzato da pendenze , verrà in parte rimodellato ed in parte sfruttato nella sua conformazione originaria per adattarsi alla sistemazione finale prevista dal progetto.

AREE TEMATICHE

– Il Viale dei Pittori

E’ un percorso all’insegna del colore, dei forti contrasti ma anche delle delicate gradazioni, della monocromia come dell’allegra bizzarria degli accostamenti.

Lungo questo viale sarà disegnata una successione di aiuole progettate per accogliere fioriture, annuali e perenni, allo scopo di realizzare una girandola di colori, una festa per gli occhi. Il visitatore dovrà avere la sensazione di passeggiare sulla tavolozza di un pittore.

Ad ogni una di queste aiuole, potrà essere dedicato il nome di un pittore famoso. Con la scelta delle piante si dovrà cercare di evocare la tecnica e la classe dell’artista a cui quei fiori saranno dedicati.

Sarebbe interessante che per la composizione di dette aiuole fossero usati fiori di campo, fiori spontanei e caratteristici dell’ambiente naturale locale.

Oltre ad una chiara valenza ornamentale, queste aiuole possono offrire lo spunto per un approfondimento didattico sia sulle piante utilizzate che sugli artisti ai quali si ispirano. Si dovrà quindi valutare la possibilità di mettere a disposizione dei visitatori delle note informative allo scopo soprattutto di stimolare ad un successivo personale approfondimento.

Le Case con le Ali

Si deve intendere questo spazio come una enorme voliera a cielo aperto, un luogo dove poter spiare gli uccelli, farfalle, coccinelle nel loro ambiente naturale, liberi di restare o di volar via anche in base alla nostra capacità di essere osservatori discreti e rispettosi.

Per attirare i volatili, farfalle, coccinelle sarà necessario mettere in atto alcuni stratagemmi. Per esempio, si dovranno collocare nella zona interessata piante che offrano attrattiva alimentare.

Si dovranno disporre delle mangiatoie,e delle casette ricovero invernale, ovviamente avendo cura di collocarle in modo da essere inaccessibili per gli animali predatori. Sarà necessario anche approntare dei nidi artificiali per favorire l’insediamento e la cova dei volatili. Detti nidi dovranno essere studiati in maniera tale da soddisfare le particolari esigenze delle diverse specie di uccelli.

– L’Angolo dei golosi

Uno spazio verde dove il visitatore non sia solo spettatore, ma si senta coinvolto nella continua trasformazione della Natura e partecipe dei suoi frutti.

Il superamento dell’imposizione di “guardare e non toccare”. Nell’Orto dei Golosi ognuno può raccogliere, ovviamente per il consumo in loco, la frutta che cresce sugli alberi (solo alberi nani).

Si immagina l’Orto dei Golosi come uno spazio sufficientemente aperto, dove l’aria abbia libero accesso e l’atmosfera sia solare. L’ordine non dovrà mancare, come ci si aspetta in un terreno coltivato e di cui un esperto contadino abbia paziente cura.

Per ogni singola specie di frutti che si intenda coltivare dovranno essere disposte macchie abbastanza estese ed omogenee, affinché vi siano a disposizione un buon numero di frutti, e in modo tale da ricreare per quanto possibile l’ambiente di un frutteto di campagna, anche se si ritiene non sia fondamentale la disposizione delle piante in geometrici filari.

Dato l’ampia libertà che viene concessa al visitatore nel servirsi della generosità degli alberi, sarà assolutamente necessario bandire ogni tipo di intervento chimico atto a migliorare o salvaguardare la produzione delle piante poste in quest’area, non essendo possibile sorvegliare sul rispetto dei tempi di carenza prescritti per i prodotti impiegati.

Nella fase di progettazione è stato opportuno prevedere, nell’area dell’Orto dei Golosi, il comodo reperimento da parte dei visitatori di acqua potabile per poter sciacquare la frutta o per lavarsi le mani.

– Il Parco delle favole

Non solo un parco giochi, ma un vero giardino dove i bambini possono “usare” gli alberi come giocattoli e maturare, attraverso il gesto ludico, una migliore sensibilità verso l’ambiente.

– Il Giardino dei Fantasmi di Legno

L’aspetto che assumono alcune piante, per volontà della Natura o per mano dell’uomo, può essere tale da suscitare bizzarre visioni nelle persone più inclini alle fantasticherie.

Piante gibbose, tronchi contorti, rami come minacciose grinfie. Gli alberi possono suggestionarci interpretando i personaggi di una immaginaria avventura nel bosco, dove la vera protagonista è la nostra voglia di trovare ancora il coraggio di sognare.

Le piante scelte a formare il Giardino dei Fantasmi di legno avranno maggiore effetto se poste in gruppi omogenei costituiti da un numero idoneo di esemplari, al fine di accentuare le diverse caratteristiche per le quali sono stati scelti.

Per sottolineare l’aspetto fiabesco che dovrà assumere il Giardino dei Fantasmi di legno può essere utile la collocazione di vere statue di legno, sculture intagliate in qualche vecchio tronco, raffiguranti soggetti adatti a enfatizzare il tema del giardino.

Dette statue potranno trovar posto tra le piante vive, apparendo alla vista del visitatore con un qualche effetto di sorpresa, oppure potranno essere posizionate lungo i percorsi stabiliti per la visita.

– L’Acqua Salterina

E’ risaputa l’attrazione dei bambini verso l’acqua, e l’irresistibile bisogno che essi provano di sguazzarvi come anatroccoli ogni qualvolta si presenti l’occasione. Ogni genitore avrà sperimentato a sue spese l’interesse dei figli per le pozzanghere.

Piuttosto che reprimere questo bisogno, si è pensato di attrezzare un’area per dar sfogo a questo divertimento, da utilizzare ovviamente nei mesi più caldi.

L’Acqua Salterina sarà una vasta piscina dove l’acqua che fuoriesce da una fontana a raso e poi venga raccolta lungo i bordi per essere rimessa in circolo. Nella piscina sarà quindi possibile sguazzare e rincorrersi senza rilevante pericolo.

Ad impreziosire il piano della piscina saranno posti dei giochi antichi dedicati all’utilizzo dell’acqua. Saranno, inoltre, costruiti dei “tasti”, saltando sui quali si dovrebbero azionare delle fontanelle, normalmente inerti, che tornano alla quiete non appena cessa l’azione sul “tasto”. Diventerebbe un gioco irresistibile suonare una silenziosa musica di zampilli, magari organizzando una improvvisata orchestra.

Il Bosco dei Nuovi Sogni

La Legge 113 del 1992 impone ai Comuni di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica.

Si ritiene di individuare il luogo deputato a questa funzione in una porzione del Parco dei Giochi e delle Fiabe, in quel tratto che si approssima al Bosco dei Cento Lecci, e che ne costituisce il preambolo.

Sulla scelta delle piante da adibire a questa funzione, si ritiene che siano da preferire quelle con più elevata speranza di vita, e che per loro natura o per tradizione si identifichino con la durevolezza e con la solennità. Inoltre, dovrebbero essere piante che si accomunino al territorio di Brescia, alla sua storia e alle sue tradizioni. Il Comune potrà provvedere, con propria decisione, a definire con maggior chiarezza l’elenco delle piante da utilizzare e le modalità di gestione dell’area.

La legge impone che sia il Comune a fornire e a mettere a dimora le piante. Qualche genitore potrebbe però ritenere più appagante provvedere esso stesso al reperimento e, perché no, alla piantumazione, dell’albero che verrà attribuito al proprio figlio. Si ritiene pertanto che questa necessità vada soddisfatta, pur nel rispetto delle disposizioni stabilite in materia.

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