Focus sul PGT e prime riflessioni (di Alessandro Benevolo)

Laura Castelletti, 16 aprile 2010 » mi piace, urban center

mi è arrivata questa mattina, con una “tiratina di orecchie” per non aver pubblicato sul blog nessun resoconto dei focus pgt (è bello che ci sia, almeno da parte di qualcuno, aspettativa!), una mail dell’architetto alessandro benevolo che vuole in qualche modo sopperire a questa mia mancanza. ben felice, per una volta, di pubblicare il lavoro di altri. di seguito trovate il testo della mail…

“si sono svolti i primi due incontri a tema sulla formazione del piano di governo del territorio promossi dal comune, denominati focus. e’ partito quindi questo processo che avrà presumibilmente tempi lunghi per la sua conclusione. e’ possibile fare un primo riepilogo e avanzare qualche prima riflessione (visto che per una volta laura esita a offrirci i suoi soliti preziosi e completi resoconti).

nel primo incontro del 24 marzo si è parlato di ambiente. oltre a generiche raccomandazioni dell’assessore vilardi e del consulente karrer circa la disponibilità del comune ad ascoltare la città, ne hanno parlato angelo capretti, dirigente del settore ambiente del comune di brescia e paolo rossetti, presidente del consiglio di amministrazione di a2a.

sono stati esposti i dati conoscitivi a disposizione. capretti ha mostrato una sintesi convincente dei principali misuratori di qualità ambientale (aria, acqua, suolo, sottosuolo) dai quali emerge uno stato di salute sicuramente non buono e per certi versi assai preoccupante (pm10 e inquinamento ex caffaro su tutti). niente è stato detto circa la rilevanza complessiva di queste aree di rilevanza ambientale (collinari, pedecollinari e agricole) e ancora niente viene segnalato circa la possibilità di valorizzarle al meglio per migliorare la qualità del vivere urbano. rossetti ha presentato invece un resoconto delle attività svolte da a2a e attinenti al tema (raccolta dei rifiuti, pulizia strade, ecc.). molta enfasi è stata usata per descrivere le moderne tecnologie impiegate (soprattutto per il ciclo di trattamento dei rifiuti) e questo induce a sospettare che qualche responsabilità sui pessimi dati della qualità del’aria ce l’abbia anche il nostro modernissimo termovalorizzatore. in particolare segnalo il fatto che il suo funzionamento è un business per a2a (produce utili) e la sua struttura societaria fa inevitabilmente nascere il sospetto che la decisione di bruciare i rifiuti anziché spingere per un miglioramento della perfomance differenziata (modesta a brescia, intorno al 35%) derivi dal desiderio di non intralciare una gallina che produce ottime uova d’oro.

sono poi intervenuti altri discussor (come li chiama l’assessore vilardi), il presidente della circoscrizione ovest, un rappresentante delle associazioni agricole e un altro rappresentante di associazione ambientalista che hanno manifestato la disponibilità a cooperare per la formazione del piano e che in questo senso sono stati già avvicinati.

e’ presto per trarre conclusioni definitive, ma sul versante del miglioramento dei misuratori ambientali si giocherà sicuramente una partita importante per il pgt e per la sua correlata valutazione ambientale strategica.

nell’incontro dello scorso 14 aprile sono stati invece trattati i temi socio-culturali. un tema cruciale. erano presenti, oltre a vilardi e karrer, la dottoressa silvia bonizzoni, responsabile servizi minori del comune di brescia e maurizio bernardelli curuz, direttore artistico di brescia musei. rispetto all’incontro di  tre settimane prima gli argomenti offerti sono stati assai deludenti.

la d.ssa bonizzoni ha presentato un quadro delle attività svolte nel settore dei servizi sociali dal comune, ivi incluse quelle attivate a titolo sperimentale e ha segnalato la centralità di queste attività rispetto all’istituto familiare (non vedo come poteva essere diversamente). anzi, l’uso ripetuto della parola famiglia faceva pensare ad un tributo alla nuova coalizione politico-amministrativa. niente è stato sorprendentemente detto circa la modificazione e la diversificazione del bisogno sociale da parte dei cittadini bresciani, sul fatto che aumentano le categorie di popolazione interessate e che aumentano i competitor del comune per svolgere i servizi affiancandosi o sostituendosi al comune. niente è stato detto circa le difficoltà del comune di brescia (e di tanti altri comuni d’italia) per superare la tradizionale organizzazione del servizio municipale fortemente incentrate su due sole attività (asili e case di riposo) per arrivare ad offrire servizi anche alle categorie intermedie della popolazione. le città che offrono servizi più avanzati in questo settore hanno attivato dei veri e propri stati generali per arrivare a definire questo nuovo bisogno sociale e il ruolo che può svolgere il comune rispetto a questo. mi sembra che la precedente amministrazione avesse cominciato a guardarsi intorno per capire come altre città si stavano regolando. non si è capito se questa necessaria attività strategica sia stata continuata o no.

bernardelli curuz ha segnalato con forza la circostanza che brescia, con la sua dismissione dell’apparato produttivo, può rilanciarsi rivestendo un nuovo ruolo in campo culturale e turistico. ha parlato di “pgt della psiche” (poi corretto dalla vilardi in “pgt dell’anima”) per sottintendere al fatto che con questo nuovo piano può essere definito un diverso ruolo della città (per come la percepiscono i bresciani e per come è vista dal di fuori). ha anche detto che brescia può entrare in un network di luoghi culturali a cavallo del garda insieme a desenzano, sirmione e verona mettendo a sistema le sue eccellenze nel campo della produzione agricola ed eno-gastronomica. a partire da una giusta intuizione (sul fatto cioè che brescia sta per cambiare d’abito) mi è sembrato un discorso molto superficiale e nemmeno molto aggiornato su quanto è successo e sta succedendo. oltre metà delle aree industriali dismesse si sono già riconvertite o lo stanno facendo senza nessun riferimento alla realizzazione di infrastrutture di significato turistico o ricettivo. (l’amministrazione che lo ha nominato ha appena deciso di riconvertire l’area degli ex-magazzini generali e potendo contare sulla fornitura, gratis, di un grande edificio per servizi ha deciso di collocarvi una funzione già dislocata in città che niente ha a che vedere con la cultura o il turismo). sull’idea che il tempio capitolino bresciano, insieme alla villa imperiale di desenzano, alle terme di catullo e all’arena di verona vadano a costituire un grande complesso turistico-archeologico di richiamo internazionale, nutro qualche scetticismo. sarà che vengo da roma, ma conosco altri luoghi in italia che possono aspirare ben più del basso garda a questo richiamo.

hanno seguito come qualche settimana prima alcuni discussor. sono intervenuti due medici responsabili (di cui non ricordo il nome), uno dell’azienda ospedaliera e l’altro dell’asl evidenziando entrambi la necessità di integrare le politiche urbanistiche con le trasformazioni in atto sui due versanti (il medico del civile si è raccomandato di applicare una destinazione “consona” al ronchettino) ed infine ha parlato l’ing. robecchi che si è lanciato nel consueto j’accuse sull’urbanistica italiana in genere, bresciana in particolare e sull’inutilità di tutti i piani urbanistici visto che la città evolve loro malgrado. e’ almeno la quarta volta che glielo sento fare, la vilardi lo ha preso come un pungolo a far bene. karrer avrà fatto gli scongiuri augurandosi di non fare la fine di secchi.

Al di là dei giudizi di merito sulle comunicazioni svolte, l’impressione è che questi focus si svolgano perché la legge chiede che vangano svolti e non perché ci si augura di ricavare indicazioni. C’è grande circospezione e tutto è un po’ paludato. Non credo che questo dipenda dal desiderio di questa amministrazione di procedere a fari spenti per nascondere chissà quali nefandezze.

Credo invece che i progetti contenuti nell’agenda del Sindaco (nuova sede comunale, cittadella dello sport, tangenziale est, pensilina, Bigio, ecc.) e le tante previsioni inattuate del PRG vigente restringano di molto il campo di azione del nuovo PGT. Si deciderà poco e quindi l’intera operazione è vista politicamente come una potenziale fonte di “rogna”. Ho paura di sbagliarmi, ma non vedo all’orizzonte una nuova strategia urbanistica, piuttosto un collage di progetti e decisioni prese un po’ a casaccio.”

Alessandro Benevolo

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