“Figurine”-Beppe Donadio (Tra le tracce di Ugo Buizza)

Laura Castelletti, 26 novembre 2011 » mi piace, tra le tracce, video

 

confesso che mi risulta difficoltoso scrivere di un album italiano e confesso anche che sono pochi gli artisti nostrani che ascolto con passione. il mio background è legato a musiche americane e inglesi. a eroi che hanno scritto la storia della musica degli ultimi 100 anni. le melodie italiane non le sento mie. sono spesso derivative o melense. sono un esterofilo! non per scelta, ma penso solo come conseguenza della mia educazione musicale. ed ecco che, proprio nella città in cui vivo, scopro un vero talento. un musicista dotato di quella originalità che contraddistingue i veri artisti! una gran bella persona e un vero artista in grado di dipingere quadretti semplici, diretti, poetici, componendo musiche frutto di passione, di gusto per i giusti colori e che, soprattutto, sfuggono ad etichette. il terzo album, solitamente, per un’artista, rappresenta la prova di maturità, la conferma della capacità di crescere, di evolvere. tutto ciò è pienamente rappresentato dal recente figurine. beppe donadio, con la consueta eleganza regala non il solito prodotto ben confezionato, ammiccante e ruffiano, ma la continuazione del suo diario personale, che dipinge tematiche personali, ma comuni a molti. ricordi, ironia, impegno, amore e guerra. tanti argomenti affrontati con stile e raffinatezza. brani che ad ogni ascolto crescono e convincono. l’album si compone di 11 brani: 11 giocatori per una squadra davvero vincente. una squadra compatta senza riempitivi o “scartini”.

si parte con “festa”, sulla stupidità di un certo quotidiano, la festa della mediocrità e del bla, bla, bla. un incedere pianistico, quasi alla leon russell, un ottima partenza per una partita senza attimi di vuoto.

il secondo pezzo è la title track “figurine”, nando martellini ci riporta al 1982, al mondiale di spagna. sono fotografie di ricordi che alimentano la passione. la vocalità di beppe mi rimanda, forse per la sua bella erre arrotata, a nino buonocore (do you remember?) e il testo ci avvolge con la poetica delle piccole cose, come la coperta di linus, ci protegge, noi rivolti al passato per poter guardare avanti con positività. fermare il tempo con immagini gloriose, come i ricordi springsteeniani di “glorious day”.

terzo brano “il primo uomo sulla neve”, duetto con fabio concato per un’altra immagine del passato. un’immagine in bianco enero. il calore della solidarietà per giorni straordinari, l’abbraccio della neve che cambia il senso delle cose, i rumori e i giochi senza età. musicalmente è un brano che “ti entra” al primo ascolto. una melodia che diventa subito classica .

Si prosegue con uno dei pezzi piu’ personali: “La Stanza dei bottoni”, i ricordi stavolta arrivano dalla famiglia, dai genitori .“L’amore regalato è l’amore normale…”. In “Caro Diario” c’è spazio per l’ironia, l’orecchiabilità delle musiche ben si sposa con il testo di rara intelligenza. Un cameo della bravissima Franceska arricchisce il tutto. Penso ai testi ironici di Randy Newman e alla capacità che Beppe possiede, di criticare senza urlare, con classe e intelligenza dipinge il patetico quadretto di certa televisione.

In “London Victoria” con la voce della sempre brava Betty Vittori, si parla di Inghilterra, di Wimbledon e della British Invasion. La musica inglese e il calcio che negli anni sessanta facevano scuola e che, per noi italiani, rappresentavano miti .

Cambia tutto con la drammaticità di “Soldato F.”, le guerre dimenticate, in questo caso la missione nei Balcani e i morti senza nome. La stupidità di tutte le guerre. E’ la figurina più intensa dell’album, un brano pianistico raccontato con grande pathos .

Siamo alla numero 10: “La Fine Del Mondo” la paura del tempo che passa e dell’importanza del vivere ogni istante senza alcun rimpianto. L’importante è partecipare non vincere. Lo Yeah finale è molto british…

“Chips”. La voce del Mago Forrest introduce liriche sui piccoli drammi di chi affronta le tecnologie senza particolari cognizioni , che parla degli incontri tramite i vari social network che imperversano. Incontri che se si materializzano spesso spaventano. Si affronta la realtà virtuale ma si ha paura della vera realtà. Un modo diverso di “incontrare”. Le citazioni degli 883 accentuano l’ironia del testo. E’ la figurina che meno apprezzo, ma siamo sempre su ottimi livelli.

Alla fine del match arriva “Piano Piano”, musiche francesi fanno da tappeto ad un testo che merita più ascolti per essere pienamente apprezzato. Un bellissimo quadretto che ci porta all’ultima pagina, un bozzetto che è la parziale riproposizione di “Figurine” con il piano che mena le danze e un malinconico finale “Girotondo” che ci saluta meravigliosamente. Beppe è un piccolo tesoro da far conoscere, diffondere. L’album è davvero bellissimo, ve ne parlo in ritardo e mi scuso anche con l’Autore, ma ho preferito sfogliarlo con amore. Fissare le immagini prima di commentarle. Non è il solito prodotto, la confezione è preziosa (anche la copertina lo è, Mordillo è geniale) e tutti i Musicisti coinvolti sono veri Titolari. Lui gioca in Serie A ed è pronto per Tornei Internazionali… Un abbraccio a Beppe e alle sue… Merendine !!

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