Ecco cosa farei nell’ex Tribunale

Laura Castelletti, 20 luglio 2011 » Arte e Spettacolo, mi piace, urban center
lo “scontro” tra magazzino 47 e  vicesindaco rolfi,  se si intende andare oltre la questione sfratto, ci dice della mancanza a brescia di un luogo di aggregazione culturale che vada a intercettare bisogni e aspirazioni di tanti ragazzi/e. manca un centro, un punto di riferimento per le diverse esperienze e per le diverse biografie. manca un luogo d’incontro e contaminazione tra arti visive, musica, scrittura, danza, teatro, editoria… a questo proposito resta sempre attuale la proposta della creazione di una fabbrica della creativitàche avevamo immaginato e proposto nel nostro programma elettorale (lista laura castelletti sindaco) che diceva:
la cultura chiave dello sviluppo abbiamo già detto in apertura che occorre un grande progetto comune per la cultura: questo è e deve essere il motore dello sviluppo di brescia. dobbiamo trovare una nuova collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nei settori dell’arte, della formazione e della ricerca.
centrale, in questo senso, è la proposta della creazione di una kunsthalle riconvertendo l’area degli ex magazzini generali alla creazione di spazi per la cultura e lo sviluppo, con l’obiettivo di fare sistema, reperire nuove risorse e organizzare filoni di ricerca nell’arte e nella cultura contemporanea. il tema cruciale della “contemporaneità” trova una risposta importante nella creazione di un centro propulsore per la produzione artistica, in collegamento organico con altri spazi, e punto di riferimento di programmi di ospitalità per artisti di ogni parte del mondo.

una “fabbrica della creatività” che accolga workshop, seminari, manifestazioni, concerti ed altre attività relative alle arti visive, alla musica, allo spettacolo, alla danza, alla letteratura, destinando parte degli spazi ad attività di laboratori per giovani artisti. così gli artisti potranno interagire con i cittadini, realizzare interventi didattici per le scuole, sviluppare progetti creativi incentrati sulla relazione con la realtà sociale, culturale e ambientale di brescia.

la strada per realizzare questo progetto è quella del piano regolatore sociale, una mappa dei bisogni dei cittadini che tenga conto non solo delle esigenze che derivano dal disagio o dalla difficoltà, ma anche dei desideri dei bresciani e di un modo di vivere qualitativamente migliore.

per i magazzini generali l’attuale amministrazione ha individuato altre funzioni e altro progetto (sede unica del comune), si potrebbe pensare allora all’ex tribunale in via moretto. un contenitore vuoto al quale basterebbe dare una rinfrescata (magari lasciandosi guidare proprio dalla creatività e l’essenzialità dei nostri ragazzi), attrezzarla con rete wifi ed individuare un competente e appassionato direttore che sappia “regolare il traffico” e facilitare i percorsi creativi.

la vicinanza con la pinacoteca diventerebbe una buona occasione di dialogo tra passato e presente.

di questa opportunità ne godrebbero i giovani della nostra città, tutti i bresciani e i visitatori provenienti anche da lontano (per le kunsthalle di berlino e altre capitali europee vale tale capacità attrattiva). l’intera area circostante  (via moretto, via cavour), oggi in difficoltà perchè svuotata di funzioni da quando giudici e avvocati sono stati trasferiti altrove, ne avrebbe solo vantaggi e si risolverebbe nel contempo il problema di “desertificazione” di un importante tassello di territorio cittadino.

la manovra finanziaria votata nei giorni scorsi avrà ripercussioni pesanti sul nostro bilancio comunale, i tagli dovremo farli con la scure e non con le forbici. le grandi mostre saranno certamente ridimensionate per indirizzare le risorse dove più necessarie. investire sulla fabbrica della creatività potrebbe essere una interessante opportunità con grandii potenzialità e costi contenuti.

idee da proporre non mi/ci mancano.

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4 Responses to “Ecco cosa farei nell’ex Tribunale”

  1. Nikbarte ha detto:

    E’ assolutamente positiva l’iniziativa e la condivido. Pensiamo sempre però alla visibilità della creatività al di fuori delle mura della città, della provincia e del nostro paese: l’Italia.
    Il bresciano medio da sempre si è sempre poco interessato alla cultura.
    La notte bianca ad es. viene percepita come una serata all’insegna del pirlo e della musica per le strade, anzichè una serata da dedicare alla scoperta dei musei, gallerie d’arte, … visto che di giorno raramente le visita. La “notte bianca” bisognerebbe farla tutti i giorni. Offrire un punto di incontro e di sviluppo della creatività/arte/cultura, … finalizzato ai soli utenti bresciani mi sembra però un paradosso. La metafora di un nuovo teatro per una compagnia teatrale d’eccellenza, ma con pochi potenziali spettatori.
    Il target di questi eventi, prodotti, … dovrà essere (a mio avviso) soprattutto l’estero.
    Questo genere di iniziative possono fungere da potente motore o calamita per avvicinare nuove forme di turismo nella nostra città (basta pensare al movimento di visitatori che animano Arles durante la manifestazione “Les Rencontres d’Arles”, senza arrivare al Paris Photo del Louvre, e tante altre iniziative sparse per il mondo).
    Organizzare una mostra o un concerto e non coinvolgere il visitatore nella vista del resto della città sarebbe una occasione perduta per valorizzare le bellezze cittadine e sostenere contemporaneamente l’economia della città e dei dintorni.
    Prevedere un luogo che funga da catalizzatore per un turismo appassionato d’arte e trascurare gli aspetti di marketing, comunicazione, logistici, dei servizi, dei trasporti pubblici sostenibili (decorosi ed efficienti), rischierebbe di produrre scarsi risultati nel medio lungo periodo.
    Serve fare cultura e sostenere un’attività di sensibilizzazione anche degli operatori, … oltre che delle autorità (sempre che ve ne sia la volontà da parte loro di “crescere anche culturalmente”, … non solo con le parole ma anche nei fatti). Sarebbe interessante conoscere l’opinione degli esercenti su questo argomento: saresti disposto a frequentare un corso d’arte e storico sulla tua città e un corso in lingue straniere, per aumentare il numero di Clienti ed allargare il tuo business?

  2. Emanuele ha detto:

    Sarebbw Bellissimo. Davvero.
    +1

  3. Serena ha detto:

    Laura for President!!! Anzi, Mayor, sennò ti rubano! Io ho sempre sognato uno spazio del genere a Brescia, lo immaginavo alla Wuhrer, per quell’architettura industriale che mi ricordava NY. Lo spazio privato è diventato un villaggio, ma probabilmente il tribunale, per collocazione, è un’idea ancora migliore. Se ci fosse stato un luogo del genere quando avevo 20 forse non avrei lasciato Brescia… Il mio percorso poi è stato fortunato altrove, ma mi piacerebbe moltissimo vedere realizzato (e magari aiutare a sviluppare!) un centro del genere, fonte di creatività, crescita e ricerca, fonte quindi di arricchimento del quotidiano ed investimento per domani.

  4. Daniela ha detto:

    La cultura chiave dello sviluppo, io ci credo! L’idea è bellissima, anche la collocazione in pieno centro storico, in un palazzo storico da riconvertire per un nuovo progetto legato alla cultura è molto interessante. Si vede che ami e conosci il territorio Laura. Brescia e i bresciani hanno bisogno della cultura per ritrovare un legame con la propria città. Se il progetto è ricco di contenuti veri (e per questo servono, oltre i finanziamenti, le persone di cultura che credano nel progetto) e la comunicazione vien fatta a regola d’arte, penso che i bresciani risponderebbero non solo bevendo un pirlo ma partecipando in maniera attiva a mostre, dibattiti, incontri etc..lo spunto è ottimo e sicuramente attirerebbe giovani e meno giovani. In bocca al lupo!

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