E un giorno di primavera improvvisamente mi sono trovata in scooter a parlare di Urban Center con Massimo Minini

Laura Castelletti, 26 aprile 2010 » mi piace, urban center

sotto la sella dello scooter tengo sempre un casco per ogni evenienza. a volte è per il recupero non programmato di una delle figlie, qualche amico/a che ha bisogno di un passaggio o un capogruppo che finita la riunione viene con me in commissione urbanistica. mai mi sarei immaginata che un giorno mi sarebbe servito per trasportare massimo minini “mostro sacro”  tra i  galleristi italiani e non solo, instancabile “creatore d’idee”  che poi sceglie di regalare alla nostra città in letargo. questa mattina l’ho incontrato in centro e con un “se hai un casco risalgo in moto dopo una vita…anzi dopo una caduta di anni e anni fa in grecia” mi ha portato a vedere i lavori di ampliamento della sua galleria in via apollonio. dopo uno sguardo al nuovo spazio artistico che prende corpo e alla mostra che ha appena inaugurato siamo saliti nel suo spazio (lo condivide con ragazzi giovani dalle belle facce aperte e un look tendenza ma non troppo) e  ci siamo seduti alla scrivania. lì, dopo avermi regalato l’ultima fatica da scrittore, ha incominciato a raccontarmi la sua idea di urban center per la città.

poi ha preso un foglio di carta intestata e ha cominciato a tracciare il disegno dell’urban che lui ha in testa e lentamente lo ha arredato. poi ne ha preso un altro e ha incominciato a farmi un pro memoria: arte&architettura- subito-contenitore&contenuto-biblioteca-salotto- esemplare&nondidattico…..

non trascrivo tutto, qualcosa tengo per me!

stere con lui è sempre istruttivo e stimolante… un momento in cui “ossigenarmi la testa” guardando oltre gli stretti confini della nostra città… e gli sono grata.

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3 Responses to “E un giorno di primavera improvvisamente mi sono trovata in scooter a parlare di Urban Center con Massimo Minini”

  1. MASSIMO MININI ha detto:

    Bello scherzo, facevo l’autostop, caricato a forza sulla vespa, ti metto a parte dei miei segreti, e poi me li ritrovo sparati sul web…
    Comunque si, ma mostro sacro no, mi pare di essere uno normale.
    A parte che sto preparando la quarta mostra di ANISH KAPOOR, fatto abbastanza eccezionale, si, infatti. Kapoor ha detto ancora si’, ma secondo me questa è l’ultima mostra che fa a Brescia. Perchè dovrebbe farne altre? Non abbiamo nemmeno il museo, mentre lui sta avendo grandi mostre in tutto il mondo, ed a Londra costruice ” The Arcelor mittal orbit” scultura/struttura per le prossime olimpiadi, un po’ piu’ alta della Torre Eiffel del costo di circa 20 milioni di sterline…
    Comunque, si ci provo ancora, Brescia con un salotto d’arte sarebbe meglio di una senza. Non ci credo, ma ci provo sempre. Vediamo come va a finire? Mi pare che ci sia oggi un po’ di volontà in più.
    Ho fatto delle proposte, in fondo ho un poco di esperienza. Vediamo. La mia idea è che Arte e Achitettura debbano andare assieme e che quindi un urban center, inutile da solo, possa invece funzionare con le arti visive.
    Vediamo.
    Provi a spingere anche tu?
    Massimo Minini

  2. Benedetta Merola ha detto:

    Se fossi una collezionista, Anish Kapoor non mancherebbe nella mia WunderKammer! E giustamente la sua opera aiuta ad individuare possibili unioni tra Arte Contemporanea e Architettura. Del resto, a Brescia dove non c’è, per ora, uno spazio istituzionale dedicato né ad una né all’altra forse è meglio non confondere le idee. In questo momento c’è una sovrapposizione di destinazione di spazi: la Crociera di San Luca. Ma ciò non significa sovrapporre ruoli e destinari. Io preferirei che ci fosse uno Urban Center e un Museo d’Arte Contemporanea. Quello su cui possiamo interrogarci, oggi, è l’urgente bisogno di contemporaneità che la città vive.

  3. gigi gangitano ha detto:

    Se fossi un vero collezionista avrei ancora,Buren,Pistoletto,Merz ecc.ma forse non avrei incontrato una persona adorabile,cui tento da tempo di comprare un’opera,sperando di poterlo un giorno al terzo tentativo di poterlo ancora fare

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