Dote scuola: la Regione mette a digiuno le famiglie (di Mafalda Gritti)

Laura Castelletti, 28 marzo 2014 » non mi piace, scuola/università

Di seguito posto il comunicato stampa della mia capogruppo Mafalda Gritti sul tema ” Tagli della Regione alla dote scuola”, argomento che ha ampiamente trattato durante il consiglio comunale sul Bilancio 2014.

tagli

DOTE SCUOLA: DAL SOSTEGNO AL REDDITO ALL’ACQUISTO LIBRI E DOTAZIONI TECNOLOGICHE. UN CAMBIO DI NOME CHE NON CAMBIA LA SOSTANZA. I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA

La protesta dei genitori per i tagli sugli stanziamenti “Dote Scuola” per l’anno scolastico 2014/2015 trova una sua profonda e condivisibile ragione.

Dopo aver ridotto di quasi 20.000.000,00 di euro lo stanziamento previsto per l’intervento, Regione Lombardia, guidata dal presidente Maroni, ha deciso di modificare i criteri di assegnazione della dote scuola, escludendo di fatto una significativa fascia di utenza dall’accesso al contributo.

Questo in buona sostanza significa che le famiglie di studenti delle scuole primarie (ex elementari) STATALI lombarde con un indicatore ISEE da zero a 15.458,00 non avranno più alcun sostegno al reddito, come invece succedeva negli anni trascorsi dove venivano erogati voucher che andavano da un minimo di 60,00 ad un massimo di 110,00 euro. Voucher che mai come oggi servirebbero alle famiglie sempre più in difficoltà.

 

dote scuola 

Il pretesto utilizzato dalla Regione per giustificare questo taglio al sostegno al reddito si fonda sul fatto che i libri di testo sono forniti gratuitamente agli studenti dai Comuni, cosa che i Comuni fanno da sempre ma con propri fondi di bilancio.

Le spese che le famiglie devono sostenere per i propri figli a scuola non sono riconducibili però solo ai libri di testo ed i Voucher sopracitati servivano appunto al pagamento di beni e servizi connessi alla concretizzazione del diritto allo studio (mensa, trasporto, anticipo e posticipo, materiale didattico). E poi, nell’era digitale, gli studenti della scuola primaria non necessitano di dotazioni tecnologiche? Tanto per richiamare la terminologia utilizzata dalla Regione per denominare l’intervento.

Stesso trattamento viene riservato poi agli studenti del triennio finale delle ex superiori (3°, 4° e 5° anno) ai quali veniva concesso un contributo sotto forma di voucher che andava da un minimo di 140,00 ad un massimo di 290,00 euro per acquisti di beni e servizi scolastici. Ma senza libri e senza tablet dove potranno mai studiare i nostri giovani studenti?

Ci si potrebbe dire che in tempo di crisi sono necessari dei tagli e sarebbe onesto dirlo. Ma ciò che va sottolineata e condannata è l’iniquità nella scelta dei bersagli di questi tagli, che ricadono quasi esclusivamente sugli studenti frequentanti la scuola pubblica.

 

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E ciò premesso ecco il paradosso… Regione Lombardia ha voluto aumentare i contributi per quelle famiglie che hanno un’Isee fino a 38.000,00 euro ed i cui figli frequentano le scuole secondarie di I° grado (ex medie) e di II° grado (ex superiori) PARITARIE, premiando quindi le fasce più agiate della popolazione che hanno la possibilità (e non la libertà) di scegliere la scuola privata.

Ecco perché facciamo fatica a credere alle “battaglie ideologiche” a favore delle famiglie, tanto sbandierate da coloro che governavano la città prima e che governano da infiniti lustri la Regione, che sulle famiglie e sui servizi hanno tagliato in maniera pesante.

 

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Brescia per passione, in occasione della presentazione del bilancio del Comune di Brescia ha già posto all’attenzione dell’agenda politica questo tema che non può passare inosservato; le famiglie non vanno supportate con atteggiamenti ideologici ma con fatti concreti. Alla Regione chiediamo di ripristinare le risorse che servono per garantire il pieno rispetto del diritto allo studio di tutti gli studenti Lombardi.

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2 Responses to “Dote scuola: la Regione mette a digiuno le famiglie (di Mafalda Gritti)”

  1. Marco Esti ha detto:

    Sottoscrivo ogni parola, giustissima l’attenzione in sede di Consiglio comunale!!
    Tema della istruzione pubblica e della scuola pubblica, trattata con evidenza come scuola di secondo ordine da Regione Lombardia,è centrale!!

    p.s. l’assessore Morelli, se già non l’ha fatto, cosa dice sul punto?
    un caro saluto

  2. wilma marchetti ha detto:

    infatti io la sig.ra Morelli non l’ho sentita.
    Parla solo delle sue multe che non vorrebbe pagare in quanto assessore
    Che bello!!

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