Dopo Copenaghen e Bruxelles siamo in partenza per… Berlino!

Laura Castelletti, 22 novembre 2012 » mi piace, politica, Territorio e Natura

questa mattina alle 7.00 si parte, obiettivo berlino. e’ l’appuntamento annuale di brescia per passione, la possibilità di visitare insieme una città europea, incontrare i suoi amministratori e “catturare” idee da portare e praticare a brescia al rientro. lo abbiamo fatto con la prima visita a copenaghen, con la seconda a bruxelles (patto dei sindaci) e questa volta lo faremo con la capitale tedesca. ci piace studiare da vicino i modelli di città europee più interessanti.

vi terremo aggiornati tramite il blog. chi invece vuole seguirci su twitter ci trova con l’hashtag  #viaggiobpp.

di seguito metto un breve resoconto a più mani del nostro primo viaggio. dovevamo pubblicarlo al rientro dalla danimarca e poi, perchè ancora alle prime armi e poco organizzati, è rimasto in un cassetto.

 

così nel novembre del 2010 iniziò la nostra avventura europea. copenaghen “a city for everyone”, non solo uno slogan ma la consapevolezza e la volontà di costruire insieme una città dove ogni individuo, indipendentemente dalla razza, sesso, nazionalità e religione possa vivere bene.

di fabrizio benzoni, novembre 2010

copenaghen intreccia in modo perfetto antiche e moderne architetture. il centro storico ha un fascino particolare per i suoi colori e i suoi edifici. si può ammirarla in tutto il suo splendore attraversando la più lunga strada pedonale d’europa costellata di negozi di design e abbigliamento. il bellissimo palazzo reale e l’annessa cattedrale cittadina si trovano invece di fronte all’ultramoderna opera house e sempre nel centro l’ipertecnologica biblioteca chiamata, proprio per la sua conformazione architettonica, black diamond, deve essere visitata.

per tutti coloro che amano invece le architetture residenziali più innovative, tutta la zona sud che segue il percorso della seconda linea del metrò è ricca di moderni edifici, famosi nel mondo per le innovative tecnologie costruttive, dal campus universitario a tutta la zona del “bella center”. anche la zona chiamata carlsberg merita una visita, poiché primo quartiere totalmente “carbon neutral” della città.

oltre alle attrazioni architettoniche, per i più interessati, la città ospita un fantastico parco botanico, il museo del design, quello ebraico progettato da libeskind oltre al più grande parco divertimento cittadino d’europa, il tivoli.

 

 

di stefania itolli novembre 2010

il piano clima, sostenuto da tutte le parti politiche, punta a “copenaghen prima capitale europea carbon neutral” (zero emissioni di co2) entro il 2025, con una prima riduzione del 20% entro il 2015. la sfida è già cominciata. l’ambizioso obiettivo, inserito in una strategia di lungo periodo, è raggiungibile con il ricorso ad energia da fonti alternative, costruzioni ecocompatibili, riqualificazione degli edifici comunali e mobilità ciclabile.

dotata di un sistema di teleriscaldamento che raggiunge, proprio grazie alla compattezza urbana, il 98% degli abitanti, oggi l’energia elettrica prodotta proviene per lo più (40%) da carbone e rifiuti (13%), il 18% da fonti rinnovabili. nei prossimi anni queste percentuali sono evidentemente destinate a cambiare a favore della geotermia, delle biomasse, del solare e dell’eolico. con questo scopo l’ amministrazione sostiene attraverso incentivi l’installazione di centrali eoliche e sistemi fotovoltaici.

con una politica di mobilità sostenibile, attiva fin dal 1970, copenaghen vanta un primato unico: è la città della bicicletta, le auto in circolazione sono 180 ogni 1.000 abitanti contro le 787 di brescia. il 37% degli spostamenti sono effettuati in bicicletta, il 28% con bus, treni e tre linee di metropolitana (in fase di realizzazione una quarta) mentre il mezzo privato è utilizzato per il 31% .

 

il 25% della famiglie con due bambini non si ferma neppure davanti alla neve, che qui può resistere anche per più di tre mesi, e pedala sulle lunghe e sicure piste con un piccolo carrettino unito alla bicicletta per ospitare i più piccoli. davvero invidiabile la rete di piste ciclabili che si estende per 390 km. fruibili, veloci e sicure anche negli attraversamenti grazie a semafori dedicati, alle precedenze rispettate, alla visibile educazione stradale di automobilisti e camionisti. numerosi i parcheggi per le bici, non semplicemente rastrelliere, percorsi e ponti destinati solo a chi si muove su due ruote. lo spazio e il movimento delle auto è ridotto, ne è impedito l’ingresso nel cuore del centro cittadino, i parcheggi sono per lo più nascosti alla vista, nei sottoterra di abitazioni ed edifici pubblici.

 

copenhagen è nota soprattutto per il “piano delle cinque dita” del 1947, lungo queste direttrici si sviluppa l’intero piano urbanistico che sfrutta l’interconnessione tra zone di terra e mare. le nuove e le vecchie abitazioni ristrutturate rispettano una normativa nazionale che impone alti standard energetici con severi criteri di risparmio ed efficienza. architetti e costruttori si adeguano progettando edifici con un consumo annuo di 50/kwh/m2, le linee guida comunali promuovono la classe 0 che garantisce maggiori prestazioni energetiche passando a 25/kwh/m2.

 

di claudio buizza novembre 2010

il sistema di mobilità prevalente è collettivo e pubblico, la metropolitana automatica è efficiente e capillare. metà degli spostamenti in città utilizza la bicicletta in condizioni di assoluta sicurezza, tutto l’anno e a tutte le ore del giorno. a tutte le età. la combinazione di questi due fattori rende quasi indifferente il luogo in cui si abita perché gli spostamenti diventano agevoli. non imprese da programmare. ma anche l’aeroporto è uno dei migliori del mondo.

gli spazi pubblici scoperti (strade, marciapiedi, ponti pedonali, spazi di sosta, passeggiate ai bordi dei canali, piazze giardini, pertinenze degli edifici sono di altissima qualità. di disegno semplice, realizzati con materiali poveri: calcestruzzo e pietra, calcestruzzo e legno, piastrelle ed erba, asfalti colorati, terra battuta, acciaio, tutti illuminati, tenuti magnificamente. la connessione e la continuità è sempre assicurata, non esistono percorsi che finiscono nel nulla. lungo i percorsi si incontrano installazioni, oggetti artistici, parcheggi per biciclette, segnaletica di immediata comprensione. la connessione tra spazi urbani e spazi verdi sempre meticolosamente progettata. taluni spazi verdi di grandi dimensioni diventano connessioni ecologiche. nelle aree di recente urbanizzazione sono grandi prati attraversati da percorsi pedonali e ciclabili semplici, in terra battuta, con qualche minima attrezzatura, sapientemente piantumati.

il rapporto tra gli spazi pubblici e gli edifici nella città di più recente formazione è privo di interruzioni, senza recinzioni, cancellate o muri e ciò dilata lo spazio pubblico e rende anche i nuovi quartieri più aperti, come nella città storica.

i nuovi complessi residenziali, sono di alta qualità, non tutti possono piacere, ma è sempre presente un livello di ricerca formale e tecnologica elevatissimo. l’attenzione per la luce naturale è altissima, non solo dovuta alle condizioni climatiche ma una sorta di diversa concezione della privacy. e’ assente qualsiasi rimpianto per il passato, nessuno scimmiottamento di canoni formali superati. né pseudo modernismi gratuiti che scopiazzano le immagini delle riviste. i complessi residenziali sono piuttosto importanti per dimensioni senza sconfinare nel gigantismo, le autorimesse contenute negli edifici, quasi invisibili, nessun parcheggio a raso.

gli spazi comuni strutturati quali asili nido condominiali, depositi, sale per l’hobbistica e per lo studio abbondano. dall’esterno è impossibile percepire la classe sociale dei residenti. anche a questo proposito cito jan christiansen quando afferma “ la grande opportunità per la città è quella di creare quartieri dove i diversi gruppi sociali si mescolano”.

moltissimi antichi edifici industriali della fine ‘800 inizi ‘900, in particolare depositi e luoghi di trasformazione delle merci commercializzate via mare sono stati trasformati per adibirli a nuove funzioni: uffici e residenze: è l’inconfondibile architettura di mattoni che caratterizza il paesaggio urbano meno recente. sono operazioni di conservazione vera e di rigenerazione urbana, non si è conservato solo l’involucro ma anche la struttura interna, tutti gli elementi decorativi, molte finiture originali restituendo l’immagine di un passato laborioso legato al mare.

infine le grandi nuove strutture pubbliche: scuole, teatri, biblioteche, università, costituiscono l’ossatura della città pubblica costruita con l’apporto dei migliori architetti, anche –se non soprattutto- giovani e sempre attraverso il sistema del concorso pubblico di architettura unico strumento capace di assicurare il migliori risultato possibile. a testimonianza di questa passione pubblica per la città un fantastico urban center è fucina di idee, raccolta di progetti, luogo di scambio di esperienze internazionali, strumento di comunicazione tra amministratori e cittadini, luogo di raccolta di suggerimenti. la sola libreria merita una visita per gli appassionati.

abbiamo molto da imparare. ma non è questione tecnica.

copenaghen è una città dove si respira un’ idea di futuro, di modernità non ostile, di apertura al nuovo, un pensiero positivo del vivere in comunità, dove l’interesse pubblico viene prima degli interessi particolari di costruttori, proprietà fondiaria, mondo finanziario o di altra natura. dove la priorità per gli amministratori (e su questo vengono giudicati davvero dagli elettori) è quella di costruire una città per tutti, per vivere bene. una città che curano con attenzione meticolosa e competenza, e che “di conseguenza” gli abitanti rispettano.

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5 Responses to “Dopo Copenaghen e Bruxelles siamo in partenza per… Berlino!”

  1. Il Gustofilo ha detto:

    Buon viaggio e buona missione. Vi allego il mio racconto di viaggio. Spero vi possa tornare utile.
    Saà Berlino
    http://ilgustofilo.wordpress.com/2010/04/06/sara-berlino/

    Saluti dal Gustofilo

  2. Laura Castelletti ha detto:

    Letto, preso appunti e…ti racconterò al rientro
    Grazie!

  3. John ha detto:

    “Ich bin ein Berliner”.
    Buon viaggio.

  4. Andrea ha detto:

    Sie sind die Berliner, gute Fahrt e non dimenticate di visitare i quartieri di periferia, ad esempio Tegel, (U-Bahn U6, scendere a Kurt Schumacher) per capire come si possano costruire, in una metropoli, quartieri nel verde con piste ciclabili e servizi!

  5. albertoorlandini ha detto:

    vi prego tornate non sopporto il giovedi senza di voi

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