Le diverse priorità

Laura Castelletti, 17 luglio 2011 » non mi piace, politica

Cercare di convincere le persone che la politica, e soprattutto chi è impegnato a fare politica, non è sempre della stessa pasta è molto difficile. E’ complicato cercare di mostrare che c’è una “buona politica” e non solo una “cattiva politica”, che ci sono politici che si occupano “degli interessi collettivi” al contrario di quelli che hanno solo “interessi particolari se non personali”.

Quanto è accaduto in questi giorni negli USA e in Italia certamente aiuta a capire.

Da un lato il Presidente Barack Obama si è rivolto in Tv al popolo americano dichiarando senza mezzi termini che non è possibile chiedere sacrifici alla classe media, ai lavoratori, ai più deboli della società, se non si è in grado di chiedere lo stesso ai più fortunati.
“È opportuno che gente come me, nelle mie condizioni debba pagare un po’ di più” ha dichiarato al termine del suo intervento il Presidente Usa.
In Italia, proprio nelle stesse ore il Governo a Montecitorio, varava la manovra economica da 80 miliardi, contrassegnata più dall’aumento delle tasse che dai tagli di spesa e dalla completa assenza di misure che intaccano i privilegi della casta. Stipendi e vitalizi, enti inutili (la vicenda della non abolizione delle Provincie ne è l’esempio nauseante) si sono perse nel nulla.

Poteva essere un segnale importante, ma così non è stato. Si è dato un calcio nel sedere (l’ennesimo) a quel patrimonio di credibilità e fiducia di cui parlavo qualche giorno fa in un post.

Mentre Obama lanciava il suo appello per “tenere insieme il Paese” davanti a una manovra economica pesante, il Presidente Berlusconi lanciava il suo appello per “salvare  il soldato Papa”. E’ chiaro che la scala delle priorità è molto diversa per i due, nel frattempo anche quella egli italiani pare cambiata e “Berlusconi a casa” è diventata la prima.

In attesa di questo tante persone, non le più ricche e benestanti, pagheranno la sua incapacità ad essere uomo di Governo e delle Istituzioni.

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