Dicono di noi di #Bresciaperpassione che…

Laura Castelletti, 7 febbraio 2014 » Loggia, mi piace, politica

giornale di bresciaSul Giornale di Brescia di martedì scorso è uscito un articolo, a firma Nuri Fatolahzadeh, dedicato alla presenza di Brescia per Passione in Loggia. Lo posto di seguito, è un  “ritratto” nel quale ci siamo riconosciuti

Bs per passione, in equilibrio tra alleanza e indipendenza
L’apparentamento «sul programma» regge la prova amministrativa, ma punta alla sfida sui temi etici
Bs per passione, in equilibrio tra alleanza e indipendenza
L’apparentamento «sul programma» regge la prova amministrativa, ma punta alla sfida sui temi etici •
L’assemblea municipale più «esplicitamente civica» di sempre nella storia della città. Un’aula che, tanto fra le poltrone consiliari quanto fra quelle della squadra di governo, deve trovare – almeno all’interno della compagne di maggioranza – la giusta intersezione con il «partito guida». Un’intersezione che Brescia per passione, principale forza civica al governo, cui è affidata la seconda carica rappresentativa della atta attraverso Laura Castelletti, spiega esistere «nel nome delle linee programmatiche». Mafalda Gritti e Fabrizio Benzoni, ma anche la stessa Castelletti, lo ribadiscono spesso, respingendo attacchi e accuse, quasi a voler precisare – da indipendenti – la scelta che ha portato all’apparentamento con il Pd e, quindi, all’alleanza politica.
giù per lo scalone della Loggia
Duplice il risvolto: da un lato, quest’alleanza «sul programma» nasce – di riflesso, ma pur sempre come uno degli elementi decisivi – dalla consapevolezza che questa strada era l’unica che poteva consentire loro un ruolo da protagonisti e da registi sul palcoscenico del governo del capoluogo. Dall’altro, la scelta perseguita «nel nome del programma», lasda uno «spazio» essenziale alle forze civiche: quello per mantenere la propria indipendenza, nel merito ma soprattutto nel metodo. Quello per ribadire coerenza ed affidabilità verso la fetta di elettori che hanno appoggiato la lista «terza» e non direttamente il sindaco in carica. Quello che consentirà – se necessario – di assumere una posizione differente su temi sui quali si sono mosse le preferenze, senza per questo essere tacciati di tradimento. Perché l’alleanza, era chiaro e se non lo fosse lo si ricorda, è «in nome del programma». Tutto ciò che non è incluso è «fuori dai patti».
gruppo consiliare
Delle tré liste civiche che hanno trovato spazio rappresentativo al governo della città (e sulle quali l’approfondimento di oggi si sotterma, per prendere poi in esame, nella prossima puntata di analisi sul Consiglio, le forze civichein opposizione), Brescia per passione rappresenta un’eccezione. In primis perché subentra solo m seconda battuta nella coalizione attuale: al primo turno Laura Castelletti – nonostante l’invito a partecipare alle primarie dei democratici – ha scelto di mettersi alla prova in prima persona, sfidando Emilio Del Bono e proponendosi come alternativa al sindaco in carica. E, poi, perché nasce nel solco di un percorso che si è costruito passo dopo passo, incontro dopo incontro, assemblea dopo assemblea. Riuscendo a dare vita ad un’architettura partecipativa che nasce prima di tutto al suo interno. La partecipazione attiva è cioè dentro Brescia per passione: con i gruppi di lavoro, con gli incontri di approfondimento, con i viaggi «d’avanguardia» per conoscere proposte nuove e capire contesto e meccanismo che hanno conferito concretezza a quelle idee. In questo, prima di tutto, Brescia perpassione ha una propria storia e può vantare una propria cresdta – nel tempo diventata «solidità» e «peso» politico -: la partecipazione attiva non solo è in prima battuta interna, ma è aperta a «tutti coloro che ci stanno». Poi, solo in una fase successiva, si passa al processo di «pubblicizzazione». La prova di essere al governo della città sta anche nella costanza di questa struttura.
io e benzo
Ad oggi la partecipazione intema continua ad esserci, le riunioni conviviali del «panino del giovedì» proseguono, indipendentemente dagli impegni istituzionali del vicesin- daco. E nelle decisioni «non scritte nel programma» (il ritomo del Bigio, il censimento degli immobili vuoti, smart city) Brescia per passione si è fatta ascoltare. Non senza contrasti, rimasti fra i muri della Loggia, manonassenti.Anche questo, in fondo, è partecipazione attiva interna. Un contributo firmato Castelletti che passa in sordina, ma che la Giunta sta facendo proprio. L’equilibrio nell’alleanza insomma, ad oggi, c’è. E il tratto indipendente? Quello resta per ora in stand-by. A «scongelarlo» sarà forse la prova sui temi etici. 
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