Dedicato al gruppo di lavoro “Fune” di Brescia per Passione

Laura Castelletti, 20 luglio 2013 » mi piace, mobilità

Quando dico che i miei /e ragazzi/e di Brescia per Passione sono “avanti” lo dico con convinzione, immancabilmente poco dopo ne ho la riprova. Il nostro gruppo di lavoro che scherzosamente chiamiamo “Fune” ha voluto con forza inserire nel nostro programma elettorale, ma devo dire non ha faticato a convincerci, una funivia urbana che dalla fermata della metro in via San Faustino trasporti i visitatori direttamente in Castello (qui la nostra proposta). Il nostro slogan  di quel periodo era “costa meno un metro di fune che un metro di galleria” quando contrapponevamo, nel dibattito politico-amministrativo, la nostra proposta contro quella della maggioranza PdL-Lega che voleva il parcheggio sotto il Castello con ascensore al seguito.

Una proposta che ha anticipato a Brescia una riflessione  sul tema di una nuova mobilità e che verrà affrontata, in modo più ampio e generale, in autunno a Milano

Economiche, facili da progettare, scenografiche e a impatto zero: sono le funivie urbane. Steven Dale, urban planner canadese fondatore di CUP – Creative Urban Project, e massimo esperto al mondo sul tema, sarà ospite di Citytech (28 e 29 ottobre, Milano – Fabbrica del Vapore) e… (leggi qui)

 

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6 Responses to “Dedicato al gruppo di lavoro “Fune” di Brescia per Passione”

  1. canebagnato ha detto:

    Guardate che state impazzendo. tutto bello nè, ma i soldi serviranno per la corrente delle pompe alla Caffaro. peccato

  2. Laura Castelletti ha detto:

    Abbiamo i piedi ben piantati al suolo, stai tranquillo…soprattutto a quello inquinato da PCB. Conosciamo bene le priorità di questa città, ma sognare e provare a immaginare Brescia oltre l’emergenza è importante.

  3. ilaria ha detto:

    …direi fondamentale Laura!!

  4. canebagnato ha detto:

    Immaginare Brescia “oltre l’emergenza” con progetti realizzabili e meno costosi (ce ne sono, ce ne sono), no eh?
    Una funivia è proprio una tamarrata, abbiate pazienza.
    Ma poi, voglio dire, se proprio c’è la Maddalena…

  5. Francesco ha detto:

    Una telecabina monofune , signor canebagnato, non è una tamarrata, è un mezzo di trasporto poco costoso che collega velocemente due punti ad altezze diverse. 300 metri di lunghezza , 75 di dislivello, una percorrenza al di sotto dei due minuti ed una portata oraria di alcune centinaia di persone/ ora ad opere finite non si raggiungono i 3 milioni. Piloni non ne servono, fosse per i contrappesi da scavare nemmeno, sarebbero già localizzabili in una intercapedine del parcheggio sottostante. E’ un progetto interessante che vale la pena di prendere seriamente in considerazione. Se poi Lei vuole parlar male di funivie perchè il Suo orizzonte spaziale arriva fino a viale Bornata e alla Pizzeria poco sopra, allora si faccia qualche bel viaggio in Austria, Germania, Svizzera ma anche Belgio e Francia per vedere come gli impianti a fune vengono costruiti, valorizzati e rispettati, anche a partire dagli aggettivi.

  6. marco copeta ha detto:

    Credo che anche Noi abbiamo il controllo dei problemi della Ns. Città; in primis la salute pubblica, visto che in questo luogo abbiamo le radici e ci viviamo. Il progetto è sulla carta grazie alla passione dei ns. Tecnici interni, che studianola fattibilità di una realizzazione per un impulso di sviluppo di un sito, che riteniamo strategico per un rilancio turistico-culturale. La questione finanziamento rientra in un quadro più ampio.

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