Dalla metropolitana al Castello in funivia. Un’ipotesi (di Francesco Rusconi -Brescia per Passione)

Laura Castelletti, 31 luglio 2012 » Loggia, mi piace, mobilità

alcuni giorni fa mi trovavo in piazzale cesare battisti davanti alla futura stazione del metrò di san faustino e guardando tra i cantieri pensavo, tra me e me, a quando l’opera sarebbe stata inaugurata ed all’emozione del primo viaggio nei sotterranei ferroviari di brescia. proprio da quel punto, semplicemente spostando la vista verso fossa bagni, ho ammirato, in fondo al corridoio naturale che sovrasta l’attuale parcheggio sotterraneo, l’innalzarsi maestoso dei bastioni del castello…la vista così chiara e nitida del colle cidneo dagli scavi della stazione di san faustino mi ha fatto venire in mente tutte le problematiche relative al collegamento città-castello, al discusso parcheggio sotto la galleria abbinato ad un ascensore, al parcheggio di fossa bagni e al poco discusso problema del coinvolgimento della metropolitana, il cui percorso infatti parrebbe destinato a starsene a distanza.


guardando meglio però verso il castello, mi sono reso conto che da piazzale cesare battisti parte un “varco” direi naturale, e cioè l’attuale camminamento superiore al parcheggio fossa bagni che termina all’imbocco a nord della galleria tito speri, alle pendici del castello appunto.

immaginare una piccola funivia o cabinovia che attraversando questo corridoio arrivi in campata unica fin sul castello, a me è sembrato quasi spontaneo…e gli elementi su cui ragionare credo possano essere visti come una proposta o un ‘alternativa alle soluzioni fin ‘ora conosciute in città.

il collegamento “via fune” al castello con partenza dalla stazione metro di san faustino mi sembra sia una valida occasione per integrare ulteriormente la metropolitana con un trasporto “ad hoc” per il colle cidneo.

da qualunque punto della città ci si trovi, con la metropolitana basta scendere a san faustino e in un batter d’ali si salirebbe in castello, semplicemente grazie ad una piccola funivia, e per rendere più semplice il tutto sotto il profilo costi ed impatto, anche ad una sola cabina in “va e torna” da 25/35 persone.

l’invasività dell’opera sarebbe pressoché nulla o limitata ai plinti delle fondazioni per tendere le funi alle estremità.

il percorso potrebbe iniziare sopra l’attuale fossa bagni, quindi l’ideale tracciato rimarrebbe abbastanza basso e nascosto all’inizio per poi diventare ripido e panoramico all’altezza delle mura più alte del castello con semplice stazione di arrivo a sbalzo o più oltre in corrispondenza dei giardini interni.

gli impianti a fune di piccole dimensioni non necessitano di grandi opere per le stazioni terminali, a maggior ragione se il percorso è breve, ed è noto poi che un metro di fune costa molto meno di un metro di galleria da scavare. la panoramicità e la visibilità diventerebbero fattori determinanti, perché non dimentichiamo che il più delle volte sono considerati attrattiva turistica ed aprono con ciò nuovi spazi e percorsi nel contesto urbano.

lo stesso parcheggio di fossa bagni potrebbe essere maggiormente valorizzato dall’integrazione con i due sistemi di trasporto vicini: sotterraneo ed aereo.

castelli o cittadelle raggiunti da impianti a fune aerei ce ne sono parecchi: san marino è la più nota forse perché quella a noi più familiare.

altri esempi in europa: in belgio dinant/citadelle e huy; in spagna barcellona/montjuic; in francia grenoble/bastille; in germania coblenza/ehrenbreitstein e friburgo/schlossberg.

(per chi volesse informarsi consiglio tre siti interessanti: funivie.org, gondolaproject.com e altaviamilano.it)

inoltre, l’arrivo ipotetico sulla parte alta del cidneo, al di là dello stupendo panorama che offrirebbe, invoglierebbe i viaggiatori a visitare la sommità (spesso solo un ricordo infantile addirittura per noi bresciani) e, ridiscendendo, i vari musei cidnei e tutto il meraviglioso parco sul colle.

collegare velocemente la metropolitana alla sommità del castello, finalizzare ulteriormente il parcheggio di fossa bagni e rendere il castello stesso un ‘attrattiva turistica maggiormente fruibile dalla sommità, credo siano ipotesi da valutare.

durante l’esposizione industriale bresciana del 1904 il primo tram elettrico cittadino salì proprio in castello e portò con se molti visitatori dell’epoca.

allora mi spingerò forse troppo avanti, ma l’occasione dell’expo 2015 porterà anche a brescia numerosi visitatori.

perchè dunque non cogliere l’opportunità di visitare la nostra città, facendo conoscere il castello con un breve volo panoramico a pochi minuti di metro dalla stazione fs?

francesco rusconi giribardi – brescia per passione

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9 Responses to “Dalla metropolitana al Castello in funivia. Un’ipotesi (di Francesco Rusconi -Brescia per Passione)”

  1. Enzo ha detto:

    Mi piace….

  2. Andrea Curcio ha detto:

    Davvero una gran bella idea

  3. albertoorlandini ha detto:

    Splendida idea giovane amico, troppo bella per essere capita da chi mette la cultura delle nostre radici in un posto che …

  4. Carlo ha detto:

    Bella idea. Vi segnalo tra le opere simili il castello di Lubiana, Slovenia, che è raggiungibile dal centro città con un comodo treno a cremagliera, simile a quello che collega Bergamo alta a Bergamo bassa.

  5. roberto sala ha detto:

    Un’idea così ai tempi delle superiori avrebbe spopolato.

  6. pippo ha detto:

    l’idea è buona, economica, ecologica e di poco impatto ambientale.. quindi non verrà mai presa in considerazione…

  7. gabriele ha detto:

    boh, sinceramente non mi piace molto l’idea di una funivia piazzata di fronte al castello, anche perchè la salita mi pare talmente breve da fare anche a piedi e poi rovinerebbe la vista dal basso del bellissimo castello di Brescia.
    Piuttosto ripristinerei la funivia per la Maddalena, con la possibilità di caricare anche le biciclette… credo la utilizzerebbero davvero in molti e diminuirebbe drasticamente il traffico di quelli che vanno su e giù dalla maddalena in macchina.
    Che ne pensate?

  8. Francesco ha detto:

    Gabriele, oggi la tecnica funiviaria si è molto evoluta e anche le foto del post si rifanno ad impianti del passato piuttosto invasivi. Oggi è possibile, con gli impianti a fune, realizzare dei sistemi di trasporto estremamente leggeri e poco impattanti. Per il Castello non sono necessari grossi lavori, bastano i plinti di partenza ed arrivo, tenendo presente che lato San Faustino c’è la stazione della metropolitana e il Parcheggio Fossa Bagni dove possono trovar posto alcune apparecchiature sotterranee dell’eventuale impianto. Una sola cabina da 25-30 persone, panoramica, necessita di ben poche strutture sia alla partenza che all’arrivo. Inoltre la partenza da San Faustino può essere ulteriormente strategica per la presenza della “movida” nel quartiere. La funivia può essere un ottimo mezzo per invitare la gente a spostarsi in cima al Castello dove possono trovar luogo altrettanti bar, ristoranti e via dicendo….io credo che una soluzione ben progettata e rispettosa delle strutture esistenti possa essere un forte elemento attrattivo per chiunque. Bresciani e non…per la Maddalena sono perfettamente d’accordo. La funivia anche lì andrebbe ripristinata, una volta però che siano chiari i progetti per valorizzare il Monte Maddalena e la sua fruibilità all’arrivo. Ora come ora con la selva di antenne non è nemmeno consigliato sostare troppo nei paraggi per via della forte intensità dei campi elettromagnetici…una situazione che dovrà essere risolta nel futuro.

  9. Federico Ballantini ha detto:

    Abbiamo un castello meraviglioso, invidia di moltissime città italiane e non. Ma noi non lo utilizziamo.
    Lo lasciamo al degrado e ai pochi visitatori che si aggiungono ai tossici che ne hano perciò fatto la loro meta preferita.
    Questa è Brescia cari amici.
    Basterebbe un intervento economicamente risibile come la funivia, rispetto agli scempi perpetrati per anni inutilmente, per creare qualcosa di bello, fruibile e dal sicuro ritorno economico.
    Ma non facciamoci troppe illusioni, ci sarebbe troppo poco da mangiare per i (pochi) soliti noti su un’opera così e troppo da guadagnare per la collettività, quindi verrà ovviamente osteggiata o al peggio ignorata.

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