Dal virtuale al reale, passando dalla carta e… finendo in un negozio di scarpe.

Laura Castelletti, 17 marzo 2010 » Arte e Spettacolo, mi piace, pensieri in libertà

ormai mi capita sempre più frequentemente passare dal virtuale al reale. il blog e facebook sono straordinarie occasioni di contatto, conoscenza. quando s’incomincia e c’è interesse reciproco, ci si scrive sempre più spesso. incontrarsi e parlare davanti a un caffè o un te diventa ad un certo momento quasi naturale. devo dire che mi è “sempre andata bene”. ho avuto la fortuna d’incontrare (posso dire anche scegliere?) le persone giuste. la nostra città è ricca di ragazze e ragazzi, uomini e donne interessanti da conoscere e amicizie nuove da coltivare. certamente uno degli incontri più strani e  anche piacevoli è avvenuto recentemente. lo racconto perchè spero funzioni come antidoto agli scettici della rete (siete quindi pregati di farlo leggere a quelli delle crociate al virtuale).  tutto in verità inizia il primo giorno dell’anno. l’1 gennaio pubblico un post dal titolo “finalmente ho capito dove cammina l’arte” dove parlo di un artista (fabio bix) che fa bellissime opere (a me piacciono molto!) utilizzando scarpe e che ho scoperto essere anche uno scrittore. non lo conosco personalmente, ma l’ho osservato spesso mentre scrive, seduto sempre allo stesso tavolino di un bar, in p.zza duomo.

dopo qualche settimana lo incrocio, emette 2 suoni (parla poco) e mi dice d’aver letto il mio post. passa qualche giorno e inizia scrivermi. io rispondo, lui riscrive (spesso le sue mail sembrano racconti). si parla di nuovi progetti che ci vedono coinvolti e ci appassionano, delle suggestioni che brescia provoca, ci confrontiamo sulla geografia della creatività sommersa nella nostra città (molta!) e delle potenzialità che i “contenitori vuoti” sparsi nel centro cittadino possono avere per gli spiriti artistici. lascia anche nelle mani di dani (la ragazza che lavora al bar dove lo vedo chino sul mac) un pacchetto per me contenente il suo primo libro. il pacchetto è originale e non mi viene voglia di aprirlo. troppo bello, mi sembra di rovinarlo (quando un artista impacchetta fa solitamente un opera d’arte!). alla fine la curiosità ha il sopravvento e inzio a leggere  “vietato parlare al conducente” … così scopro un’altra cosa interessante. il libro è autobiografico e racconta la strana varietà umana che un conducente di autobus (quello è il suo lavoro, bix fa l’autista per guadagnarsi da vivere) conosce dal suo osservatorio, giorno dopo giorno. il libro è veloce, prende e ti fa sorridere ( scappa anche qualche risata incontrollabile e penso che fortunatamente leggo a letto e non nello scompartimento di un treno sovraffollato). non fatico a vedere perfettamente descritta la “razza umana” che ci circonda. rivedo i bresciani.

finalmente sabato mattina riesco a combinare l’incontro che ho in mente dalla prima volta che l’ho visto: ore 10.30 in via antiche mura davanti al negozietto dello “scarpolino chic”. voglio assolutamente fargli incontrare michele che delle scarpe ha fatto la sua professione. le crea, le disegna con grande passione. anche lui, a modo suo, un artista. e’ puntuale all’appuntamento e saluta con i 2 suoni come la volta precedente (continua a parlare molto poco e piano). entriamo nel negozio colmo di modelli “borderline” e ricercati di calzature e la faccia di bix s’illumina. e’ come quella di un bambino che entra da fao schwarz, il negozio di giocattoli, sulla 5° a newyork, più grande del mondo. si trattiene a stento e poi lì… sui 2 piedi… trasforma le scarpe nelle sue mani in ritratti utilizzando bottoni, fiocchetti, guarnizioni, campanellini, piume… in settimana andranno insieme nel grande magazzino di michele per recuperare scarpe vecchie o spaiate. le riporteranno a nuova vita come opere d’arte. forse, chissà…tra i 2 ci scappa anche un progetto comune. lo sentirei anche un po’  figlio mio. bella storia! bella da raccontare.

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4 Responses to “Dal virtuale al reale, passando dalla carta e… finendo in un negozio di scarpe.”

  1. Giovanni Armanini ha detto:

    il fatto, Laura, è che tu hai capito che le storie e gli uomini (intesi come genere umano, of course) vengono prima della politica. e che questa è solo funzionale ai primi, se fatta bene. uovo di colombo. ma in pochi lo capiscono.

  2. Laura Castelletti ha detto:

    è un bellissimo complimento, grazie…

  3. Laura Castelletti ha detto:

    da facebook
    Marco Gafforini :Ho avuto la fortuna di conoscere Fabio Bix durante una degli splendidi lunedì serata organizzati da Enrico Ranzanici. Le sue opere sono emozionanti, riesce a dare vita a cose perdute come le vecchie scarpe. Proprio bravo.

    Laura Castelletti:Con gran dispiacere mi sono persa la serata (riunione politica!)…anzi doppio dispiacere visto che Bix, per l’occasione, lavorava in coppia con il fotografo Alberto Mancini (altro amico, molto bravo)

  4. Laura Castelletti ha detto:

    da facebook
    Francesca Lanzanova: è sempre un grande piacere sapere che c’è qualcuno che pensa a cosa vuole la gente…e che x quanto puo’ cerca di far si che si possa condividere, capire, apprezzare, crescere e creare…questo è un grande pregio. Grazie Laura

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