Cuore a sinistra e cervello al centro contro il legapensiero

Laura Castelletti, 25 aprile 2009 » mi piace, politica

cervellocuore

all’inizio di una nuova campagna elettorale (per me sempre una nuova avventura) è importante sgombrare il campo da ogni equivoco politico per  procedere con serenità, concentrata sulle cose concrete che interessano i bresciani .

sgombriamolo allora questo campo! 

ormai molte e molte settimane fa (prima che si svolgessero le primarie del pd) il partito democratico mi ha cercato. lo ha fatto attraverso autorevoli rappresentanti locali, regionali e nazionali. mi è stata richiesta la disponibilità a candidarmi presidente della provincia, con l’obiettivo di dare vita a un progetto politico che traguardasse le elezioni di giugno. il mio compito doveva essere quello di fare da collante a una rinnovata alleanza di centro-sinistra riformista, capace di rimettere in moto energie e d’investire sui tanti talenti presenti nelle varie forze politiche. impresa titanica ma certamente non priva di fascino. il mio carattere, le relazioni intessute con le persone in questi anni, mi avrebbero aiutato anche a ricucire ferite e ridurre distanze fra tanti che, pur militando nello stesso partito, si alimentano di rancori e gravi incomprensioni.

a quel punto, a distanza di 5 giorni dalla richiesta del pd , con l’obiettivo di un percorso politico comune e di respiro, ho dato la mia disponibilità. ho detto si.

purtroppo, evidenti ragioni e limiti politici che non sono dipesi da me, non hanno permesso al pd di sostenere l’iniziativa per la quale mi avevano cercato. mi dispiace, avrei voluto che le cose andassero diversamente. brescia ha bisogno di una presenza moderata e riformista significativa.

un partito non si giudica però dai propositi ma dai fatti. non aggiungo altro, se non che la mia disponibilità e collaborazione è stata totale (sfido chiunque a dimostrare il contrario), altri hanno la responsabilità della  non riuscita del progetto. si è quindi consumato il 2° affossamento del centro-sinistra bresciano nell’arco di 12 mesi. per me davvero troppo! dipende, come per le comunali, dalle stesse ragioni per le quali in queste ore  nel pd si litiga sui migliori collegi perdenti.

fortunatamente la politica ha le sue amarezze ma anche le sue opportunità.

a questo punto, come mi capita spesso da qualche mese a questa parte perchè  la  confusione politica  regna sovrana, mi sono detta : “il percorso si chiarisce mentre si cammina”. personalmente  cammino verso le elezioni provinciali sapendo da sempre che l’obiettivo è una alleanza elettorale di moderti e riformisti contro il legapensiero. non contro le persone che la compongono o gli elettori della lega, ma contro la politica leghista che:

  • ha fatto galoppare la paura ma non ha dato sicurezza
  • ha urlato che non sarebbero più sbarcati clandestini, invece ne arrivano di più di quando al governo c’era prodi
  • non ha dato risposte alla crisi, ha invece proposto provvedimenti discriminatori  che non puo’ neppure attuare (bonus-bebè)
  • vuole rendere più fragili le istituzioni a secondo delle proprie necessità (vi ricordate i prefetti alla berlina? ora senza prefetti la lega non fa più nulla, compreso il patto per le città sicure del ministro maroni)
  • in consiglio comunale a brescia ha spiegato al sindaco che per a2a meglio guardare al lombardo-veneto che all’europa

si è invece aperta, negli ultimi giorni, la possibilità di un confronto con marco quadrini e il suo partito (udc). rapporto non nuovo ma coltivato, nell’ultimo anno, con la comune battaglia per il ritorno delle preferenze anche alle elezioni politiche.

ci siamo incontrati, avvicinati senza diffidenza e parlati come due persone che sanno essere concrete e costruttive. la scelta di fare un percorso elettorale insieme certamente scompone il quadro politico locale attualmente ancorato a due blocchi in cui, sono convinta, si riconosce solo una parte di bresciani. francamente non vedo all’orizzonte altre novità politiche oltre alla nostra.

con quadrini, che sarà il candidato presidente, siamo ben consci delle nostre differenze su alcuni temi etici che però nulla hanno a che fare con le scelte amministrative della provincia. per entrambi noi e i nostri partiti contano valori come solidarietà, responsabilità, uguaglianza, libertà, fraternità. crediamo fortemete anche nelle istituzioni che rispettiamo profondamente.

oggi, più che mai, ci interessa però il futuro del nostro territorio, delle sue donne, dei suoi uomini e delle famiglie sempre più in difficoltà. ci preoccupa l’allargarsi del divario tra ricchi e poveri, l’aumentare delle fragilità tra gli anziani, vedere aziende in crisi, povertà temporanea e precarietà della vita. le persone hanno bisogno di risposte vere e non preconfezionate, di concretezza e non di slogan, hanno bisogno di amministratori che sappiano condividere le loro vite. noi vogliamo agire in questa direzione.

quello con quadrini e il suo partito potrebbe essere l’inizio di un laboratorio politico da coltivare e far crescere. un viaggio di diecimila miglia inizia  sempre con un piccolo passo.

anche il pd nei mesi scorsi, proprio nei giorni in cui chiedeva a me la disponibilità, lanciava un appello all’udc dalle pagine dei quotidiani attraverso il capogruppo del bono (ricordate la richiesta “dateci un nome per la presidenza”  fatta all’udc?) per una nuova allenza. strana la politica, alla fine ci siamo messi insieme noi e l’udc… e il pd è rimasto solo.

dovendo sgombrare il campo, così come detto in premessa, chiarisco anche il mio pensiero a proposito dell’apertura sulla stampa rivoltomi dal sindaco, che gradirebbe un mio ingresso  in giunta.

sembrerà strano ma di questo tema non parlo seriamente con  lui dall’inizio del suo mandato, quando  allora declinai l’invito. contrariamente a quello che si puo’ pensare la cosa non mi fa piacere. non mi piace affatto il metodo. non siamo al calcio-mercato o a bordo campo dove si manda fuori un giocatore per far spazio a un altro. dentro uno, fuori l’altro! diverso è se si cambia gioco che vuol dire diverso stile di lavoro, strategie politiche di grande respiro, la programmazione che ora manca, l’attenzione verso le istituzioni… una condizione che francamente non vedo prefigrarsi all’orizzonte

la competizione elettorale è per me ufficialmente iniziata!

certo che se avessi Giorgio lamberti in lista...

certo che se avessimo giorgio lamberti in lista...

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17 Responses to “Cuore a sinistra e cervello al centro contro il legapensiero”

  1. Del Bono Emilio ha detto:

    Solo qualche puntualizzazione cara Laura, giacchè mi tiri in ballo chiarisco volentieri.
    1) alleanza con il Pd. E’ vero che avremmo gradito (e abbiamo lavorato) ad una larga alleanza intorno alla tua candidatura ma non c’è stata la disponibilità degli alleati. Nessuno a parte il Pd era disposto ad allearsi con noi e con te candidata a Presidente. E’ un dato di fatto, di cui si prende atto con rammarico;
    2) la disponibilità ad allearsi con il Pd da parte del tuo partito poneva come unica possibilità la tua candidatura a Presidente. Come mai tale richiesta non è stata posta anche all’Udc, che candida Quadrini e non te?;
    3) Noi (non io, la Segreteria) abbiamo lavorato inizialmente a costruire una alleanza anche con l’Udc (anche qui disposti a eventualmente confluire su un candidato Udc) ma questo partito ci ha risposto che a Brescia intende rimanere alternativo al centro-sinistra e quindi non poteva (in caso di non accordo con il Pdl) che correre pressochè da solo.
    Quindi lascerei stare considerazioni moralistiche e ricostruzioni di comodo. Ognuno ha tessuto in libertà e ne è venuto fuori un quadro per responsabilità collettiva non soddisfacente.

    Con amicizia e stima inalterata
    Emilio Del Bono

    p.s.: Scusa ma perchè alle elezioni comunali il Pd (che ha ottenuto il 30%) doveva confluire sulla tua candidatura e non voi sulla mia?.Come si vede la responsabilità su come è andata alle elezioni comunali potrebbe essere anche qui equamente ripartita.

  2. Lorenzo Cinquepalmi ha detto:

    Ogni organizzazione politica è libera di coltivare la sua propria cupidigia di dissoluzione come meglio crede; diventa però un po’ sgradevole quando cerca di coivolgere altri nel suo naufragio, e insopportabile quando del naufragio medesimo cerca di attribuire le colpe a chi ha cercato di trascinare nel gorgo.
    Traduco: la perdita del comune di Brescia non può essere certo addebitata alla mancata convergenza delle forze del PD e della Lista Castelletti su di un unico candidato. Diciamo che avere tenuto fuori a spintoni dalla partita il sindaco uscente e il suo ambiente non ha giovato, e questo un fatto tutto interno al PD.
    Anche oggi, il PD cerca di esternalizzare la responsabilità del fallimento di un progetto unitario; purtroppo, però, anche quando si cerca di tenere separati i tavoli, non si può impedire che le persone si parlino; affermare quindi che nessuno era disposto a fare alleanze con Laura Castelletti presidente è dire qualcosa che rischia di essere smentito dai protagonisti di quella fase.
    Da ultimo, il soddisfacimento derivante da un certo quadro politico si misura quando lo stesso quadro politico ha affrontato le sue prove: oggi pare di poter dire che la proposta politica costituita dall’asse tra la Lista Castelleti e l’UDC è, se non altro, la vera novità del panorama politico bresciano. Se ne scatururà un quandro soddisfacente, potremo dirlo dopo le elezioni.

  3. Cuzio Lanzi ha detto:

    Vi leggo, arrabbiato ma Vi leggo. E non mi capacito che non si riesca a lasciare da parte definitivamente vecchi modi di fare politica. Proprio Voi, anagraficamente giovani e con giovani idee; migliori pensieri per il futuro della mia città multiculturale. Ravvedetevi. Ecumenicamente Vostro.
    CL

  4. Francesco Patitucci ha detto:

    Di male in peggio il PD naviga nella più totale confusione, dopo aver regalato il Paese a Berlusconi e la Città di Brescia al centro-destra, si apprestano a regalare la Provincia alla Lega.
    E’ sconcertante il tentativo maldestro del segretario provinciale del PD Franco Tolotti di far cadere la colpa sull’Italia dei Valori del mancato accordo sul candidato unitario del centro sinistra alla Presidenza della Provincia.
    Il PD per le note dispute al loro interno e la mancanza di una figura autorevole, non è stato in grado di gestire la fase preparatoria della candidatura unitaria del centro-sinistra,
    L’Italia dei Valori non ha mai posto veti su nessuno tanto meno sul nome di Laura Castelletti a candidato unitario del centro –sinistra è questo Tolotti lo sa benissimo.
    La decisione dell’Italia dei Valori di andare alle elezioni provinciali con il Senatore Gianpiero De Toni candidato alla Presidenza della Provincia è nata dal mancato accordo regionale sulle candidature a Presidente delle province lombarde.

  5. vittorangelo archetti ha detto:

    cara Laura, condivido le tue considerazioni. sono convinto che un nuovo centro-sinistra,dato che quello che abbiamo conosciuto in questi anni è miseramente naufragato, può nascere solo all’interno di questo processo politico che stiamo avviando a brescia. in questo senso trvo appropriato il tuo riferimento al laboratorio politico.
    Sono rimasto un po stupito delle agomentazioni di emilio del bono

  6. vittorangelo archetti ha detto:

    persona intelligente oltre che un amico, che credo meritino qualche considerazione. Emilio ci spiega che non è stato possibile dar corso alla proposta che il PD in sedi autrevoli aveva fatto ai socialisti, ed a te in prima persona, perchè gli “alleati” non erano d’accordo. L’argomentazione mi pare francamente deboluccia.
    Faccio rilevare che l’italia dei valori ha comunque deciso di andare da sola, mentre il PD ha preferito allearsi con Sinistra democratica e vendoliani anzichè con i socialisti. Per carità, ognuno è libero di scegliersi gli alleati che preferisce; a me non pare una scelta particolarmente acuta, comunque auguri.
    Rispetto alla questione delle responsabilità nella sconfitta alle elezioni del comune di brescia il tema non è tanto quello se era meglio la candidata Castelletti o il candidato Del Bono. Su questo ognuno può avere le sue legittime opinioni e le mie sono note. la questione sta a monte. Il PD, ed Emilio in prima persona, hanno commesso due errori di natura politica imperdonabili.
    Il primo: aver voluto a tutti i costi ripoporre la formula politica dell'”unione” che era miseramente fallita a livello nazionale ed era fortemente screditata agli occhi dell’opinione pubblica. Se ogni forza politica si fosse presentata, al primo turno, da sola con il proprio candidato sindaco i risultati sarebbero stati ben diversi.
    Il secondo: non aver voluto la candidatura del sindaco uscente come capolista della lista del PD o, meglio ancora, della “lista per corsini” che godeva di un bagaglio considerevole di voti. era infatti evidente a chiunque mastica un po di politica che un conto era la “lista per corsini” un’altro la “lista per Braghini”,con tutto il rispetto per quest’ultimo.
    Ricordo, e l ricorda certamente anche Emilio,di avergli esposto queste argomentazioni in tempi non sospetti, cioè ben prima della presentazione delle liste, ricevendone un secco no. In politica gli errori si pagano sempre. l’altra volta li abbiamo pagati tutti. Stavolta è meglio che il PD se li paghi da solo.

  7. MAFALDA ha detto:

    BRAVO DEL BONO , IL PD CHEDE A LAURA LA DISPONIBILITA’ A CANDIDARSI PERCHE’ SPROVVISTO DI CANDIDATI CHE CI FACCIANO SPERARE DI ARRIVARE ALMENO AL BALLOTTAGGIO (EVIDENTEMENTE CONSAPEVOLI CHE NESSUNO DEI CANDIDATI ALLE PRIMARIE CI SAREBBE ARRIVATO) E DOPO AVER OTTENUTO LA SUA DISPONIBILITA’ , PROCEDE SPEDITO VERSO LE PRIMARIE E SCEGLIE PELI ( A LUI MI SENTIREI DI DIRE “PARTECIPO COMMOSSA” E A EMILIO RISONDEREI CHE NON ABBIAMO ADERITO ALLA SUA CANDIDATURA, SEPPUR LUI SIA SIMPATICO , PERCHE’ C’ERANO TUTTI GLI ELEMENTI 12 MESI FA , COSI’ COME OGGI PER PELI DI SAPERE , E SOTTOLINEO SAPERE, CHE SONO CANDIDATURE CHE NON CI FANNO SPERARE DI VINCERE , QUESTO LO SAPPIAMO NOI E ANCHE TUTTO IL PD, TOLOTTI INVECE CHE INDIGNARSI CON I SOCIALISTI DOVREBBE AUTOINDIGNARSI E NON RACCONTARE BUGIE CHE HANNO LE GAMBE CORTE , VEDI CONTRIBUTO DI PATITUCCI.

  8. Andrea Bonetti ha detto:

    Sono vecchio e faccio di tutto per non apparire nostalgico di un passato che non ritorna e che nessuno rimpiange. Perciò invito chi è più giovane di me a guardare al futuro. Un futuro che non è il domani, ma il dopodomani. Chissà. Per ora aggreghiamoci noi al centro e lasciatemi sognare.

  9. Giorgio De Martin ha detto:

    Cari amici della lista Castelletti alcune considerazioni sulle cose scritte in questo blog.
    Faccio parte di quanti avevano avviato contatti con Laura per averla candidata unitaria del centro sinistra alla presidenza della provincia, non so con precisione quando e come siano saltate le possibilità di fare l’operazione. Ma purtroppo l’operazione non è andata in porto.
    In questi casi ci si accapiglia per cercare il colpevole. Di solito le responsabilità vanno suddivise, non necessariamente in parti uguali, tra tutti i partecipanti alla partita (PD, socialisti e IDV). Non avendo tutti gli elementi a disposizione, questa mia valutazione può pure essere errata e magari un giorno scopriremo che qualcuno ha l’unica o la maggior parte della responsabilità di questa scelta.
    Ma ora guardiamo avanti e allora dico auguri a voi e auguri a noi. Proviamo a portare la destra al ballottaggio. E’ difficilissimo ma dobbiamo buttare l’anima per riuscirci. Poi vedremo di ritrovare un cammino comune.
    PS Questa battaglia potrebbe anche portare gli amici dell’UDC che sono nella maggioranza in Comune, ed hanno sostenuto pure la scelta indegna del bonus bebè razzista, a rompere quell’alleanza innaturale.

  10. Laura Castelletti ha detto:

    Caro Giorgio, come sempre ti riconosco la capacità di guardare oltre “l’orticello” e il confine dell’oggi. Buon lavoro anche a te

  11. Fortebraccio ha detto:

    Come si fa a cercare di portare il centro destra al ballottaggio quando nemmeno ci si presenta uniti? Mi pare un pò come quello che si butta da una rupe e dice: devo cercare di non farmi male.
    Basta pensare alla dispersione di voti che consegue nel correr separati.
    L’anima non serve, serve un progetto politico serio, unitario e alternativo. Il resto è vanità.

  12. Lorenzo Cinquepalmi ha detto:

    …ecco perchè non è poi così ozioso il discorso sulle responsabilità del naufragio di un progetto unitario riformista a Brescia…

  13. Laura Castelletti ha detto:

    Nickname Fortebraccio, l’anima non serve,progetto politico,vanità…tutti indizi

  14. Fortebraccio ha detto:

    @laura castellettiMi permetta di dire che “tutti indizi” è un messaggio un pò strano da decifrare, volto a delegittimarmi, per il fatto che non ci conosciamo, non foss’altro.Il mio messaggio era di commento a quello di Giorgio De Martin, critico la sua frase sulla possibilità di portare la destra al ballottaggio “dobbiamo buttare l’anima per riuscirci”Il nick Fortebraccio lo uso perchè mi piace Mario Melloni.Immagino Lei pensi invece che dietro al nick Fortebraccio si celi un Suo criticatore, non è così. Sono un cittadino di Brescia di 38 anni, ho letto il messaggio di De Martin e ho commentato per la prima volta su questo blog.Rilegga il messaggio di De Martin e di seguito il mio e tutto le sarà chiaro.Comunque al di là dei distinguo che non portano da nessuna parte, io ribadisco la mia analisi nei confronti del PD e quasi quasi la estendo anche a Voi e UDC.Penso che il progetto del Pd sia serio, ma non unitario e non alternativo, perchè per essere alternativi bisogna avere la possibilità di vincere le elezioni, e nè Quadrini con Voi nè il Pd lo possono fare divisi.Vi seguirò. Grazie.

  15. Laura Castelletti ha detto:

    Caro Fortebraccio, non ho pensato affatto a un “criticatore” e avevo ben compreso che la sua risposta faceva riferimento alla riflessione di Giorgio De Martin. Ho sbagliato, ad usare un tono scherzosamente provocatorio, perchè ero convinta che dietro il nickname Fortebraccio si celasse un amico appassionato, come lei, di Mario Melloni.Anche il linguaggio mi ha tratto in inganno. Imparato la lezione! Ho capito che rispondere ai commenti richiede più attenzione che inserire notizie.

  16. Giorgio De Martin ha detto:

    Fortebraccio ha ragione di preoccuparsi della divisione che rende più difficile la possibilità di vincere le elezioni.
    Per quel poco che mi è stato possibile ho dato una mano per arrivare al risultato opposto: il massimo dell’unità possibile delle forze riformiste. Questo era e resta il mio progetto politico.
    Non ci si è riusciti! A questo punto mi interessa poco scoprire chi è stato il cattivo di turno.
    Quindi, facevo un appello all’ottimismo della volontà per buttare l’anima oltre l’ostacolo e mettevo pure lì un auspicio: che l’alleanza tra Lista Castelletti e UDC porti a fare esplodere la contraddizione dell’UDC che in Comune è in una maggioranza schiacciata sulle posizioni estermiste della lega. Anche questo mi pare un progetto politico.
    Mi scusi Fortebraccio ma non ho capito a cosa alludeva con “il resto è vanità”.

  17. Fortebraccio ha detto:

    Il resto è vanità non è riferito a nessuno in particolare non conoscendo nulla più di quello che leggo qui, intendevo: il resto non conta. Cioè senza l’unità e senza essere alternativi il resto non conta. Come dire, una cosa è importante il resto sono quisquiglie.
    Grazie per la risposta.

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