Cittadella dello Sport e Stadio: dalle stelle alle stalle?

Laura Castelletti, 1 settembre 2011 » non mi piace, sport e salute, urban center

nel programma elettorale del sindaco paroli, al primo punto del paragrafo riguardante lo sport, troviamo il seguente impegno:

realizzazione della cittadella per lo sport e della casa delle associazioni preferibilmente  nelle aree ex cave di san polo. 

lo stesso sindaco, al termine dello scorso anno, aveva dichiarato che il 2011 sarebbe stato  “l’anno del parco dello sport”.

anche per il nuovo stadio i programmi sembravano chiari. infatti l’8 febbraio 2011, durante la trasmissione sportiva di teletutto,  il primo cittadino firmava in diretta un “patto” con i bresciani  prendendosi l’impegno  della posa della prima pietra dell’impianto sportivo nel 2013 e la sua completa realizzazione nel 2015.

ai primi di giugno di quest’anno, al termine della verifica politico-amministrativa più lunga della storia cittadina e forse mondiale, in vetta alla “top 10 delle priorità” troviamo ancora stadio e parco dello sport.

passa poco più di un mese e in agosto, nell’intervista di rito al primo cittadino (intervista di mezza estate la chiamano) nell’elenco delle priorità dello stadio neppure l’ombra. facile pensare “vuoi vedere che la politica dell’emergenza e mai della programmazione ha fatto ancora vittime dopo la retrocessione della squadra del brescia?”.

trascorrono altri 15 giorni e ieri in commissione urbanistica, durante l’illustrazione del pgt, è apparso chiaro che  anche il parco dello sport ha perso il rango di priorità del sindaco.

 

 

Cittadella e Stadio passano dalle stelle alle stalle, un po’ come gli argomenti trattati dalla Manovra in discussione in questi giorni.

Nessuna certezza, idee poco chiare e molte promesse.

 

 

 

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4 Responses to “Cittadella dello Sport e Stadio: dalle stelle alle stalle?”

  1. Roberto ha detto:

    Il consenso politico passa anche da queste “piccole” cose

  2. Roberto ha detto:

    P.s. il sindaco si giustificherà dicendo che la trasmissione si chiama “parole di calcio” non di certo “fatti”.

  3. Laura Castelletti ha detto:

    E’ di questa mattina la dichiarazione “per l’amministrazione Paroli, il parco dello sport resta in primo piano e si farà, anche se ricorrendo ad una variante. Ma perchè questa via secondaria invece di quella maestra? La soluzione sarebbe figlia di «alcune problematiche sorte con i privati titolari delle aree», con i quali «stiamo discutendo un ridimensionamento delle volumetrie», ammette Vilardi. Ma per l’assessore i piani dell’iter procedurale e della volontà politica non si intersecano. La volontà politica resta, i tempi effettivi sortiranno dalla soluzione dei problemi.”
    :http://www.bresciaoggi.it/stories/Cronaca/284350__vilardi_il_parco_dello_sport_resta_una_nostra_priorit/

  4. Alessandro Benevolo ha detto:

    Si insiste con l’impostazione antiquata (ma dovrei dire “archeologica”) del “tu mi fai, io ti concedo” negoziando il “fai” e il “concedo” con una trattativa di tipo levantino. Si riuscirà a far capire a Paroli, Vilardi & Co. che il mondo è cambiato e esistono altre strade per ottenere quello che serve? Nello specifico di un’attrezzatura sportiva resto convinto che è l’attrezzatura in sé a profilarsi vantaggiosa per un’iniziativa privata; soprattutto se consente di esaudire quella domanda di sport “a pagamento” altrimenti insoddisfatta (vedi Millenium, Studio’s, ecc.). Non è un’intuizione originale: è quello che avviene in Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e in tutti glin altri paesi evoluti. In questa partita possono rientrare palazzetto e stadio, a condizione che restino privati e valorizzati adeguatamente al di là del calcio, basket o pallavolo.

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