Che fine faranno Puegnago del Garda e il suo territorio? (contributo di Fabrizio Benzoni)

Laura Castelletti, 16 aprile 2010 » Territorio e Natura

cara laura, mi trovo a scriverti per raccontarti ciò che negli ultimi giorni sta mettendo in subbuglio il mio paese, puegnago del garda. vivo qui da ormai due anni e in qualche modo ho imparato a conoscere i miei compaesani e soprattutto le loro tradizioni. siamo un piccolo paese di soli 2.775 residenti, ma possiamo vantarci di molte cose: dei nostri vini, il groppello, il lugana, il chiaretto; dell’olio di ottima qualità che gli oliveti più grandi della lombardia producono ancora in modo genuino. vi assicuro che è ormai raro, anche sul lago di garda, riuscire a passeggiare immersi nella natura circondati da vigneti e oliveti, magari fino ai laghetti di sovenigo che, se con i fiori di loto sbocciati, sono uno spettacolo unico in italia. puegnago è anche tutto questo. per chi corre, come me, è magnifico (seppur i continui saliscendi rendano la corsa faticosa). sono numerosi gli agriturismi e i bed & breakfast che, oltre a fare ottima e sana cucina a prezzi moderati, ospitano i turisti italiani e non alla ricerca di un angolo di tranquillità dove riposare, passeggiare e godersi la natura poco distanti dal lago e dalle sue molte attrattive più movimentate.

in questo contesto, alcune decisioni assunte dall’amministrazione comunale stanno agitando gli animi di molti miei compaesani. la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di autorizzare la costruzione di un ristorante mcdonald alla rotonda di serraglie, sulla statale che attraversa il territorio comunale. il problema non sta tanto nel mcdonald in se, una catena ormai comune in tutta italia e che, la maggior parte dei tuoi lettori, compreso me, frequenta più o meno regolarmente. lo sconcerto sta nell’incoerenza di chi a più riprese dice di voler difendere le tradizioni locali, il territorio, i prodotti tipici e la relativa promozione e poi, nei fatti, continua a costruire togliendo enormi porzioni di territorio verde per costruire tra l’altro, nuove abitazioni, un grande centro commerciale in fase di ultimazione, un sottopasso costato migliaia di euro e in attesa di ultimazione e per finire un mcdonald, di certo non famoso nel mondo per le qualità di cucina tradizionale e genuina.

basti vedere il grafico per capire come il paese si sia profondamente modificato in pochi anni: aspettiamoci sorprese dal dato del censimento 2011.

In tutto ciò resto convinto del fatto che le amministrazioni comunali debbano aver chiaro ciò che vogliono fare del futuro del territorio e delle popolazioni che si trovano ad amministrare. Il mio parere personale è che Puegnago meriti enormi investimenti su ciò che già adesso la rende rara e speciale: territorio, vino, olio, turismo e buona cucina. Qualcuno la può pensare diversamente e sono pronto ad ascoltare ma ci vuole comunque coerenza fra le decisioni prese e le idee di partenza. . Alcune recenti dichiarazioni fanno intendere come l’amministrazione comunale conti di utilizzare spazi del nuovo centro commerciale e l’affluenza del McDonald come traino per le tradizionali iniziative comunali, in primis la fiera del Groppello. Mi piacerebbe capire come un fast food possa essere considerato un traino per i prodotti locali e soprattutto se la potenziale clientela che da esso arriva sia esattamente quello che i produttori e gli imprenditori della zona richiedono con forza.

A mio avviso, le aziende di Puegnago desiderano in primis l’abbandono di ogni egoismo personale e politico al fine, non solo di promuovere direttamente le nostre eccellenze, ma anche di cooperare con gli altri paesi della valtenesi al fine di ottenere risultati migliori seppur con investimenti invariati. La direzione da intraprendere è però opposta a quello del fast food e del centro commerciale. Ci vuole promozione sul territorio, nei locali e nelle strutture ricettive, ci vuole una fiera capace di attrarre investimenti attraverso un business plan chiaro e che guardi al futuro coinvolgendo in fase di preparazione, e non come spesso accade, a cose fatte, di tutti gli operatori del settore. Anche le iniziative di promozione diretta presso i paesi stranieri rischiano di essere una goccia nell’oceano se fatte da un piccolo comune come quello di Puegnago. Queste iniziative devono essere prese in accordo con tutti gli altri comuni della Valtenesi, con i consorzi che vanno rafforzati e pubblicizzati. L’investimento principale va poi fatto in tecnologia applicato alla tradizione. Un concetto che a me sta a cuore è per esempio la promozione su internet, fondamentale al giorno d’oggi per raggiungere il mondo con un click. Delle cantine che conosco non tutte hanno un sito internet, poche l’hanno in inglese o tedesco, fondamentale per i turisti, e quasi nessuna è in grado di sfruttare le potenzialità del web 2.0 ossia di vendere direttamente attraverso internet. Queste sono solo alcune proposte che potrebbero aiutare la nostra economia. Di tutto ciò il comune cosa sta facendo?

La domanda è sorta in molti. Il McDonald e tutte le altre ultime iniziative immobiliari sul territorio puegnaghese, cos’hanno portato alla popolazione e al territorio, oltre agli oneri finanziari incassati dal comune? Era davvero fondamentale concedere questa licenza per il benessere e i servizi dei 2.775 cittadini e per le decine di turisti che qui cercano pace, tranquillità e buon vivere?

Spero che i tuoi lettori, in qualche modo più oggettivi riguardo a questa situazione, possano aiutarci a comprendere cosa non vediamo relativamente i reali benefici che potremmo trarre da queste iniziative.

Grazie dell’ospitalità

A presto B.

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6 Responses to “Che fine faranno Puegnago del Garda e il suo territorio? (contributo di Fabrizio Benzoni)”

  1. Laura Castelletti ha detto:

    A questo proposito vale la pena leggere il post “Valtenesi tra promozione e incoerenza” sul blog TerraUomoCielo http://terrauomocielo.org/2010/04/14/valtenesi-tra-promozione-e-incoerenza/

  2. Stefano ha detto:

    caro benzo, come sempre le tue “lettere al blog” sono argute e piacevolissime da leggere!
    anche se cheeseburger e french fries sono spesso complessi da digerire, credo che il piatto unico presentato in questo articolo sia molto più pesante, e un brioschi in questo caso non basta!
    andiamo con ordine:
    in questi giorni si attacca spesso la costruzione del mcdonalds in quanto tale (non qui ovviamente), ma questo approccio è senza senso, infatti il ristorante fast food non può essere considerato in diretta competizione con gli agriturismo o con i bar di puegnago, perchè si rivolgono a clientele diverse, quindi io leggerei l’arrivo del fast food come un servizio aggiuntivo a disposizione di residenti e turisti.
    giusto invece lamentarsi del consumo di territorio, non conosco bene puegnago, ma mi risulta che di piccoli centri commerciali la nostra provincia possa fare a meno (soprattutto su quella strada), dovremmo smetterla di costruire strutture nuove compromettendo per sempre il territorio, anzichè riqualificare quelle esistenti. su questo punto devo fermarmi qui perchè non ho in mente il centro storico del paese, che servizi offra etc.. spero solo che la nuova polarità commerciale non entri in conflitto con quella storica.
    nel post si parla anche di marketing territoriale e della gestione coordinata, in effetti si potrebbe fare moltissimo sia sul fronte servizi che su quello gestionale.
    esempio, se vai su http://www.stradadelfranciacorta.it/ è all’avanguardia in italia come interazione tra vino e tenconolgie grazie ai servizi come metafacile etc.. ma l’adesione delle cantine è molto bassa! credo che sia compito delle istituzioni informare e formare i nostri imprenditori bresciani, che ultimamente sembra non vogliano affrontare le sfide del mondo moderno con gli strumenti adatti.
    leggendo il commento di corrado corradini sul blog terra uomo cielo non posso che segnarmi i suoi “punti” perchè sono semplici e permettono di inquadrare benissimo la situazione!

    leggi di qui, leggi di là, mi è venuta voglia di fare un giro sul lago!
    a presto, Ste

  3. Benzo ha detto:

    Grazie Stefano il tuo commento. Sono contento sopratutto per la tua prima considerazione. Io non attacco direttamente il McDonald in quanto tale bensi l’incoerenza di chi ne ha concesso la costruzione. Come tu ben sottolinei, il target clientelare è molto differente rispetto a quello richiesto dai prodotti tipici del paese. Detto questo, ci sarebbero da fare mille considerazioni riguardo al servizio che offre un fast food e alla sua necessità. Non sono entrato nel merito perchè le opinioni sono troppo varie e si rischia di non dare motivazioni adeguate alle proprie ideologie. Quello che ho tenuto a precisare, invece, è che il comune asseconda questa iniziativa, insieme al centro commerciale, affermando che potranno fare da traino al business locale. Come tu ben hai detto i target sono talmente differenti da non poter assolutamente affermare tutto ciò. Sono passato adesso davanti al cantiere. Ci sono cartelli di protesta attaccati agli alberi e alcune persone che dimostrano.. il punto è il solito discorso caro a Laura e all’urban center: senza la condivisione delle idee e delle scelte amministrative ed urbanistiche con la popolazione, il risultato è sempre lo scontento di quest’ultima che non capisce le motivazioni e non si prende carico e cura delle stesse…. si troverà una scorciatoia alle leggi che non si condivide, si odierà un edificio che non è stato correttamente illustrato, motivato e condiviso con la stessa…

  4. Giovanni Arcari ha detto:

    è vergognoso, come scrive un lettore sul mio blog, che i vertici del consorzio per la TUTELA del Garda Classico, pur ravvisati non abbiano ancora espresso alcun parere. Mi piacerebbe capire cosa intendano tutelare!

  5. Simone Zuin ha detto:

    Tanto per far rete mi permetto di segnalare il mio blog dove ho preso chiara posizione sull’argomento.
    http://www.simonezuin.it/wordpress/?p=1446

  6. Laura Castelletti ha detto:

    Permettiti, permettiti…su questi temi è importante fare rete!

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