Che cosa vorreste in quel negozio vuoto?

Laura Castelletti, 23 dicembre 2010 » Loggia, mi piace, urban center

Guardate a New Orleans che cosa si sono inventati: una “progettazione partecipata” semplice, poco costosa e molto coinvolgente. Anche questa è una buona idea da esportare. Cliccate qui e immaginate cosa vorreste al posto del negozio vuoto una volta di Tadini&Verza, oppure al Quadriportico, dentro il Tribunale , la Corte d’Appello o…. Voi dove e cosa scrivereste? Raccontate…

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15 Responses to “Che cosa vorreste in quel negozio vuoto?”

  1. ezio ha detto:

    nei paesi scandinavi, in ogni comune è presente un locale dove il cittadino,(privato, associazione, pubblicista,ecc) può consultare ogni notizia,legge, carteggio,lettera, intercorsi tra gli amministratori, sia di governo nazionale che locale, con possibilità di averne copia. E chiaro che per legge, con pesanti sanzioni per i trasgressori, gli amministratori sono tenuti a depositare ogni atto o rapporto intercorso con altri amministratori. un piccolo spazio in tal senso sarebbe un bell’indice di civiltà!

  2. Stefano Ambrosini ha detto:

    Così…tanto per…
    si organizza un viaggetto per “scopiazzare” qualche idea buona con 2 mete – Gotheborg Mjölby, Svezia e Tel Aviv…
    😛

  3. Benzo ha detto:

    Io approvo Tel Aviv!!!

  4. daniela ha detto:

    al posto di Tadini una cioccolateria stile Chocolat, o come quelle storiche che vedi a Torino con torte bellissime e buonissime, dolci tipici, lampadari a goccia, tavolini in ferro battuto stile liberty, specchi, libri e riviste, luogo caldo e accogliente ove fermarsi per una giusta ricarica o per acquistare un dolce..o rimanere a bocca aperta davanti alla vetrina. Poi con davanti la loggia sarebbe un luogo magico.

  5. andrea echorn ha detto:

    Si, ma intanto avete smesso di comprare flaconi e bicchieri di plastica?

  6. Laura Castelletti ha detto:

    vi riporto il dibattito che in parallelo si sviluppa su facebook:

    Nicolò Gatta :al posto di Tadini e Verza ci starebbe bene Starbucks: manca a Brescia ed è frequentatissimo dai giovani.
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    Nik Barte: Se fosse un marchio italiano, ….. una parodia del marchio SB, andrebbe ancora meglio. Sostenete l’economia locale con un “Moderno Licensì” dotato di Uì-fì, ove sia favorita sia la lettura che la scrittura (così arrivano anche scrittori famosi per scrivere le loro opere oppure rilasciare autografi), sia incentivato l’angolo dell’arte (per esporre e vendere manufatti, quadri, fotografie di artisti locali – anche questi a Km Zero), si servano/vendano prodotti biologici o artigianali (quelli veri) tipici della provincia (a Km Zero). Si offra una bevanda gratis a chi arriva a piedi o in bicicletta da casa e certifichi il suo percorso con i QRCode, vi si organizzi un “PechaKucha” a cadenza settimanale, ….. 😉
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    Stefania Itolli mi piacerebbe pensare ad un luogo per i bambini. Non dove acquistare ma dove imparare divertendosi.
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    Nik Barte ‎@Stefania: [Domandone]. Secondo la tua esperienza non esistono in Italia luoghi per bambini, dove si possa imparare e divertirsi pure? All’asilo e alla scuola elementare italiana non si trova questo sano e costruttivo divertimento? Se la risposta é negativa, Perchè? Negli Stati Uniti ed in altre parti del mondo esistono i luoghi che sogni tu. Li chiamano Scuole, Musei, Musei della Scienza, Scuole di Teatro, Palestre, Scuole di Musica, Associazioni sportive (niente calcio per carità), …. In questi luoghi non acquisti nulla, …. ti regalano tanta conoscenza e divertimento. La conoscenza ed il divertimento sono veramente tali se i bambini sono abituati a NUTRIRSI SPONTANEAMENTE di conoscenza e al sano divertimento condiviso.
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    Stefania Itolli ‎@Si Nik, musei, laboratori, “città dei bambini” . Esite a Milano http://www.muba.it/php/news.php, Genova http://www.cittadeibambini.net/. Altro spuò importare dal resto del mondo. La vera domanda è perchè sostituire un negozio con un altro negozio, perchè aprire solo luoghi dove comperare? Coinvolgiamo le aziende private in progetti che abbiamo una valenza sociale e culturale. Sono sicura che in molti lo farebbero.
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    Nik Barte LICENSI’ AGRO CULTURALE “BIGINI & VERZE” Marchio Registrato 😉
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    Nik Barte Per assonanza con il marchio storico 😉
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    Nik Barte Oppure “PANINI & VERGA”. (inteso come Giovanni Verga e non il mattarello)
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  7. nanni ha detto:

    questo mi pare un modo intelligente per iniziare a fare “urban center” a brescia: sentire cosa i cittadini vorrebbero al posto di luoghi vuoti come quelli indicati e molti altri, ma senza dover fare investimenti “monstre” che in questo momento la città non può permettersi. Internet (blog, facebook, twitter & sons) è un modo quasi gratuito per poter discutere e confrontarsi, coinvolgendo davvero “l’uomo della strada”.

  8. roberto ha detto:

    Io ci vedrei bene una bella biblioteca/Ludoteca per bambini con annessa sala di lettura per i genitori, magari con un servizio di baby sitting organizzato dal comune.
    Insomma come avvicinare i bimbi alla lettura e aiutare i grandi a prendersi un momento di pausa attraverso un libro.

  9. coach ha detto:

    Condivido la proposta di Daniela , aggiungerei solo , un posto dove presentare ogni mese un libro ,dove anche la cultura possa incontrarsi e confrontarsi fuori dai luoghi istituzionali ,insomma ” un posto dell’anima “

  10. marina ha detto:

    il posto dell’anima è l’anima , non servono luoghi artefatti . E’ la miseria spirituale che affligge questo secolo , questo paese , questa città . Più leggo in giro , più cerco tra le righe più mi convico di quanto ci sia buio intorno a noi e non c’è urban center che tenga . perdonate in anticipo lo sfogo , ma è natale e questa consapevolezza mi fa ancora più male

  11. coach ha detto:

    Il posto dell’anima per me è dove , il confrontarsi,il ragionare l’elaborare, è appagante e procura emozioni che ti fanno sentire bene ,in questo caso un luogo ,un isola nella città ,dove una pausa interrompa i ritmi e la frenesia di questa modernità , dove ristorare non solo corpo e sentirti bene.

  12. Qol Sakhal ha detto:

    Grazie Marina. “Il posto dell’anima è l’anima”. Una grande verità in poche parole dette da una persona che ha anima.

  13. stellina ha detto:

    @ marina. E’ verissimo che il primo posto dell’anima è la nostra anima, ma se riflettiamo sul termine “biblioteca” sappiamo che il suo significato è composto da due parole: libro (opera) e scrigno (ripositiglio).Soffermiamoci su “scrigno” e valutiamolo come un aiuto a migliorare la “nostra anima”.
    Condivido la miseria spirituale che ci circonda , ognuno di noi però fa parte del mondo ,per questo dobbiamo reagire e cercare di contribuire alla “rinascita” di questa Società a dir poco “corrotta” in tutti i settori privati e non….
    Forza , ce la faremo…diamoci una speranza per il 2011.
    Auguri !

  14. stellina ha detto:

    @ qol, ..perfetto…se leggi il mio post condivido…ma arricchire la propria anima non fa mai male !..e la cultura aiuta ..aiuta …
    auguri..

  15. daniela ha detto:

    @coach..condivido, la cultura e l’arte non vivono solo nei musei, nelle gallerie, nelle biblioteche! la cioccolateria che ho in mente è un luogo in cui regna non solo il gusto, ma anche la bellezza. E’la bellezza anche nelle piccole cose a farci stare bene. E’ risaputo che le persone vivono meglio e sono più felici se lo spazio che le circonda è decoroso, armonioso, bello. E con bello non intendo che tutto debba luccicare ed essere fatto di oro massiccio e diamanti, ma che ogni cosa debba essere pensata e scelta con gusto e amore verso piccole cose, dal piatto al lampadario, dalla carta del cioccolatino al bancone; i negozi storici sono così, sono enormemente differenti dagli altri perchè da essi traspare il bello oltre alla bontà dei prodotti, e ogni cosa non è casuale ma pensata, a differenza degli altri negozi uno uguale all’altro in cui regna la casualità..c’è una forneria molto apprezzata dai bresciani, è un negozio storico e lo si capisce non solo dalla fragranza del pane ma anche dalle massime sul pane attaccate ai muri, dai vecchi arnesi usati dai fornai un tempo, appesi alle pareti, tutto parla lo stesso linguaggio e bisogna sempre fare la fila per avere un trancio di pizza. E anche se sono posti in cui si vendono cose, sono anche luoghi dell’anima perchè le persone qui possono trascorrervi momenti lieti, al di fuori della banalità che ci avvolge a 360 gradi. Un negozio può essere anche luogo di incontro e di scambio, e non per forza debbono essere posti istituzionali. Nei negozi non si comprano solo cose, almeno non in tutti, alcuni possono e devono essere luoghi deputati alla cultura (il concetto di caffè letterario), ove ordinare un caffè buono e leggere un libro o assistere alla presentazione di un libro. La cultura non viene solo dall’alto o dai luoghi a essa deputati. Non bisogna ragionare a comparti stagni, per cui una cosa è buona e vera solo se elargita in quanto servizio. La cultura si propaga anche grazie alle iniziative dei singoli che sanno fare ricerca.

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