Cervelli in fuga (sMarti&Julis 6°tappa)

Laura Castelletti, 13 maggio 2010 » inviati speciali, mi piace

martedì 11 maggio. treno per lhasa 3360 km percorsi; 46 ore, quasi due giorni interi in treno, per  arrivare nella città definita “città d´oro”, ovvero lhasa. lhasa, capitale del tibet, centro del mondo buddhista, sede centrale  del dalai lama fino al 1959 quando i cinesi sottraggono violentemente  al tibet la propria indipendenza e il 14esimo dalai lama è obbligato a  scappare e rifugiarsi in india, dove tutt´oggi risiede. il viaggio per le prime 40 ore scorre veloce. siamo in compagnia di  una coppia inglese di mezza età con la quale condividiamo non solo lo  scompartimento di cuccette a 4, ma anche idee e impressioni sulle  città visitate in cina durante i nostri viaggi e sogniamo, ed  invidiamo un po´, ascoltando le mete che nei prossimi sei mesi  intraprenderanno nel sud-est asiatico. le ultime sei ore, è doveroso  ammetterlo, sono un po´ lunghe da passare, forse perché la curiosità  di arrivare è tanta e come ogni cosa quando più ci si avvicina, più  sembra che il tempo scorra sempre troppo lentamente per permetterci di  raggiungerla. durante queste ore, seduti dietro ad un finestrino,  vediamo paesaggi incredibilmente belli. montagne di ogni natura:  rocciose, erbose ed innevate… praterie dove pecore, cavalli e i  primi yak pascolano tranquilli… a tratti sembra di essere sperduti  nel nulla, a tratti vediamo all´orizzonte un uomo che cavalca e uno  che controlla il suo gregge e ci ricordano di non essere in un sogno..


sono le ore 18 di martedi e il capotreno ci annuncia “meno di mezzora  ed entreremo nella stazione di lhasa”. facciamo giusto in tempo a
prepararci, salutare gli amici inglesi ed …eccolo là! giulio mi fa  notare in lontananza il potala. da un finestrino del treno, non sembra  decisamente come ce lo aspettavamo, ma forse solo una volta arrivati  nelle sue vicinanze ci sorprenderà o ci deluderà… dobbiamo solo
saper aspettare per dirlo…

la guida è li fuori che ci attende. agli stranieri non è permesso  viaggiare liberamente in tibet. è necessario essere seguiti da una  guida ed essere in possesso di un permesso speciale di ingresso. un  uomo tibetano sulla trentina, sorridente, tiene in mano un cartello  con i nostri due nomi e un terzo, quello di un ragazzo americano,  graphic designer come il nostro julius. eccoci pronti. recuperiamo il  pullmino che ci accompagnerà alla scoperta del tibet. la´ c´e´ una  quarta passeggera ad attenderci: una signora canadese anche lei  viaggiatrice zaino in spalla alla scoperta della cina da ormai un paio  di mesi. ci accompagnano in un modesto hotel, doccia veloce e cena  cinese in un ristorantino vicino all´alloggio. è ora di riposarsi..

Domani inizia la vera Scoperta del Tibet… Non vediamo l´ora..
sMarti&Julius

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2 Responses to “Cervelli in fuga (sMarti&Julis 6°tappa)”

  1. sergio ha detto:

    Certamente respirerete aria non inquinata.
    Ciao.sergio

  2. Benzo ha detto:

    Non dirlo a noi Sergio.. atterrati a Shanghai da poche ore, riscontriamo una qualità dell’aria decisamente poco piacevole dal fatto che tutti portano la mascherina, cominciamo a piangere dagli occhi e sentiamo un leggero raspino in gola!!! Per il resto tutto fantastico!!

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