C’è fermento in città per la notte dell’Arte … ma non tutto risplende

Laura Castelletti, 30 settembre 2010 » Arte e Spettacolo, mi piace, video

C’è fermento in città. Attesa per una notte bianca che promette mostre di qualità nelle gallerie e nei luoghi dell’arte. Trovo invece ORRIBILE l’accozzaglia di cose con le quali hanno hanno riempito Piazza Duomo. Luogo splendido oggi sfigurato: si va dal tendone che accoglierà la fiera del libro (bravi a quanti ci stanno lavorando con passione e impegno, sarà un successo anche questa volta) alle tende che accoglieranno panini/salamine/wurstel e crauti, alla grande giostra piazzata davanti al Duomo vecchio. Non appartengo alla schiera di quanti immaginano la notte dell’Arte come qualcosa solo di culturale per digiunatori che vogliono sacrificare la loro cena all’altare della cultura. Nessun problema se lungo la strada, tra una galleria e l’altra, uno decide di farsi un panino bevendosi una birra. Ci mancherebbe. Penso però che nella notte dedicata al bello si potesse immaginare una maggiore attenzione all’estetica evitando volgarità. Si può fare tutto, o almeno molto, con stile, ma in Piazza Duomo oggi lo stile non è di casa.

Il resto lo giudicheremo nella notte di sabato, magari finendo il panino e salamina sui gradini del teatro Grande, prima di recarci a Santa Giulia per INtemporanea.

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6 Responses to “C’è fermento in città per la notte dell’Arte … ma non tutto risplende”

  1. Carlos Mac Adden ha detto:

    Non sarò a Brescia questo fine settimana, impegni e doveri familiari mi porteranno in Valcamonica, mi dispiace un poco, avrei voluto camminare anch’io per le strade del centro storico che amo così tanto quando sono vive di persone, accoglienti. E dire che mal sopporto gli assembramenti, i corridoi dei centri commerciali pieni di un’allegria che vivo come falsa.
    Abbiamo delle piazze così belle nella nostra Brescia, luoghi che paiono indicarci senza bisogno di parole come gradirebbero essere vissuti. Luoghi d’incontro innanzitutto, che per questo sono nati, luoghi in cui l’occhio si gratifica e il nostro bisogno di socialità si appaga. Rispettiamoli, curiamoli, facciamo sì che il visitatore proveniente da altre città un poco, senza cattiveria, ce li invidii.
    Si corre il rischio di apparire “snob” affermando alcune cose, ma basterebbe poco, un poco d’attenzione nello scegliere, nel distinguere: Brescia, ad esempio, non ha una tradizione di “cibo da strada” paragonabile a quella di altre regioni ma anche qui, non trasformiamo l’offerta in una babele, basta poco, davvero.

  2. Nikbarte ha detto:

    Ciao Laura,
    non nascondiamoci dietro ad un dito.
    Brescia é un piccolo paese, vestito da città. E’ uno stadio gremito da tifosi scalmanati, spacciato per luogo di Cultura. Le iniziative culturali come mostre d’arte o i festival culturali sono ben altro…. qui prendono la piega delle “sagre del pursél”. Ma é sempre questo quello che vuole la gente. E’ sempre questo quello che alla gente hanno insegnato a chiedere. (ndr. certa gente). L’offerta corrisponde sempre alla domanda. Se si vuole cambiare, bisogna preparare il terreno, seminare cultura nella testa delle persone, innaffiare bene, concimare, …. o forse il concime c’è già nella testa? Devono essere le persone che un giorno, dovranno chiedere qualche cosa di più vero, poetico, bello, emozionale, spirituale, …. ma senza alcun intervento o condizionamento della ch…. 😉
    Un abbraccio. Nik

  3. Jebediah Wilson ha detto:

    Sono d’accordissimo con Nik. La gente purtroppo non vuole emozionarsi o sorprendersi, vuole essere rassicurata. E io allora vorrei rassicurarli tutti: ehi bresciani… fate schifo.

    La stessa cosa vale per la musica. Se suoni canzoni tue hai molti meno ingaggi rispetto alle stupide cover band o alle maledettissime Tribute band. La gente preferisce ascoltare canzoni che conosce già. SEMPRE.

    A proposito di cose che conosco già, io sabato vado a Malcesine che c’è “Ciottolando con gusto”. Perderò l’ennesima riedizione della notte stanca (la n°?)… poco male aspetto quella del mese prossimo.

    Ps

    Sì, non mi va MAI bene niente.

  4. Laura Castelletti ha detto:

    @Jebediah: non mi va MAI bene niente l’hai detto tu… io l’avevo solo pensato!

  5. Carlos Mac Adden ha detto:

    Scrivo da tempo, da tempi non sospetti quanto meno, da prima di aver letto i commenti a questo post di Laura indubbiamente … Da tempo dico che la gente preferisce essere rassicurata piuttosto che scoprire nuove cose, riascoltarerivedererimangiare le stesse cose piuttosto che provare nuove sensazioni, magari scartandone alcune ma innamorandosi di altre. Nonostante questo, e sono troppo vecchio per avere speranze invane, non mi va giù quel “ehi bresciani … fate schifo”. Non ne condivido il modo, non ne capisco il fine. Penso ancora che costruire sia più difficile, ma più utile, di demolire. Anche se al sottoscritto non mai bene, quasi, niente.

  6. nanni ha detto:

    non tutte le ciambello riescono con il buco? può darsi ma francamente mi pare che dire che brescia fa schifo è davvero un’offesa per tutti coloro che si danno da fare tra mille difiicoltà per fare qualcosa di artistico/culturale; piace, non piace? non è possibile accontentare sempre tutti ma durante le precedenti esperienze ho sempre visto più gente cercare arte che cercare panini. e basta con dare sempre tutte le colpe alla chiesa, mi ricorda molto “piove, governo ladro”.

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