Caro Assessore Labolani attento con le parole, prima di definire Langer terrorista conoscine la storia

Laura Castelletti, 11 agosto 2010 » non mi piace, pensieri in libertà, politica

Caro Assessore Labolani, le intitolazioni di parchi, vie o giardini da parte di ogni amministrazione sono suscettibili di critiche e commenti. E’ avvenuto più volte in passato, avviene oggi. Non mi scandalizzo, credo non si scandalizzi neppure Lei che è politico navigato. Normale pensare quindi che a posizionare il busto del professor Miglio ai piedi della statua di Garibaldi apra una discussione. Trovo invece assurde  le sue dichiarazioni sui quotidiani locali e nazionali :”Quanto alle prese  di posizione dell’opposizione, Labolani cita le intitolazioni decise dalla passata giunta di centrosinistra, «dai giardini John Lennon, che non è un simbolo specchiato, alla via ad Alexander Langer, noto esponente del movimento extraparlamentare Lotta Continua e non certo un esempio per le nuove generazioni (Bresciaoggi). ” Hanno intitolato una via a un terrorista-sbotta l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Labolani, Pdl – Cancelleremo presto quel nome dalle strade di Brescia (Corriere della Sera-Lombardia pag 7). Non appartengo al partito dei Verdi di Langer, non ho certo militato in Lotta Continua (lo hanno fatto Gianfranco Miccichè, Paolo Liguori, Luigi Manconi, Marco Boato, Giampiero Mughini, Gad Lerner, Andrea Mercenaro, Mimmo Pinto e non mi pare si possano definire terroristi!) e all’epoca della Guerra del Golfo non la pensavo certamente come lui, ma trovo non accettabile cucirgli addosso etichette false. La invito quindi a rileggersi o leggersi la biografia di  Alexander Langer (Fondazione Alexander Langer ); mi sembra glielo si debba.

Nato a Sterzing/Vipiteno in Alto Adige/Südtirol il 22.2.1946. Giornalista, traduttore, insegnante, collabora fin da giovanissimo con diverse riviste, associazioni, iniziative civiche. Dal 1978 viene eletto per tre legislature in Consiglio provinciale di Bolzano nella lista Neue Linke/Nuova sinistra prima e in quella Verde Alternativa dal 1988. Negli anni ’80 è tra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa, come forza innovativa e trasversale. Partecipa ad un intenso dialogo di ricerca con la cultura della sinistra, dell’area radicale, dell’impegno cristiano e religioso, delle nuove spiritualità, di aree non conformiste ed originali che emergono anche tra conservatori e a destra, o da movimenti non compresi nell’arco canonico della politica. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1989 diventa primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. S’impegna soprattutto per una politica estera di pace, per relazioni più giuste Nord-Sud ed Est/Ovest, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita. Compie viaggi e missioni ufficiali in Israele, Brasile, Russia e Argentina, Albania ed Egitto. Dopo la caduta del muro di Berlino aumenta via via il suo impegno per contrastare i contrapposti nazionalismi, sostenendo le forze di conciliazione interetnica nei territori dell’ex-Jugoslavia. Con il “Verona Forum” offre un tavolo di dialogo a centinaia di militanti della convivenza che si riuniscono a Verona, Strasburgo, Vienna, Bruxelles, Parigi, Tuzla, Skopje e Zagabria. Il 26 giugno si reca a Cannes, con altri parlamentari, per portare ai capi di stato e di governo un drammatico appello: “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo”. Al censimento del 1981 e 1991 Alexander Langer, che si era sempre dichiarato di madre lingua tedesca, rifiuta di aderire al censimento nominativo che rafforza la politica di divisione etnica. Con questo pretesto, nel maggio ’95, viene escluso senza troppo scandalo dalla candidatura a Sindaco di Bolzano, la sua città. Decide di interrompere la vita il 3 luglio 1995, all’età di 49 anni. Riposa nel piccolo cimitero di Telves/Telfes (BZ), accanto ai suoi genitori.

Altri siti/bog che parlano di lui:

Peacelink

Ariannaeditrice

Trentinocorrierealpi

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7 Responses to “Caro Assessore Labolani attento con le parole, prima di definire Langer terrorista conoscine la storia”

  1. Anna Pascuzzo ha detto:

    …ho letto con attenzione il suo pezzo e sento l’esigenza di scrivere qualcosa all’assessore Labolani, terrorista lui sì, non certo Langer.
    Definisco “terrorista” (assumendomi la responsabilità di quel che affermo)un uomo come Labolani perchè il fatto che egli ignori completamente chi sia Alexander Langer (scrittore e giornalista italiano, esponente, dall’inizio allo scioglimento, dell’organizzazione comunista Lotta Continua, l’ultimo direttore dell’omonimo quotidiano, tra i fondatori del partito dei Verdi italiani, promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell’ambiente ), lo pone nelle condizioni di non poter dire granchè a suo riguardo e invece, come spesso accade, chi ignora ha l’ardire di “dire”. Ma fosse solo questo! Il fatto è che Labolani asserisce parole infamanti, deliberatamente “enfatiche e sproporzionate” per rendere Langer agli occhi della comune gente, alla stregua di un volgare criminale. E’ Labolani che commette invece un crimine generando equivoci con le parole e terrore. E’ ancora Labolani che istiga all’odio e contrasta le dinamiche d’integrazione e relazione delle quali Langer è stato promotore tutta la vita. Egli infatti, testimonia con la sua persona la reale possibilità di convivenza fra le diversità, Labolani invece non fa che snaturare queste dinamiche e, mentendo intenzionalmente, produce odio nelle menti semplici.
    A persone ignoranti e generatrici d’odio come Labolani, non dovrebbe mai essere consentito di occuparsi della cosa pubblica !
    Anna Pascuzzo (Catanzaro)

  2. paolo vitale ha detto:

    Caravggio era un assassino dovremmo per questo eliminarlo dalla toponomastica? Se dovessimo giudicare tutti gli artisti in base al comportamento personale, pochi sarebbero immuni da critiche.
    John Lennon non è stato solo un grande musicista, ma anche una vittima dell’intolleranza, infatti, chi gli sparò è un integralista cristiano che lo uccise in nome delle sua folle ideologia. L’unica risposta a chi vorrebbe eliminarlo dalla toponomastica cittadina sono le poetiche parole di Imagine.
    http://www.youtube.com/watch?v=6GAHFrLAxzM

    Imagine there’s no heaven
    It’s easy if you try
    No hell below us
    Above us only sky
    Imagine all the people
    Living for today…

    Imagine there’s no countries
    It isn’t hard to do
    Nothing to kill or die for
    And no religion too
    Imagine all the people
    Living life in peace…

    You may say I’m a dreamer
    But I’m not the only one
    I hope someday you’ll join us
    And the world will be as one

    Imagine no possessions
    I wonder if you can
    No need for greed or hunger
    A brotherhood of man
    Imagine all the people
    Sharing all the world…

    You may say I’m a dreamer
    But I’m not the only one
    I hope someday you’ll join us
    And the world will live as one

  3. Amico di Lennon ha detto:

    «Miglio merita rispetto certamente più di un cantante come John Lennon»

    piano con le parole… John non si tocca!

  4. spezzounalancia ha detto:

    Spezzo una lancia per Labolani. Trovo che dire la propria opinione sia doveroso e sempre più oneroso in una città dove il sindaco, quello che dovrebbe parlare e dare indirizzo, conosce proprio tutti gli indirizzi meno quello della Loggia.
    Perchè evidentemente è sempre a Roma in tutt’altre faccende affaccendato su poltrone ben più comode seduto. Del resto il povero Labo non può fare altro che mettere una pezza (come fa con le strade, martoriate dalla giunta Corsini) all’assenza altrui. Del resto, solo chi tace brilla nella notte del silenzio.

  5. Stefi ha detto:

    Grande Laura. Nulla è più dovuto.

  6. Martin Langer ha detto:

    Illustre assessore,

    sono uno dei fratelli di Alexander Langer e non ho gradito le affermazioni che le sono state attribuite (Corriere della Sera). So che voi politici siete spesso male capiti o male riferiti, per questo mi aspetto una Sua rettifica oppure spieghi meglio questo suo giudizio per non essere tacciato di ignoranza e peggio.
    Non credo che la memoria di mio fratello soffra, ne per quello che lei potrebbe aver detto o pensato, e nemmeno se la via la vuole intitolare a chi le sta simpatico (avete vinto le elezioni, quindi avanti con i nomi e le strade nuove), certamente quanto è riportato e a lei attribuito non la mette in una luce positiva come grande politico… chissà se lei sarà mai ricordato, o se qualcuno le dedicherà una via,. una statua, un albero nel giardino dei giusti …

    Mail inviata anche a m.labolani@comune.brescia.it

  7. Alberto Redeghieri ha detto:

    ma Labolani sa leggere?

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