Brescia Progress: progetto di una rete bresciana per lo sviluppo sostenibile

Laura Castelletti, 28 giugno 2010 » mi piace, Territorio e Natura, urban center
di un gruppo di lavoro e di un progetto di una rete bresciana per lo sviluppo sostenibile me ne aveva partlato francesco onofri. questa sera stefania, la nostra bloginviata dal fronte ambientale, mi segnala una pagina di facebook dedicata a questo tema e un post che porta le firme di paolo degli espinosa, francesco onofri, giuseppe onofri, saverio zetera, francesco corbetta. si tratta di un documento di sintesi, immagino di un lungo ed elaborato lavoro di gruppo, che porta la firma di marco buscarino. e’ una proposta da sostenere.
di seguito il documento.
“brescia, maggio 2010
in francia, nell’aprile del 2008 il ministero dell’ecologia, dell’energia, dello sviluppo sostenibile e del mare ha presentato il progetto di legge di programmazione del grenelle sull’ambiente, detta legge grenelle 1, adottata nell’ottobre 2008. questa legge di programmazione è accompagnata da un testo, detto grenelle 2, contenente misure più dettagliate per consentire l’applicazione dei principi enumerati nella grenelle 1. i 45 articoli della grenelle 2 “di impegno nazionale per l’ambiente” stabiliscono nuove misure in materia di abitazione, trasporti, approvvigionamento energetico, trattamento dei rifiuti. un altro obiettivo è la difesa della biodiversità e l’incremento delle misure contro l’inquinamento sonoro e quello legato all’uso dei telefonini.
le principali misure sono:
le vecchie abitazioni dovranno progressivamente adeguarsi alle nuove norme ambientali, soprattutto in termini di riscaldamento collettivo. tutti i progetti dovranno integrare criteri di sviluppo sostenibile, con particolare attenzione allo sviluppo delle energie rinnovabili;
in materia di trasporti, le collettività locali sono sollecitate a incoraggiare i trasporti collettivi, la bicicletta e il car sharing (servizio di auto in affitto);
i trasportatori su strada vedranno il costo del pedaggio autostradale modulato sulla base della quantità di gas a effetto serra emessi dal loro mezzo;
in materia di biodiversità, una certificazione di “alto valore ambientale” ricompenserà gli agricoltori più rispettosi dell’ambiente;
in materia di gestione dei rifiuti, le leggi grenelle invitano al riciclaggio;
le imprese con più di 500 lavoratori e le collettività con più di 500 mila abitanti saranno chiamate ad assumersi la responsabilità degli impatti ambientali e a rendere trasparenti le loro azioni in materia di sviluppo sostenibile.

il ministero ha annunciato nel 2009 una legge grenelle del mare, per la promozione delle attività marittime in una prospettiva di sviluppo sostenibile e di una legge grenelle delle onde per fare il punto sugli eventuali pericoli delle radiofrequenze sulla salute e l’ambiente.

il tempo è maturo per spostare l’attenzione dalla produzione delle merci al benessere delle persone, in un contesto di sostenibilità (joseph eugene stiglitz ) ormai occuparsi di economia urbana sostenibile è un obbligo non un’opzione. perciò abbiamo elaborato un progetto per la città di brescia denominato “rete bresciana sviluppo sostenibile”. l’interlocutore principale, a questo proposito, viene individuato, oltre che nel comune, nella regione lombardia. si ricorrerà in tal modo ad un fondo per le realizzazioni di quei servizi concreti ed efficienti che i partecipanti alla rete ritengono necessari per modificare i loro comportamenti e che danno luogo a domande rivolte al fondo con l’appoggio delle istituzioni locali. brescia è da anni una città innovativa in diverse tecnologie e in approcci a sistema, in anticipo rispetto ad altre realtà. anche in questo caso, si pensa ad interventi che, andando oltre la media italiana, facciano riferimento alla maturità dei problemi e alla necessità di soluzioni a livello di tale maturità. l’iniziativa bresciana deve quindi assumere un’esplicita consapevolezza da città europea, da smart city, città intelligente, nella quale convivono gli interessi locali e quelli globali. secondo l’indicazione generale di joseph e. stiglitz, conviene fin d’ora rivolgersi la domanda di quale potrebbe essere a brescia un elemento di avvio per quel tipo di cambiamento. il rapporto stiglitz colloca l’individuo e il soddisfacimento dei suoi bisogni al centro dell’attenzione, proponendo il benessere – quale risultato di standard e qualità di vita materiali e immateriali e di relazioni sociali ampie e articolate – come misura insieme dell’economia e della qualità della vita. va quindi richiamato che l’attenzione al benessere dell’individuo, in accordo con stiglitz, quindi materiale e immateriale, richiede un cambiamento in:
culturale e priorità di sviluppo
comportamenti dei cittadini e tempi attribuiti alle varie attivit�
procedimento democratico, dal basso e dall’alto ( grenelle )
centri urbani verso la smart city, città intelligente e sostenibile
economia e attività finanziaria / bancaria a favore dei servizi sostenibili, dei trasporti e dell’edilizia sostenibile, delle nuove energie, efficienza, cogenerazione, fonti rinnovabili
un cambiamento delle comunicazioni, contenuti e reciprocità attiva con l’opportunità del tele – lavoro in quanto sostitutivo di una parte delle mobilità. la definizione operativa del doppio aspetto, servizi tecnici e comunicazioni, da una parte, comportamenti sostenibili e accordi tra individui, dall’altra, potrà permettere a brescia di compiere nuovi passi avanti come “città vivibile e sostenibile”, offrendo un contributo significativo sia alla qualità del proprio territorio che ad esperienze europee, come il “covenant of mayors” già attivo a bruxelles.
brescia potrebbe quindi proporsi come esempio di “smart city” europea.

Tenendo conto del rapporto Stiglitz, senza pretendere di trovarvi la risposta a tutti gli interrogativi, si vuole proporre a tutti, a cominciare dai cittadini, proseguendo con le istituzioni e con gli operatori di investire nel cambiamento sostenibile. È quindi indispensabile che l’iniziativa abbia caratteri tali da giustificare gli investimenti di vario tipo, per cui deve mostrarsi capace di trasformare gli investimenti in risultati positivi monitorabili. Se è vero che gli interlocutori intelligenti, tanto più quanto più sono intelligenti, vogliono sapere “se l’iniziativa ha le gambe, conviene essere espliciti, fin d’ora, su cosa s’intenda per un’iniziativa intelligente, ai fini di una smart city”. Come primo obiettivo si dovrà partire dal un nuovo piano del traffico o Piano Urbano della Mobilità. Si punterà verso la predisposizione di un disegno di legge da portare avanti nella nuova Assemblea Regionale, che preveda finanziamenti per i progetti urbani del tipo qui delineato e denominato:” Rete Bresciana Sviluppo Sostenibile. In tale ottica va sottolineato, in particolare, che non c’è soluzione di lungo termine che non faccia entrare in gioco le informazioni, formazioni, e intenzioni dei cittadini, come nel caso della prevenzione. In questa sede, si propone una priorità di attenzione per il settore del trasporto delle persone. Anche in questo caso, le nuove soluzioni assumono il carattere di una “prevenzione” rispetto agli inquinamenti e alle congestioni che sono tipici del ricorso senza limiti all’auto individuale. In tal modo si renderà realmente possibile la sostenibilità a livello socioeconomico, relazionale – personale, nonché ambientale del benessere locale, con i relativi comportamenti. Ciò significa che la ricerca del benessere, individuale e della comunità, da sempre presente e fisiologica, deve oggi diventare “responsabile” e inclusiva verso gli equilibri naturali, il territorio e i grandi problemi della società, mettendo in campo una risorsa del tutto nuova, il cambiamento dei comportamenti. In questo contesto, la presente iniziativa, che ha il carattere di un “ progetto partecipato”, si propone di svolgere anche funzioni di “ apprendimento in comune “ e di “ riferimento “ formativo, a cominciare dal modo di intendere il benessere e il ruolo dell’individuo. I cittadini offriranno la loro partecipazione e la disponibilità ai cambiamenti dei comportamenti, in un quadro di monitoraggio, come anche si rendono disponibili a fornire i dati per la misurazione dei nuovi livelli di benessere conseguiti. La loro disponibilità si potrà manifestare in vari modi, sia utilizzando le soluzioni “ sostenibili “ per il trasporto, sia modificando la propria vita quotidiana, trasferendo – come già si accennava – alcuni tempi da Tv e auto ad attività di relazione e di sviluppo della propria consapevolezza e personalità. Gli operatori economici, industriali e bancari, si orienteranno verso la nuova domanda di servizi e di qualità territoriale, adattando le progettazioni alle esigenze dei cittadini. Solo la convergenza “a sistema” dei tre soggetti, istituzioni pubbliche, operatori economici, cittadini , permetterà di avviare la transizione verso il nuovo assetto di soluzioni e comportamenti.
La soluzione capace di mettere a sistema i ruoli delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini, va quindi sviluppato, definito, circostanziato, reso operativo a tutti i livelli, a partire dal basso. Sul rapporto tra i comportamenti delle persone, nella realtà del territorio, e le soluzioni basate sulla “convergenza” dei tre soggetti, istituzione, operatori economici, utenza, l’idea non è di concentrarsi su grandi problemi tipo “autostrada”, oppure “metropolitana”, oppure “ferrovia Milano–Venezia”, ma piuttosto su temi e contenuti agibili a livello micro–territoriale, soluzioni pubbliche su ferro, a metano, elettriche, reti di vie ciclabili, in piena sicurezza, il car sharing, la combinazione “a sistema” di tutte le soluzioni “sostenibili”. L’ISTAT, che ha partecipato al Gruppo Stiglitz con un proprio esperto, potrà essere invitato a svolgere un ruolo attivo, in merito. Ciò significa che la ricerca del benessere, individuale e della comunità, da sempre presente e fisiologica, deve oggi diventare “responsabile” e inclusiva verso gli equilibri naturali, il territorio e i grandi problemi della società, mettendo in campo una risorsa del tutto nuova, il cambiamento dei comportamenti. Occorre inoltre anche un “gruppo – guida” progettuale ( in senso largo ) che svolga una funzione di guida progettuale e se ne assuma la responsabilità, in modo visibile, sulla base del presente documento: Mille individui, organizzati nella “rete bresciana benessere sostenibile”, che svolgono funzioni di ponte verso il futuro, avviando, con responsabilità in prima persona, la costruzione del progetto “Brescia intelligente”, a partire dal settore trasporto e dalla contiguità con la scuola. Alla domanda su perché aderire ed assumere responsabilità, si potrebbe quindi rispondere che, se non altro, ciascuno di noi è come una pianta per se stesso. Ne consegue che ciascuno deve fare anche il giardiniere di se stesso, occupandosi delle proprie svariate esigenze, ben oltre la disponibilità di tecnologie e consumi.”
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2 Responses to “Brescia Progress: progetto di una rete bresciana per lo sviluppo sostenibile”

  1. BRESCIA PROGRESS ha detto:

    Grazie per l’attenzione, a presto.
    BP

  2. giovanni ha detto:

    Mi pare un’ottima idea. Fatemi sapere qualcosa di più.
    G.Naddeo.
    naddeog@yahoo.it

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