Brescia è una città “intelligente”? (di Ilaria Fumagalli-Brescia per Passione)

Laura Castelletti, 1 novembre 2011 » mi piace, Territorio e Natura, urban center

una domanda mi frulla in testa da un po’ e mi continua a far riflettere: sarà proprio vero, come sento dire spesso, che non ci sono più soldi per sviluppare le città, per amministrarle in maniera lungimirante, per fare politica intesa come l’insieme delle strategie e delle azioni volte a risolvere i problemi pubblici della collettività?

secondo me non è vero! la comunità europea propone innumerevoli bandi per accedere a finanziamenti utili agli enti locali; il problema, forse, è un altro: per poter “conquistare” il finanziamento è necessario avere un progetto ben chiaro, un obiettivo da raggiungere, una strategia ben consolidata.

uno di questi bandi è ad esempio quello che ha proposto laura castelletti nel suo intervento in consiglio comunale, in occasione dell’adozione del pgt, lo scorso settembre: il progetto smart cities.

la commissione europea, il 21 giugno 2011, ha lanciato il progetto “smart cities and communities” con un primo bando di circa 80 milioni di euro per progetti di riqualificazione degli spazi urbani in chiave più smart.

 http://ec.europa.eu/energy/technology/initiatives/20110621_smart_cities_conference_en.htm

 

no dico, 80 milioni di euro!! non sono proprio pochi; e questo è solo l’inizio!

tutto parte da un concetto molto semplice: le città consumano il 70% dell’energia prodotta dalla comunità europea e dunque, come ha detto günther oettinger, il commissario europeo per l’energia, le città sono la chiave per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 20% al 2020 (protocollo di kyoto) e per sviluppare una politica di sviluppo a basse emissioni e bassi consumi al 2050.

l’europa incoraggia quindi le comunità ‘intelligenti’ che ricercano soluzioni “integrate e sostenibili in grado di offrire energia pulita e sicura a prezzi accessibili ai cittadini, ridurre i consumi e creare nuovi mercati in europa e altrove”. inoltre con l’avvio del 7° programma quadro, le città e i partner industriali possono richiedere finanziamenti nei settori della gestione integrata dei servizi energetici in ambito urbano che include anche soluzioni per la mobilità, le acque e i rifiuti.

il progetto smart cities riguarda le città di medie dimensioni che hanno queste caratteristiche:

  • popolazione compresa fra i 100.000 e 500.000 abitanti

  • almeno una università

  • un’area di influenza di almeno 1.500.000 abitanti

secondo uno studio condotto nel 2007 dal politecnico di vienna, l’università di lubiana e il politecnico di delft, le città di medie dimensioni raccolgono, quasi il 40% di tutta la popolazione europea e a dispetto del loro enorme potenziale sono spesso poco dotate in termini di risorse, organizzazione e massa critica e quindi oscurate dalle grandi metropoli.

la ridotta dimensione di questi agglomerati urbani (una dimensione urbana che li rende a “misura d’uomo”) è proprio il loro punto di forza; il termine smart è riferito a quelle città capaci, attraverso politiche urbane concrete, di incidere positivamente sulla qualità urbana valutata secondo il modello proposto dalla ue, che si basa su una gestione smart della mobilità, dell’economia, dell’ambiente, della qualità dell’abitare, della comunità e delle governance:

http://www.smart-cities.eu/model.html

il progetto smart cities rientra nel piano strategico per le tecnologie energetiche (set), attraverso il quale l’unione europea vuole creare una rete di trenta smart cities da selezionare entro il 2020. una rete che comprende quindi trenta città pilota che costituiscono un modello di sviluppo urbano ad alta efficienza, bassi costi e basso impatto ambientale. esempi di tecnologie suggerite dalla ue sono: auto elettriche ricaricabili con l’energia prodotta negli edifici, zone urbane low-carbon; vengono anche definiti degli indicatori per misurare quanto smart sono le città, tra i tanti ricordo: livello di partecipazione nei processi decisionali, spirito di innovazione e sistemi di trasporto sostenibili e sicuri.

http://www.smart-cities.eu/model.html

beh, la descrizione che viene data delle città che potrebbero candidarsi ad essere città pilota a livello europeo, almeno per le caratteristiche dimensionali non vi ricorda qualcosa?!

dunque non ci resta che sperare che anche i nostri amministratori siano sufficientemente smart.

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5 Responses to “Brescia è una città “intelligente”? (di Ilaria Fumagalli-Brescia per Passione)”

  1. Alberto Belgesto ha detto:

    Brava Ilaria! …e brava Laura ovviamente

  2. Benzo ha detto:

    BRAVISSIMA ILA!!!!

  3. eliana ha detto:

    grande Ili, questo è il tempo, questo è il momento!!!
    la tanto chiacchierata “crisi” è un potenziale di creatività, a tutti i livelli… e la Amministrazione della cosa Pubblica è chiamata certamente a modificare gli orizzonti, a vedere molto più in là e soprattutto…ad avere un progetto chiaro da raggiungere.
    Avanti così!

  4. Nicola ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo. Come sarebbe bello avere una classe politica qualificata in grado di avere dei progetti, degli obiettivi, delle strategie…e pensare che di menti pensanti e disinteressate ce ne sarebbero…

  5. stefano ambrosini ha detto:

    che dire??
    ila the best! 😀

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