Brescia 2030. La nuova Agenda Digitale Urbana ci porta dritti nel futuro

Laura Castelletti, 6 novembre 2016 » innovazione, Loggia

Martedì scorso, 28 ottobre, ho presentato alla Giunta l’aggiornamento dell’ Agenda Digitale Urbana (ADU): il documento che raccoglie le strategie di evoluzione dell’innovazione per Brescia. Che non è solo relativa alle tecnologie e alle infrastrutture, ma è anche e soprattutto innovazione sociale e culturale. In questo senso, l’ADU è uno strumento prezioso perché ci permette di essere concreti rispetto al tema della “città digitale” o “città smart”, che già esiste, che cresce sempre più velocemente eppure, proprio perché è virtuale… non si vede.

 

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Oltre a tracciare una linea dei risultati già raggiunti (rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati con la prima ADU del 2014) nella nuova Agenda Digitale Urbana abbiamo puntato dritti al futuro, immaginando cosa vorremmo realizzare per Brescia entro il 2030.

 

 

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Molti sono i temi tecnici dell’Agenda: gli interventi per l’accessibilità e la trasparenza del Comune; le “infrastrutture abilitanti”, cioè le autostrade digitali su cui corrono tutti i dati della città, prodotti dalla pubblica amministrazione, dalle istituzioni, dai cittadini e anche dagli oggetti. Per la prima volta, infatti, si fa riferimento esplicito all’Internet delle cose (in inglese, IoT acronimo di Internet of things), ossia quell’insieme di dati provenienti da oggetti intelligenti presenti nella città. Semafori, lampioni, cassonetti, telecamere, mezzi pubblici, contatori: sono solo alcuni oggetti che già producono in ogni momento un numero altissimo di dati, e sulla cui infrastruttura possono essere integrati strumenti per l’assistenza sanitaria, per la sicurezza personale, ma anche per accompagnare cittadini e turisti a scoprire e vivere pienamente il patrimonio bresciano.

Brescia ribadisce di essere un comune “aperto” che lavora per l’ “apertura” dei dati (openess, in termine tecnico). Sul sito dati.comune.brescia.it sono già 137 i pacchettid i dati (dataset) disponibili in formato aperto e, con la nuova Agenda Digitale, il Comune intende proporsi come aggregatore anche per altre realtà che operano in città, producono dati di pubblico interesse e partecipano attivamente all’innovazione urbana.

 

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Nell’ADU BRESCIA 2030 ci sono soprattutto azioni di cultura che intendono innescare dinamiche di partecipazione e progresso nel territorio, coinvolgendo le imprese e cittadini.
Tre le grandi novità, la prima è certamente l’introduzione di un “diritto all’informatizzazione pediatrica” [linea 1.3], ovvero il diritto di ogni bambino ad essere anche cittadino digitale. Questo implica il diritto ad accedere ai propri dati, ai servizi dedicati, di avere strumenti e conoscenze necessarie a operare in sicurezza in rete.

 

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Per realizzare questo diritto, stiamo mettendo in rete tutte le scuole del Comune: entro Giugno 2017, infatti, tutte le 106 scuole del Comune di Brescia, dai nidi alle mede, saranno collegate alla stessa rete in ultrabanda e avranno un’ampia offerta di integrazione formativa sia per i bambini che per gli adulti (personale, docenti e genitori). Una vera e propria educazione civica digitale con un’attenzione alla prevenzione e al tempestivo riconoscimento di comportamenti criminali o lesivi della dignità e dell’integrità psico-fisica della persona, ma anche per usare al meglio la tecnologia superando dei disturbi dell’apprendimento, e dando valore alla creatività e alla socialità anche in rete.

 

 

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Nella nuova ADU abbiamo anche dato attenzione alla cultura dei dati e al cosiddetto “data mining”, ossia – in estrema sintesi – l’estrazione e l’utilizzo di grandi quantità di dati per scopi precisi (impresa, ricerca, misurazione, eccetera) o con finalità di conoscenza. Il Comune, affiancato da altre realtà che operano sul territorio (Polizia Postale in primis, ma anche centri di formazione, ricerca e associazioni), intende promuovere presso enti, imprese e cittadini una cultura del dato che includa aspetti chiave come la sicurezza, il riuso, la pubblicità (openness).

 

 

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E infine, l’ADU sostiene e dà valore a forme di economia altamente innovative e basso impatto ambientale, come quelle creative, sociale e di economia circolare. A loro il Comune – recependo le più recenti sollecitazioni e normative europee in materia – dedica un’attenzione particolare poiché raccolgono professionisti con competenze trasversali, portano valore aggiunto anche in termini di cultura d’impresa, sono in grado di rispondere con efficienza a bisogni di nicchia e contribuiscono all’innalzamento del benessere sociale delle comunità in cui operano. Ma sono anche imprese che hanno bisogno di un ecosistema aperto all’innovazione, alla creatività, snello e reattivo, il più possibile accessibile e semplice nella normativa.

Come sarà Brescia nel 2030?
Secondo noi sarà esattamente come la stiamo immaginando adesso: ambiziosa nella visione, attenta ai più deboli e con obiettivi condivisi. Con L’ADU prendiamo l’impegno di portare avanti la nostra scommessa sul futuro innovativo e sostenibile facendo già oggi scelte strategiche.

Ma non possiamo fare la smart city da soli.

 

MO.CA

 

Per questo, vogliamo contagiare e aggregare le altre realtà presenti nella città e nel territorio, che già hanno lavorato con il Comune su progetti specifici, ma che vorremmo coinvolgere con sempre maggiore costanza nella costruzione di un progresso e di una resilienza del territorio che abbia alla base il confronto, il dialogo e la condivisione degli obiettivi.

 

 

 

 

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