Bevo o guido?

Laura Castelletti, 29 maggio 2010 » pensieri in libertà

dopo la serata di giovedì da spaceworkio non bevo guido organizzata da parlabrescia (bella iniziativa!) , un incontro conviviale sul tema della prevenzione della guida sotto gli effetti dell’alcol, ho avuto modo di  riparlarne con andrea (ciodo), matricola universitaria che vive  intensamente la città e le sue nottate. oggi mi ha mandato le sue riflessioni che pubblico di seguiro.

“l’altra sera ci siamo visti all’incontro sul tema della prevenzione della guida sotto gli effetti dell’alcool e delle droghe: immagini forti per un messaggio importante e delicato che, purtroppo, fa ancora troppa fatica ad entrare nelle teste di molte persone. se da un lato è stato confortante notare molti giovani presenti ed interessati, dall’altro non mi sono risparmiato alcune considerazioni in proposito.

pur essendo stato io per primo vittima di una sospensione della patente a causa di un’irrisoria quantità di alcool riscontratami durante un controllo, pur rendendomi conto della pericolosità del fenomeno e pur avendo la pelle d’oca quando guardo i telegiornali del weekend, ritengo che le misure preventive adottate (e non mi riferisco al pattugliamento delle strade) non siano sufficientemente ponderate alla gravità del problema.

come moltissimi ventenni, anche io spesso frequento locali e discoteche dove tutti possono bere alcolici indipendentemente dall’orario e dall’età. per non parlare del largo uso di ecstasy, erba e cocaina che avviene sotto gli occhi di tutti.

mi rendo conto che per quanto riguarda le droghe la “colpa” non possa essere addossata (almeno fino a prova contraria) ai gestori dei locali, ma il punto cruciale di questo intervento riguarda l’alcool ed io non ho intenzione di dimenticarmene. come non mi dimentico che la legge stabilisce un limite orario per la vendita di alcolici, precisamente fissato “almeno mezz’ora prima della chiusura del locale”.

e siccome ho una memoria ferrea non mi dimentico neanche del fatto che (ed è sempre la legge a dirlo) l’età minima per poter ottenere una bevanda alcolica è fissata a 16 anni. eppure, appena prima della “chiusura”, anche i 14-15enni hanno in mano beveroni multicolore. è chiaro che le discoteche svolgono un’attività a tutti gli effetti redditizia, dove per massimizzare i profitti vendono tutto a tutti da mezzanotte fino alle 5 no-stop. e lo fanno (solo) perché sanno che non verranno mai sanzionati né per l’una né per l’altra cosa.

quando invece i controlli ci sono, vengono saltuariamente ispezionati solo alcuni locali, ai quali viene comminata una multa che evidentemente costa loro meno di una sorveglianza e del rispetto delle regole.

ebbene, in inghilterra per poter bere una pinta di birra devi essere munito di documento.

Se non ce l’hai con te non te la servono.

Se glielo mostri controllano almeno due o tre volte che tu abbia (almeno) 18 anni.

E non è finita, perché se ti avvicini barcollando al bancone per ordinare l’ennesima pinta dimostrando di essere un pochino “oltre”, il barista te la rifiuta.

Chissà come mai…

Forse perché gli inglesi hanno un senso di civiltà superiore al nostro?

Forse perché vogliono dare il buon esempio al resto del mondo?

O perché sono tutti cretini e amano lavorare “per sport” facendo di tutto per incassare 10 £ in meno anziché 5 in più?

O, ancora più semplicemente, perché se entra un poliziotto (e ci sono buone possibilità che capiti) e lo coglie in flagrante gli dà una multa da 3000 sterline e gli chiude il pub?

Andrea Malchiodi (Ciodo)

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5 Responses to “Bevo o guido?”

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  2. Stefania I. ha detto:

    Bravo Bravissimo, un piacere leggere queste parole scritte da un ventenne e non da un quarantenne. Inutile descrivervi come irresponsabili quando i primi ad esserlo sono proprio coloro che dovrebbero controllare e vigilare sulla legalità.

  3. Stefano ha detto:

    ciao andrea,
    è vero quello che dici sulla legislazione esistente, (che giustamente va fatta rispettare) ma credo che la chiave per vincere questa sfida sia responsabilizzare il cliente, non scaricare il controlo e le limitazioni sui gestori dei locali; ho lavorato per più di dieci anni in bar e locali notturni quindi so cosa avviene dietro e di fronte al banco.
    dico questo perchè ho imparato che se una persona vuole bere, troverà sempre il modo per eludere il bar: ed la birra presa allo shop 24H, comprare alcolici al supermercato.. oppure più semplicemente, esattamente come avviene in inghilterra, al momento del suono della campana basta chiedere due giri anzichè uno. in questi casi cosa deve fare il gestore?
    l’inghilterra la conosco molto bene, e non la citerei affatto come esempio nella lotta all’alcolismo: la il problema dell’abuso di alcol (anche tra minori) ha assunto dimensioni da piaga nazionale, ti assicuro che non ho mai visto gente tanto sbronza come nel regno unito, nonostante tutte quelle regole e quei controlli a pub e club.
    cosa c’è di diverso? che a londra tornano a casa con il Night Bus o con il taxi.
    non tutti purtroppo! infatti non sono esenti dalle morti per guida in stato di ebrezza, ma questo dimostra che bisogna cambiare la mentalità del cliente: bisogna imparare a non bere non perchè il bar ce lo nega, ma perchè sicuramente incontreremo un controllo per le strade.
    in questo modo chi vuole bere e non guida (e non è molesto) è libero di farlo, senza subire restrizioni che sono indirizzate a chi deve guidare.
    Stefano

  4. Graziano ha detto:

    ciao a tutti, io sono d’accordo su tutto ciò che serve per prevenire ogni forma di danno alle persone. Non capisco perchè uno per divertirsi il fine week-end debba per forza bere o prendere pastiglie che ti aiutano a sorridere ad essere più aperto più disinvolto. Questo mi sembra molto triste. Non ci si confronta, non si vogliono critiche si vuole essere tutti dei numeri UNO. E’ scontato lo so, ma la vita è bella per la sua ricchezza a 360gradi.Graziano

  5. Andrea Malchiodi (Ciodo) ha detto:

    Io non voglio “scaricare il controllo e le limitazioni sui gestori dei locali”, voglio solo far notare che ci sono paesi dove questo avviene. Paesi (e non solo l’Inghilterra) dove i singoli baristi ricevono ordini dall’alto su quali comportamenti adottare in determinate situazioni. Se vuoi una mia opinione, questo avviene nei Paesi dove si ha la certezza che il mancato rispetto di una norma porti ad una sanzione certa e tosta.

    Il fatto che chiunque possa sempre avere con sé dell’alcool non può essere (e mai potrà) essere controllato: c’è chi tiene le bottiglie di vodka nascoste nel baule per il pre-serata, quelli che in autogrill non possono bere un caffè corretto ma possono comprarsi 1 litro di grappa e così via…

    Per quanto riguarda l’alcolismo nel Regno Unito, io penso che una gran parte derivi dalla stessa legislazione restrittiva: sono tanti i ragazzi che, vedendosi rifiutate le pinte a 14 anni, appena compiuti i 18 ne bevono 8 ogni sera. D’altronde, come dici tu, “chi vuol bere e non guida è libero di farlo”, e sicuramente le troppe restrizioni causano un’insita voglia di reazione nei giovani.

    A Londra, è vero, ci sono gli autobus notturni. Anche io lo prendevo sempre, a Brighton. L’Inghilterra è famosa anche per gli autovelox su qualsiasi strada a scorrimento veloce, per i pattugliamenti notturni, per i posti di blocco, per i cani antidroga in qualsiasi stazione, ecc.

    E chi paga tutti questi controlli?

    Le tasse in Inghilterra sono più basse che in Italia (ci vuole poco) e i contribuenti inglesi sono di più di quelli italiani (ancora, ci vuole poco). Sto cambiando argomento, lo so, ma anche in questo caso il principio è lo stesso: ci sono paesi (USA, ad esempio) dove se evadi le tasse ti vengono a prendere a casa e ti arrestano; in Italia, poverini che siamo, l’evasione fiscale è una moda, tanto mica ti beccano…

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