Adro, i simboli padani e il silenzio della Prefettura

Laura Castelletti, 30 settembre 2010 » non mi piace, politica

il sindaco di adro afferma che “i simboli nella scuola per ora restano”, contemporaneamente gli onorevoli corsini e ferrari si chiedono che parte fa il prefetto in tutta questa vicenda. purtroppo nessuna parte, nessun ruolo mi pare di capire. a questo punto c’è da chiedersi quale funzione abbia la prefettura sul territorio locale.

pubblico l’interrogazione perchè ne condivido il contenuto.

interrogazione a risposta urgente

in commissione affari costituzionali

al ministro dell’interno on. roberto maroni

premesso che:

  • la vicenda della scuola di adro, in provincia di brescia, è ormai universalmente nota;
  • siamo di fronte ad una iniziativa, promossa del sindaco di adro, emblematica del regime “leghista – padano” che si intende instaurare nella scuola pubblica;
  • il caso rappresenta un esempio tipico di una visione proprietaria delle istituzioni;
  • è evidente l’intento di strumentalizzare, mediante una “pedagogia leghista”, a scopi di parte, palesemente partitico – politici, i giovani adolescenti che frequentano la scuola;
  • lo stesso presidente della repubblica, on. giorgio napolitano, è intervenuto a stigmatizzare l’accaduto, pronunciando parole rigorose ed invocando, oltre alla fine di “sfide e provocazioni”, la rimozione dei simboli leghisti;
  • il prefetto di brescia, dott.ssa brassesco pace, sempre presente in termini esornativi a manifestazioni di rappresentanza, ad inaugurazioni e celebrazioni, non ha preso alcuna posizione, assumendo un atteggiamento pilatesco e, facendo finta di non vedere, non ha richiamato pubblicamente il sindaco al rispetto delle norme connesse all’utilizzazione di bandiere e simboli nelle sedi pubbliche.

i sottoscritti interrogano per sapere:

  • quali iniziative il sig. ministro abbia intrapreso per richiamare il prefetto all’esercizio delle sue funzioni e dei suoi doveri;
  • se il sig. ministro intenda assumere misure nei confronti del prefetto e procedere, come è negli auspici degli scriventi, al suo trasferimento da brescia.

on. paolo corsini on. pier angelo ferrari

Roma, 29 settembre 2010

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10 Responses to “Adro, i simboli padani e il silenzio della Prefettura”

  1. segugio ha detto:

    Teletutto ha intervistato il Prefetto sul caso Adro. Mi dicono che abbia aperto il tg delle 19.30 di giovedi 30 settembre…

  2. Laura Castelletti ha detto:

    Certo che Citta su TT non perde un colpo… 😉
    Debole la risposta del Prefetto

  3. Mario Filippi ha detto:

    Laura, gli onorevoli Corsini e Ferrari sono forse gli stessi (con Galperti) votati dai cittadini bresciani più di due anni fa? Se così fosse sarebbe magnifico, ne avevamo perso la traccia.
    PS: ottimo il Tuo blog, bel lavoro, vai avanti.

  4. Laura Castelletti ha detto:

    Vedremo se si tratta di un ritorno o di una apparizione “in odore di elezioni politiche”… 😉
    Grazie per l’incoraggiamento!

  5. Roberto Bruce ha detto:

    “emblematica del regime “leghista – padano” questa e’ davvero bella …che ricordi io gli unici regimi del nostro secolo che abbiamo vissuto sono socialista comunista e fascista e mi pare che uno di questi sia di un suo ( ex novo ) partito onorevole Castelletti .
    “mediante una “pedagogia leghista”, a scopi di parte ” in fondo e’ sempre quello che avete attuato voi con professori di sinistra.
    Circa le dimissioni del Prefetto come mai non le avete mai chieste durante i vostri 30 anni di governo ? Eppure di motivazioni ve ne erano a decine …campi nomadi abusivi , immigrazione incontrollata , i centri sociali che occupavano aree pubbliche abusivamente…com’e’ egregio Onorevole si e’ svegliata solo oggi ?

  6. Laura Castelletti ha detto:

    Non sono Onorevole come Lei molto bene sa (non ho idea se lo sia Lei perchè non la conosco) e quindi mi chiami semplicemente Laura, a me va benissimo. Grazie. E’ più gradevole confrontarci senza prenderci per i fondelli.
    Nel secolo che abbiamo appena vissuto di regimi ne abbiamo conosciuti molti, moltissimi e in tutto il mondo. In Italia abbiamo avuto solo quello fascista e ci è bastato, nessuno vuole che si ripeta. Anche allora i simboli nelle scuole facevano parte di un percorso pedagogico ed educativo del regime. Meglio intervenire con determinazione ai primi segnali in quella direzione.

    Sui professori comunisti (non socialisti, comunisti…c’è una gran bella differenza) e sull’uso del loro ruolo educativo nell’ambito della scuola potremmo, la cosa forse la sorprenderà, trovare molti più punti d’incontro di quanto pensa. Qualcuno di questi insegnanti, negli anni delle BR e del rapimento Moro, l’ho sperimentato anch’io a scuola e questo ha rafforzato il mio essere anticomunista per trasmissione genetica (pure antifascista sono per trasmissione genetica!).

    Le dimissioni del Prefetto non le ho mai chieste nel passato? Semplice, non mi sono mai state offerte ragioni serie per farlo.

  7. Roberto Bruce ha detto:

    Consigliere Laura , credo che l’unica cosa che ci accomuna sia l’antifascismo non credo proprio sull’anticomunismo a meno che lei voglia cancellare in pochi secondi i 50 anni di storia del PD DS PDS ulivo o quercia che dir si voglia e riscrivere per intero la biografia di D’alema , Corsini ecc. massi basta cosi poco come ad esempio RIFORMISTI , ecco riformisti e’ il termine adatto , negli ultimi 20 anni con questa parola si sono sciacquati la bocca molti ( ma tanti assai ) politici italiani. E sul socialismo internazionale , nulla di nulla …nessun regime , tutto rose e fiori ? Vabbe’ prendiamo allora il socialismo italiano , pero’ partiamo dagli anni d’oro del PSI diciamo quello di Craxi per intenderci che lei conosce molto bene ( 1986-1991 )partiamo da li non da quello di Nenni e Pertini……detto questo lei crede ancora di essere nella posizione per poter parlare di REGIME ?
    Cordialita’

  8. sabino ha detto:

    Chissà se in Italia un giorno ci limiteremo a discutere del “problema” (in questo caso la scuola di Adro) senza commentare le posizioni politiche …..
    Quando raggiungeremo quel punto, cominceremo a crescere.
    Cordialità

  9. VULCANITA ha detto:

    Anche Acqui Terme (AL) è stata colpita numerose volte dall’ideologia padana.
    Qua sotto i link di una lecture-performance che ho tenuto lo scorso 19 settembre ad Acqui Terme. Un’analisi storica su come la città di Acqui Terme sia laboratorio d’imposizione di potere politico attraverso l’utilizzo di simboli in luoghi pubblici.
    1° parte: http://www.youtube.com/watch?v=GyjyTUkoLPQ
    2° parte: http://www.youtube.com/watch?v=dux109AFrj8

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