Accà nisciuno è fesso

Laura Castelletti, 1 settembre 2010 » non mi piace, urban center

il 26 agosto, a proposito di pensilina e “cubo bianco”, scrivevo: “cosa è accaduto dall’ultima occasione di discussione istituzionale (commissione urbanistica del 9 marzo) a oggi per far cambiare parere alla lega sull’argomento? ricordo molto bene, e lo riportano chiaramente anche i quotidiani locali di quei giorni (piazza rovetta, il cubo bianco divide anche la maggioranza), gli  interventi dei consiglieri leghisti che con convinzione bocciavano la scelta estetica del “cubo bianco”. dopo quelle dichiarazioni della lega è calato, da parte loro,  il silenzio. silenzio mai interrotto. strano che nessuno si chieda o che nessuno dei giornalisti domandi come mai un radicale cambio di giudizio?”

prontamente, il giorno dopo, l’assessore labolani mi ha risposto sul suo blog dichiarando che: la condivisione del progetto dell’ing. venturelli, vincitore del concorso, è totale da parte dell’intera coalizione di maggioranza. si, avete letto bene, condivisione totale!

Questa mattina, su Bresciaoggi ( Cubo bianco, la Lega frena ), il capogruppo della Lega Nord Nicola GallizioliLa Lega conferma, come  ho scritto, tutte le perplessità già espresse in commissione Urbanistica a proposito del «cubo bianco». Dichiara infatti: «L’idea di fare una sala studio in questa zona della città  ci trova pienamente d’accordo. Quello che non ci convince, anzi non ci piace proprio, è quel progetto». La Lega non si ferma lì e dice che la soluzione è una sola: «Si tratta di verificare soluzioni alternative». Si, avete letto bene, SOLUZIONI ALTERNATIVE!

Gallizioli mette in discussione anche l’iter del progetto:«Dopo aver verificato soluzioni alternative bisognerà tornare in commissione Urbanistica e ripassare in Consiglio anche perchè la pensilina non fa cubatura e il piano regolatore non prevede oggi in quella piazza alcuna cubatura. Si tratta insomma di fare una vera e propria variante urbanistica». Il capogruppo della Lega, alla faccia della dichiarata CONDIVISIONE TOTALE, chiede anche che ci si avvii a un chiaro accordo in maggioranza: «Se non si vuole creare una rottura è da lì, dall’accordo di maggioranza che bisogna partire».

Anche il Presidente della Commissione Urbanistica Marco Toma (qui non siamo in area Lega, ma PdL), pur facendo parte della maggioranza, dichiara che «Il progetto da realizzare lì dev’essere ancora visto, discusso e deciso. Non è detto che un progetto, per il solo fatto di aver vinto un concorso, vada necessariamente realizzato». Il presidente della commissione aggiunge poi una riflessione che condivido totalmente quando dice “Bisogna fare le cose con la massima condivisione, anche dei cittadini, e il sito dell’Urban center potrebbe essere utile per questo tipo di confronto.”

Possiamo dire, senza il rischio di essere smentiti, che la maggioranza perde pezzi  sull’ “Ara Paroli”  come  scherzosamente in città è stato battezzato il cubo bianco.

Lascio perdere le polemiche e provo a guardare avanti. L’Urban Center è ormai pronto a partire, perchè non incominciare la sua attività proprio con un confronto aperto ai cittadini sul cubo bianco? Sarebbe una importante occasione di partecipazione. Spero che la Lega, che ritiene più di altri di cogliere umori e stati d’animo della città, voglia condividere con me questa indicazione. Ora è l’assessore Vilardi che deve saper sfruttare al meglio le potenzialità dell’Urban per coinvolgere i bresciani. Serve coraggio politico per incominciare.


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9 Responses to “Accà nisciuno è fesso”

  1. andrea echorn ha detto:

    Ripeto: la piazza deve rimanere vuota; la piazza è essenziale, riempire spazi vitali credendoli dei vuoti da colmare è un errore. Quanti edifici da rivalutare ci sono a Brescia che potrebbero ospitare qualsivoglia attività e ufficio? L’architettura contemporanea non può non tener conto dell’eredità industriale della nostra città (che già continua a subire scempi).
    Piazza Rovetta vuota!

  2. Laura Castelletti ha detto:

    riprendo qui il “dialogo” tra me e l’assessore Labolani sulla bacheca di facebook

    Mario Labolani:
    – Laura qui nessuno è fesso ma neanche con le fette di salame sugli occhi. Il giochino è talmente chiaro perchè manovrato sempre dagli stessi che da anni lavorano per un determinato progetto che i cittadini bresciani hanno mandato a casa. Te lo ridico così eviti le pessime figure nel futuro: 1) stiamo smontando la vecchia pensilina come avevamo inserito nel programma elettorale. 2) La società civile bresciana ha voluto e approvato un concorso d’idee che ha dato un risultato.3) Noi i risultati dei concorsi d’idee li riconosciamo e li eseguiamo, a differenza di chi precedentemete (anche tu eri in quella maggioranza) li cestinava4) abbiamo sempre detto insieme al vincitore che si poteva modificare il progetto a seguito di ossevazioni costruttive 5) Non ho dubbi sulla condivisione degli amici Nicola e Marco nella costruzione dell’aula studio in Largo Formentone. 6) leggi con molta più attenzione l’intervista anzi prendi il telefono e chiama personalmente i due consiglieri e forse ti chiarirei le idee. 7) Perchè non pubblichi e commenti anche l’articolo di lato del Touring Club Italiano? 8) l’Urban Center non è il luogo dove i progetti che non piacciano a qualcuno vengono cambiati perchè altrimenti l’Urban Center è morto ancora prima di nascere. Per ultimo serve coraggio politico per ricominciare : è vero ma serve coraggio politico anche per il lavoro del passato accettato per convenienza politica in silenzio.
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    Laura Castelletti:
    – Caro Mario, qui nessuno gioca, certamente non io. Le dichiarazioni fatte da te, me, Gallizioli e Toma sono tutte verificabili attraverso le fonti linkate sul mio blog. Chi legge può condividere o dissentire. Lascerei ai lettori il giudizio. Perchè non pubblico i commenti del Touring Club Italiano? Perchè il mio è un blog e non mi occupo della rassegna stampa del Comune di Brescia. Scrivo di ciò che mi pare politicamente significativo. Cosa penso dell’Urban Center? Penso all’Urban Center come a un luogo dove le informazioni vengono condivise e dove fare proposte. Proposte che l’amministrazione deciderà di fare sue se lo riterrà opportuno o altrettanto liberamente di non recepirle. Scusa Mario, se tu scrivi al punto 4 (anche tu come Berlusca detti i punti…) “abbiamo sempre detto insieme al vincitore che si poteva modificare il progetto a seguito di ossevazioni costruttive” perchè non vuoi pensare all’Urban come al luogo dove far nascere le osservazioni costruttive?
    L’ultima battuta la trovo davvero gratuita.Quando stai in una coalizione con altre forze politiche è sempre una continua ricerca di equilibrio. A volte è la tua linea che passa, altre è quella del tuo alleato. In alcune occasioni gli scontri sono pubblici, altre nelle stanze della Loggia. Lo è stato per me, dubito che non lo sia anche per te. Potrei fare esempi ma non mi pare il caso.
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  3. Laura Castelletti ha detto:

    @Andrea: condivido

  4. agostino ha detto:

    Accà nisciuno è fesso. Delle due l’una: o il concorso è condiviso, approvato, accettato, piaciuto ecc… ed allora nessuna variazione al progetto può essere apportata e si dovrebbe avere il coraggio di andare fino in fondo (perchè apportare modifiche se tutti sono d’accordo?), oppure si dica chiaramente che il cubo non piace (perlomeno non piace a tutti). Ma allora non può essere concordato alcunché, men che meno alcuna modifica del progetto, altrimenti sarebbe una presa in giro dei 90 e rotti partecipanti al concorso e della cittadinanza. Sarebbe un incarico diretto mascherato da concorso. L’ordine degli Architetti avrebbe qualcosa di ridire? E le modifiche chi le approverebbe, la giuria del concorso, i cittadini, Labolani in persona? Dire dilettanti allo sbaraglio è una offesa per i poveri dilettanti….

  5. Maddalena Pasquali Coluzzi ha detto:

    @Amdrea e @Laura : condivido anche io

  6. Qol Sakhal ha detto:

    Ma perchè, cari Laura e Mario, vi dite cari l’una all’altro e viceversa quando non lo siete per nulla? Meno formalismi, prego!
    Per quanto riguarda la pensilina, premesso che non ho mai ben capito che significhi “riempire gli spazi vuoti”, espressione connaturata a quegli architetti che non sanno creare, confesso che a suo tempo non mi era piaciuta ma ora mi ci sono abituato e mi spiacerebbe che venisse deportata in qualche sperduto campo.
    E il costo dell’operazione? Val la pena buttare tutti quei soldi solo per una ripicca politica? In Largo Formentone, o Piazza Rovetta che dir si voglia, sono state tolte anche le panchine messe dalla precedente Giunta: vi pare che dal punto di vista estetico e della freuqntazione la situazione sia migliorata?

  7. COHAC ha detto:

    IN PIAZZA ROVETTA SOTTO LA PENSILINA , VEDREI UNA VENTINA DI BANCHI FISSI COME AL MERCATO DELLE ERBE DI BOLZANO (FRUTTA , VERDURA , SALUMI E FORMAGGI TIPICI , FIORI ,VINI E MIELE ) CON UN RIGIDO DISCIPLINARE SULLA QUALITA’,PERCHE’ NON SCADA , COME STA’ AVVENENDO AL MERCATO DI PIAZZA ERBE A VERONA .AGGIUNGEREI INOLTRE UN ANGOLO CON UN PICCOLO BACARO PER CICCHETTI IN PIEDI.RITENGO CHE LA SPESA NON DOVREBBE SUPERARE GLI 80.000 EURO PREVENTIVATI PER IL TRASLOCO . MINOR DISAGIO PER TUTTI ,TASSELLO DI UNA POLITICA CAPACE DI RIVITALIZZARE IL CENTRO.

  8. Massimo minini ha detto:

    Vedo dalle date cge e’ da settembre 2010 che non ci sono commenti. No comment? Niente daa dure su quello che e’seguito? Come sapete sono stato l’unico a dire che la pensilina era bella. Nel migliore dei casi si e’ scritto che era cosi’ cosi’. Ho scritto lettere e fatto anche un si- in sotto la P. Ma niente. Zac,zac e via. Ottantamila a snontarla, duecentomila a rimontarla e avanti Savoia…
    Lotta all’evasione ? Direi lotta agli sprechi. Non e’ anche questa un’evasiine? Trecentomila buttati al vento, piu’ i soldi del nuovo concorso che appare ormai certo fara’ la fine del ponte di Messina.
    E per quanto riguarda l’estetica il cubo bianco e’ bello o brutto? Chi lo sa. Chi lo puo’ dire. Dai giornali meta bello e meta’ brutto. Opinione pubblica divisa. Il fatto e’ che su certe cose non si deve consultare l’opinione pubblica, senno’ si va in stallo. La recente disavventura italiana lo dimostra. Se ci affidiamo ai sondaggi, se chiediamo Cristo o Barabba, la risposta e’ senza dubbio Barabba.
    politique d’abord? No grazie, andava bene nel ’68 come slogan. Poi la politica e’stata infiltrata da una banda di maneggioni, e siamo al disastro odierno. Per tirarci fuori da questo, un vecchio comunista ha dovuto chiedere aiuto a gente fuori del giro, non politici, tecnici, societa’ civile. La ” politica” nell’accezione attuale si dimostra incapace di risolvere i problemi. Anzi, li crea. Un Urban center, una Direzione Musei, una galleria d’arte pubblica e autorevole, un legame con l’universita’ che oggi pare un corpo estraneo….questi sarebbero i momenti per le scelte, decisioni, incontri, tavoli di discussione. Questa sarebbe una aggiunta di valore e non una indebita ingerenza.
    Naturalmente e’impensabile che la ” politica” si spogli di sua spontanea volonta’ di questi poteri.
    Bisogna darle una mano….

  9. marisa soriani ha detto:

    a volte si ha l’impressione di essere all’asilo Mariuccia, assistendo a ripicche tra bambini malcresciuti, questo è mio, questo l’ho fatto prima io, allora te lo rompo … ecco sì l’impressione è questa e la pensilina è solo la punta dell’iceberg. Ma qui non si tratta di bambini ma di amministratori pubblici che perdipiù gestiscono il nostro territorio ed i nostri soldi. La cittadinanza è stanca di queste scaramucce da persone immature e il nostro desiderio è quello di mandare tutti a casa … e ricominciare da capo.
    Tornando alla pensilina … Non vedo per quale motivo si debba a tutti i costi riempire uno spazio vuoto, gli spazi si riempiono con le idee e sicuramente quell’astronave bianca orrenda non mi sembra proprio una bella idea. Riportiamo la pensilina al suo posto, come già diceva qualcuno, e riempiamola di bancarelle di frutta e verdura se vogliamo rispettare la tradizione della piazza; oppure, e mi sembra l’idea migliore, riempiamola di alberi e di panchine; nel cuore del centro manca uno spazio alberato per dare ristoro alla calura estiva e una mitigazione al pessimo stato dell’aria; e la pensilina? mettiamola al parco di Campo Marte …

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