A2A: squadra che perde non si cambia

Laura Castelletti, 8 giugno 2012 » Loggia, non mi piace

 

il 7 maggio in consiglio comunale non ho votato il documento che tutti si ostinano a chiamare “mozione bipartisan a2a“, ma che andrebbe invece denominato “mozione quadripartitica” (pdl-lega-udc-pd), per le tante ragioni che ho scritto  e alle quali si aggiunge  la convinzione della sua debolezza nell’incidere sulle scelte che a breve si sarebbe andati ad assumere.

così è stato.

e’ passato infatti poco più di un mese e le prime decisioni, verso la nomina del nuovo consiglio di gestione di a2a, paiono andare in tutt’altra direzione rispetto alle indicazioni date dal sopra citato patto quadripartitico.

 

 

da qualcosa più che indiscrezioni sappiamo che renato ravanelli e paolo rossetti, direttori generali dell´utility, dovrebbero essere confermati in un consiglio di gestione presieduto da graziano tarantini (ex presidente del consiglio di sorveglianza). la conferma finale l’avremo solo lunedì prossimo  quando il consiglio di sorveglianza, come da statuto, ufficializzerà i nomi espressione delle liste di brescia e milano.

lo scrive oggi,  in modo molto chiaro, giovanni armanini nell’articolo “a2a”, ravanelli e rossetti verso la conferma:

 

al punto 4 («deleghe e poteri») della mozione di indirizzo condivisa dai quattro partiti si legge: «nel periodo necessario a rivedere l´assetto della società si devono comunque ridefinire i poteri dei due direttori generali, che peraltro non dovrebbero più far parte del consiglio di gestione». circola tuttavia un´interpretazione milanese secondo la quale, nel sistema duale, non essendo previsto il ruolo dell´amministratore delegato, «i due direttori generali non possono non entrare nel cdg». fermo restando che quella di ravanelli sarebbe una scelta legittima da parte di milano, più «curiosa» sarebbe la nuova fiducia bresciana per rossetti, chiaramente divergente rispetto alle linee guida consiliari. rimane il fatto – secondo alcune fonti – che la posizione espressa dalle forze politiche nel documento era fortemente critica nei confronti della gestione ravanelli degli ultimi quattro anni, e la sua conferma testimonia una diversità di vedute tra i due azionisti di riferimento (nonostante le dichiarazioni di unanimità rilasciate da bruno tabacci e fausto di mezza). sempre che, improvvisamente, ravanelli non diventi in a2a un fautore della «brescianità di matrice industriale ereditata dall´esperienza di asm» auspicata dalla loggia.

 

se fosse vera l’interpretazione secondo cui i due direttori generali devono stare di diritto nel cdg per un fatto diciamo “legale” la situazione risulterebbe anche peggiore: significherebbe che il consiglio comunale ha discusso su un documento formalmente inaccettabile. sarebbe una magra figura da stenterelli della politica.

 

 

 

in  questi 4 anni, e in particolare durante la seduta di consiglio dedicata al futuro di a2a, gli attacchi ai vertici dell’azienda si sono sprecati. i bilanci deludenti, gli indicatori economici che peggiorano di giorno in giorno, operazioni fallimentari come montenegro hanno portato i gruppi consiliari bresciani ad esprimere giudizi  negativi molto pesanti e la richiesta di un ricambio dei manager. richiesta avanzata, o forse bisogna dire gridata, in più occasioni anche dall’assessore milanese tabacci che proponeva senza mezzi termini un “radicale ricambio ai vertici dell’azienda“.

pare proprio che nulla cambierà, anzi.

che dire, nonostante sia stata suonata la grancassa per la “mozione quadripartitica” l’impressione è che brescia continui a fare la parte dell’ospite in casa sua.

 

 

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3 Responses to “A2A: squadra che perde non si cambia”

  1. COACH ha detto:

    BEL PASTICCIO A2A MONTENEGRO.CHI HA GOVERNATO LO HA FATTO CON INSIPIENZA, CHI DOVEVA SORVEGLIARE NON LO HA SAPUTO O VOLUTO FARE E SE NON SBAGLIO I VERTICI IN PARTE, A RUOLI INVERTITI,SONO STATI RICONFERMATI. W LA COMPAGNIA DI GIRO!!! PS. SCAJOLA MUOVE I FILI, MENTRE A BRESCIA I PARTITI INCIUCIANO.

  2. claudio bragaglio ha detto:

    Penso, cara Laura, di condividere le tue preoccupazioni. Anch’io, con te, mi sono differenziato nel voto sul Documento A2A in Consiglio proprio in ragione del fatto di non poter dare fiducia a coloro che ne avrebbero dovuto dare coerente esecuzione. Non per un sospetto, ma per le comprove negative avute già in diverse occasioni, ed in particolare per il comportamento del sindaco Paroli. Ricordo bene come si arrivò all’azzeramento della precedente governance ed alla liquidazione di Fermi. La vicenda dei direttori temo sia la prima delle conferme d’una firma imprudentemente data in calce ad una cambiale in bianco… e nell’avvio d’una campagna elettorale.brg

  3. penna di falco ha detto:

    Il nuovo vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza di A2A, l’ex assessore Di Mezza rilascia alla stampa dichiarazioni molto confortanti su A2A.

    Pare che oggi tutto sia stato rimesso in ordine ed in funzione, e sia stata imboccata la strada giusta, nonostante i guasti creati nel periodo 1999 – 2012.
    Guasti cui con tutta evidenza devono aver fornito un buon contribuito gli amministratori nominati dallo stesso Di Mezza, dopo l’epurazione dei precedenti amministratori, rimasti in carica di fatto solo 12. Mesi
    Epurazione effettuata con il contributo determinante dello stesso Di Mezza.

    I vecchi consiglieri nominati da Paroli, in occasione del recente rinnovo sono stati in larga misura confermati, nonostante i risultati considerati così deprecabili fino a 15 giorni fa.

    Di Mezza manifestò anche a più riprese la possibilità che il Comune di Brescia cedesse in tutto od in parte la propria partecipazione in A2A. Di Mezza affermò poi più volte che gli utili dovevano essere corrisposti ai Comuni, a prescindere dalla loro effettiva esistenza e consistenza: gli utili a prescindere appunto.
    L’esatto contrario di quanto dichiarato dal nuovo presidente del Consiglio di Sorveglianza Pippo Ranci.

    Al cambio di poltrona corrisponde un cambio di pensiero, evidentemente.
    Vuoi vedere che Di Mezza comincia a pensare che nel 2013 potrebbe essere riproposta la stessa linea seguita da Paroli in quanto a nomine fiduciarie nelle aziende del Comune?
    Ah, dimenticavo, il titolo oggi quota 0,42, con una perdita di 5,70% circa. Non male.

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