850 giorni di “Giunta del fare” in Largo Formentone

Laura Castelletti, 24 dicembre 2012 » Loggia, non mi piace, politica

il 27 agosto 2010 l’assessore labolani intitolava un suo post

 

“pensilina, è la giunta del fare”, in tempi rapidi e con risultati concreti

 

 

ricapitoliamo che cosa è successo nei mesi successivi dopo lo smontaggio della struttura (qui i costi)

prima l’idea di recuperare la pensilina e trasformarla in una luminosa sala di lettura.

 

 

poi il concorso d’idee e l’identificazione del progetto chiamato familiarmente “labocubo” dai bresciani.

 

 

mentre sul progetto andavano consumandosi lotte intestine alla maggioranza (senza risparmiarsi colpi  e ancora colpi), largo formentone veniva lasciato a se stesso e spesso trasformato in parcheggio a cielo aperto,

 

 

talvolta in deposito,

 

 

altre ancora in luogo della protesta e del bivacco (“monumento” del fallimento della giunta paroli)

 

 

nel gennaio scorso (circa un anno fa) il colpo di scena: il labocubo scompare dal bilancio annuale e da quello triennale delle opere pubbliche. recito con un post il rip.

 

 

e’ chiaro che alla giunta la sconfitta brucia. i bresciani non dimenticano da un lato la promessa fatta, dall’altro le considerevoli spese sostenute per il “nulla”.

a questo punto, sempre sul blog dell’assessore labolani, il 30 maggio 2012 compare una nuova decisione:

 

il cubo si farà. e’ stato approvato, ha regolarmente vinto il concorso di idee e sarà l’occasione per far rivivere il quartiere, di portavi giovani studenti ed aiutare le realtà commerciali. nel frattempo, però, non lasceremo sguarnita la piazza. in largo formentone allestiremo uno spazio espositivo delle grandi opere dell’artista bresciano stefano bombardieri, una sorta di traliccio abitato dai suoi splendidi animali. e’ un’idea che ho portato e sostenuto ieri in occasione dell’incontro sul futuro del centro storico, quando si sono valutate vari suggerimenti ed ipotesi per il suo rilancio. il costo sarà di 17 mila euro e servirà, a fronte di una spesa molto bassa rispetto ad altre istallazioni, ad arredare d’arte una delle più centrali piazza della città. sarà una curiosità per i turisti, un biglietto da visita dell’arte made in brescia e un decoro di sicuro effetto per grandi e piccini.

 

 

non se ne è saputo più nulla.

sono trascorsi  28 mesi (850 giorni per la precisione) da quel 27 agosto di cui scrivo in apertura, ecco cosa la “giunta del fare”  ha realizzato per la spesa di 40.000euro: un teatrino dei burattini con prato sintetico e panchine.

 

 

Ho esaurito i commenti nel post che avevo scritto alcune settimane fa per invitarli a desistere da tale scelta, francamente non mi restano altre parole (almeno che posso pronunciare in pubblico).

Penso semplicemente che è bene che non governino per altri 5 anni. Sono impegnata perchè ciò non accada.

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24 Responses to “850 giorni di “Giunta del fare” in Largo Formentone”

  1. Egidio ha detto:

    Non male. Tanti auguri cara Laura, Buon Natale e Buon Anno. Grazie per quello che fai e che farai.

  2. Alberto Mancini ha detto:

    Quindi fammi capire…
    A Natale o anche oggi ci sarà la possibilità di vedere le loro facce nel teatrino?

    Buon Natale Laura.
    Magari dopo le feste ti chiamo.
    Alby

  3. Luca ha detto:

    Tutto ciò è semplicemente pietoso. Il fatto poi che sia accanto alla Loggia lo rende tragicomico. Una dimostrazione di incapacità di progettare e realizzare di queste proporzioni è inimmaginabile per amministratori che hanno responsabilità su questioni ben più importanti dell’arredo di una piazza.
    A questo punto un 18 buche di minigolf era meglio.
    Buon Natale e un felice 2013!

  4. Gianfranco ha detto:

    Davvero senza parole…sperando di arrivare ad un momento in cui saremo … senza Paroli…

  5. Simone Forleo ha detto:

    Tanti auguri a tutti , tutte queste opere ,perchè non vengo, eseguite con il consenso dei cittadini usando un referendum telematico ,con tutti i mezzi che oggi abbiamo , si potrebbe sviluppare migliori idee, con costi minori e sponsorizzate da privati ….Buon giorno a tutti .

  6. claudio buizza ha detto:

    E’ l’epilogo triste di una storia senza trama, intrisa solo dirisentimento. Interpreti impreparati (nel migliore dei casi) regista assente. Produttori interessati senza ideali e cultura nè ambizioni nobili. Piccolo cabotaggio che Brescia non si meritava. E che pagherà. E’ indispensabile voltare pagina. E scrivere una nuova storia.

  7. nando ha detto:

    Limitandoci a un’operazione che si impara alle elementari, e senza neppure scomodare l’etica: riesci a dirci cosa ci è stato tolto, in termini di tagli e minori servizi, per la cifra equivalente a quella spesa per giocare a “burattino scaccia pensilina”?
    Sarebbe una bella operazione di trasparenza.

  8. giulio rottigni ha detto:

    esempio 357.000 euro per giocare al meccano con i soldi dei cittadini, 0 euro per il diritto allo studio; e a proposito di capricci costosi ricordiamo la biblioludoteca smantellata?

  9. Ororaro ha detto:

    Per non parlare degli uffici abbandonati ma arredati ancora adesso con mobili e computer in Via Milano. Hanno tentato di replicare la precedente giunta con un’operazione in via Milano come quella del Carmine e non sono riusciti nemmeno a tenere aperta una sede. Forse (ma dico forse) l’unica cosa che faranno sarà riposizionare la statua del Bigio in piazza della Vittoria, perchè per il resto (esempio l’abbattimento della Torre di San Polo) hanno solo buttato soldi dei bresciani.

  10. Olga Filippini ha detto:

    Peccato! Fra le varie opzioni ce n’erano ben 2 che mi piacevano molto:
    – la luminosa sala di lettura, all’epoca ero ancora studente e la cosa mi avrebbe fatto comodo;
    – l’allestimento delle opere di Bombardieri, avrebbe portato un pò di “simpatia” in una zona assolutamente troppo grigia (e, alla luce di quanto fatto, aiNoi troppo vuota).

    Chissà se almeno mi lasceranno fare uno spettacolino con i burattini :p

  11. maria quattrina ha detto:

    Ribadisco, questa volta seriamente, ciò che ho lanciato come battuta su FB quando si parlava dell’ipotesi “scabrosa” del prato sintetico: il nostro studio con meno della metà avrebbe tirato fuori qualcosa di più decente, ma sicuramente di più utile..(così come certamente altre decine di bravi progettisti bresciani, liberi e non assoggettati alle schiavitù politiche e non che governano questa povera città!)…Non so più cosa sperare…

  12. Laura Castelletti ha detto:

    Non ho dubbi, temo che il problema stia in chi ha dato gli indirizzi sconfinando dal proprio ruolo . Se l’assessore competente “ordina” di mettere lì il tetro delle marionette, accanto 2 file di panchine e come pavimento un tappeto erboso sintetico temo che anche il miglior progettista del Comune fatichi a “svincolarsi”.

  13. maria quattrina ha detto:

    Il miglior progettista forse no 😉 , ma capisco perfettamente la dinamica, il mio era un semplice sfogo… Grazie ancora per la tua attività!

  14. Paola ha detto:

    Il teatro per burattini sara’ lo scranio dal quale partirà la campagna elettorale degli attuali amministratori.
    Mi pare il luogo più adatto per raccontare ai Bresciani i capolavori di questa giunta . Noi saremo comodamente seduti sulle panchine a sbellicarci dalle risate e al cagnolino dell’Assessore che ha voluto questo obbrobrio non parrà vero pisciare sull’erba sintetica .

  15. Totonno ha detto:

    Sembra uno scherzo questo teatrino, fa già ridere senza burattini. Se l’impietosa sequenza di immagini proposte non ci portasse a riflettere sull’insipienza di questa Giunta e sul suo, innegabile, fallimento.
    Il centro è in condizioni pietose, mai visto così. In c.so Palestro a suggellare la disfatta sono tornati persino gli ambulanti abusivi venditori di borse contraffatte (mi si perdoni la domanda importuna: nessuna delle impegnatissime signore qui presenti ne ha mai acquistata una, vero?); gli stessi che nel giro di qualche giorno dall’insediamento di Paroli erano opportunamente stati fatti sparire, ma erano anche gli stessi che Corsini e Guindani dicevano essere impossibili da rimuovere. Allontanandosi solo di qualche metro si può invece assistere a un altro spettacolo indignante di cui, mi pare, su queste pagine non si è parlato a sufficienza; alludo alle improbabili quanto costosissime bancarelle tecnologiche di p.za Mercato. Nelle intenzioni avrebbero dovuto costituire l’eccellenza della bancarella, la tristissima realtà è che i bresciani (venditori o compratori che siano) le disertano. La metà infatti sono ancora libere, le altre spesso sono chiuse, i banchi di quelle aperte sono mezzi vuoti… una tristezza infinita. L’offerta poi è tragicomica: stracci cinesi, un fiorista con le stelle di Natale rosse, una piadineria che vende prodotti tipici locali (!) e via di questo passo. Di clienti manco l’ombra.
    Detto questo, vorrei tornare un momento su p.za Rovetta e soffermarmi sulla prima foto: quella pensilina era brutta quanto le bare color nocciola di p.za Mercato e assurda quanto il teatrino. Nella foto si intravedono pure i lampioni sigaroni che non so quale genio dell’arredo urbano fece inizialmente installare per essere poi venire subito buttati via. Questo per ribadire il concetto che di porcate (non solo estetiche) ne hanno fatte anche le giunte precedenti, di proporzioni ben peggiori e con ricadute pesantissime per l’economia e il decoro della città. Il teatrino lo smantelli, Freccia Rossa e grattacielo annesso no.

  16. Roberto ha detto:

    In attesa del “grande burattinaio”, godiamoci questo spettacolo indecente, fatto di promesse mai mantenute e di rattoppi che rasentano il ridicolo (vedasi anche alla voce stadio nuovo sostituito da curva pericolante).
    Ieri passando alle 18:00 in largo formentone notavo la desolante assenza di qualsivoglia forma di vita all’interno di questo “recinto sintetico”.
    Manco i cani gradiscono espletare i loro bisogni in codesto luogo.

  17. Laura Castelletti ha detto:

    Totonno tranquillo, la signora qui presente non ha fatto acquisti.

  18. claudio buizza ha detto:

    Totonno è uno specialista -come pochi- del “un colpo al cerchio e due colpi alla botte). Ama il cerchio (non necessariamente magico) più che la botte, evidentemente.

  19. Arturo ha detto:

    Laura, è mai possibile che tu non metta delle regole, un protocollo semplice, per chi scrive sul tuo blog.
    E’ inconcepibile che sul tuo bellissimo blog si scriva TEATRINO se non seguito “della politica”
    ALTRO se non preceduto da “E quant’”.
    CRISI se non seguito da “In cinese vuol dire opportunità”.
    NEVE se non seguita da “l’assessore Salvo ha dovuto dare le dimissioni”.
    SANTA GIULIA se non seguita da “Un incanto, un incanto, un incanto”, almeno tre volte.
    Infine Totonno, ama le botte (non la botte)…

    Forza Laura, che fra poco si raccoglie.

  20. Totonno ha detto:

    Sig.ra Castelletti, la ringrazio per la risposta e l’autocertificazione. Ammetto di aver dubitato di lei, meglio così. Non è mica una questione da poco questa e, siccome il silenzio delle altre signore qui presenti non mi convince per nulla, io propongo il sondaggio.
    E Comunque non si preoccupi per me, io son tranquillissimo, come tutti quelli che hanno smesso di farsi illusioni.

    Al Buizza non musicante, che “evidentemente” fatica a concepire l’esistenza di un pensiero diverso da quello delle tifoserie contrapposte, giuro solennemente di disprezzare botte e cerchio esattamente allo stesso modo. Lo giuro: stessa quantità di disprezzo (quindi molta). Anche se, effettivamente, con modalità diverse.
    Mi spiego meglio. Il cerchio è quel che è. E quello che è è sotto gli occhi di tutti: i suoi esponenti sono ignoranti, maldestri, mica tanto intelligenti… ultimamente poi non gliene va bene una, una figuraccia dietro l’altra. Il cerchio è come l’Armata Brancaleone. Sicuramente ci sono dei brutti soggetti lì dentro, ma nel momento in cui l’orda dei benpensanti organizza il linciaggio, come fai ad accanirti? E’ come sparare sulla croce bianca. Loro sono imbarazzanti (so che questa espressione piacerà al signor Arturo), gli dici “Scappa e non farti più vedere da queste parti”. C’è quindi una componente di compassione. Di pietas.
    Quella della botte invece è una faccenda molto differente. Il profilo indiscutibilmente più alto dei personaggi (ma teniamo comunque presente che c’era dentro gente come Guindani e Brunelli) e la tendenza di certi ambienti ad autoproclamarsi Buoni, Belli e Giusti hanno fatto sì che le responsabilità della botte non siano ancora emerse in modo chiaro e condiviso. Quello era il vero potere, quello odioso, ammanicato coi potenti, prevaricante e cinico. Quindi c’è ancora una verità da ristabilire e una cappa di ipocrisia e di omertà da infrangere. E’ solo per questo che Il Buizza percepisce un’acredine superiore. Ma tanto non mi crede.

  21. claudio buizza ha detto:

    Totonno ha ragione, non gli credo. Il Totonno usa un artificio retorico assai antico: finge di bastonare gli attuali amministratori. In realtà gli batte una mano sulla spalla dicendo” Sono dei poveretti, un pò incapaci, cosa ci possiamo fare. Fanno danni ma senza conseguenze”. Poi indica il vero nemico: chi li ha preceduti quelli che rispondono ai poteri forti. Quindi conferma la mia tesi: finge di avercela con il mondo intero, ma la sua acredine è a senso unico, li trova odiosi e lo fa ben capire. Perciò è inutile argomentare. L’acredine è superiore a prescindere, “ab origine” direi.

  22. mies1984 ha detto:

    Vorrei raccontare tante cose su quello che chiamate Cubo Bianco..
    Forse un giorno avrò la possibilità di farlo. Ma dubito che voi lo saprete.

    🙂

  23. Carlo Gaggia ha detto:

    Prima di improvvisarsi assessori alla Cultura (? ) bisognerebbe averne un po’, essere andati a Scuola, non limitarsi a gironzolare per via S. Faustino con una mazzetta di quotidiani sotto il braccio. Dall’ Ignoranza non puo’ sortire nulla di buono

  24. Anonimo ha detto:

    […] un capolavoro di matrice labolanica a pochi metri da via Gasparo da Salò, in Largo Formentone. Il teatrino dei burattini. […]

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