Il metro è patrimonio dell’intera città

Laura Castelletti, 20 giugno 2010 » mi piace, mobilità, urban center

ieri conferenza stampa della lista laura castelletti per parlare di metropolitana. ho chiesto a ettore fermi (ex presidente di brescia mobilità) e a roberto massari (membro del cda di brescia mobilità in rappresentanza delle opposizioni) di affiancarmi e intervenire rappreasentando entrambi la storia e la continuità necessarie per fare chiarezza su questo tema, intorno al quale si sta sviluppando un’irresponsabile gara, da parte di taluni della maggioranza di centrodestra, per affossare l’unica vera infrastruttura di trasporto oggi in cantiere, l’unica capace di proiettarci nel futuro, e in qualche modo di anticiparlo.

nella direzione del discredito va lo show della politica che ha avuto come palcoscenico la commissione consiliare di venerdì scorso. lo stesso vale per il tentativo in atto da mesi di mostrare bsmobilità come un baraccone sgovernato che fa acqua da tutte le parti, che mangia soldi, che non è in grado di programmare e gestire le risorse economiche che servono per concludere l’opera. sta nello stile di questa amministrazione demolire il lavoro di chi li ha preceduti per mostrare discontinuità. così è stato per le lam, per la torre di s.polo e per la pensilina in largo formentone: quel che non si condivide si cerca di abbattere. (è lo stile che pensavo fosse solo dei comunisti-stalinisti). con il metro, che dichiarano “mai voluto”, per loro tutto è però molto più complicato. non possono permettersi di distruggere un opera giunta all’80% della sua costruzione e, tanto meno, di buttare milioni e milioni del comune, di formigoni (regione) e berlusconi (governo) che questo progetto hanno sempre condiviso e finanziato.  non potendo minare la rotaia che fanno? minano la credibilità dell’opera e della società che la gestisce.

bsmobilità è patrimonio dei bresciani perchè la metro è costata ai bresciani denaro (molto!) e sacrifici (vi ricordate la viabilità quando alcuni cantieri erano in attività? e le attività commerciali che, parzialmente risarcite, hanno chiuso o si sono trasferite?) che devono essere ora onorati e rispettati. tanti sacrifici non possono essere vanificati per una tattica perniciosa di uno schieramento politico.

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come mai, mi chiedo, bsmobilità che è sempre stata, fino a 1 anno fa, un’azienda efficiente, fiore all’occhiello dell’amministrazione dove metodo, professionalità, competenza, capacità di sintonizzarsi con l’amministrazione comunale (per essere braccio operativo di scelte strategiche indicate dalla loggia) oggi viene presentata in declino? come mai le situazione è precipitata in soli 12 mesi?  immagino due ragioni:  i vertici attuali dell’azienda non sono in grado di gestire una partita così delicata, oppure non c’è la volontà politica dell’amministrazione comunale di valorizzare un’opera ormai quasi completata. mi chiedo anche perchè la lega voglia, ad ogni costo, istituire una commissione speciale da far presiedere al capogruppo gallizioli che ieri ha dichiarato “vogliamo creare un vero e proprio gruppo di lavoro operativo” (ma non è un’azienda con il suo cda?). anche qui due le possibili risposte: dar vita  ad un organismo che faccia da tutor all’attuale presidente dell’azienda oppure, dopo aver minato la credibilità dell’opera, cavalcarla quando sarà operativa. osservando da tempo e da vicino i leghisti propendo per la seconda ipotesi. hanno capito per tempo che avrà un grande impatto favorevole sull’opinione pubblica. oggi il metro è una grande opera orfana, senza padri nè madri. adottarla sarebbe una scelta strategica e i leghisti l’hanno capito… il pdl si arrocca su posizioni di breve respiro.

Il luogo ideale dove far conoscere il metro, la sua storia, le sue potenzialità e la sua capacità di proiettarci nel futuro è l’Urban Center.

Leggi rassegna stampa: metro giornale di brescia(pdf) e Bresciaoggi metro(pdf)

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3 Responses to “Il metro è patrimonio dell’intera città”

  1. Cara Laura, sei impareggiabile quando fremi (giustamente) di indignazione per la superficialità di molte posizioni di questa amministrazione cittadina. Non è così che siamo stati abituati e senza nemmeno andare tanto in là nel passato. Non so se hai ragione quando sospetti che alle grida allo sfascio seguirà un trionfale salto sul carro del metro, credo però che ti sbagli circa l’impatto di quest’opera sulla città. Comunque la giri il metro resta un’opera di dubbia utilità con dei costi inaccettabili per la comunità bresciana. Si spenderà alla fine una cifra non lontana dal miliardo di euro e mi piacerebbe una volta provare a farti vedere cosa si poteva fare altrimenti per Brescia con una cifra simile. Io credo che i bresciani, gente solida capace di vedere il bello, il pratico e anche il “quancuste” valuteranno il metro con obiettività e senza trionfalismi. Ma ora è tardi per discutere pro o contro il metro (e nemmeno nutile prevederne l’accoglienza). Pensiamo piuttosto ad integrare quest’opera in un sistema di mobilità della corretta estensione territoriale; non da Mompiano a Sant’eufemia ma da Desenzano a Chiari e dalla Valtrompia fino a Chiari. Sistema che non può evidentemente essere implementato seguitando col metro (a meno di disporre di un’altra decina di miliardi di euro)

  2. Mario ha detto:

    come bresciano sono contento del progetto metro e ansioso di vederlo pienamente compiuto e funzionante. è deprimente l’opportunismo politico descritto da Laura, della quale condivido la giusta indignazione. non sono cinicamente pronto a pensare che la metro cittadina sia destinata ad essere un buco nell’acqua. anzi, penso che sia segno di civiltà proporre una mobilità “universale”, che serva anche tutti quelli che non hanno o non vogliono avere un’automobile. quando mi aggiro per il ring con la mia prius da snob, vedo sì una grande tribù di incalliti automobilisti (la maggior parte dei quali sono soli un SUV in grado di trasportare due divisioni dell’esercito) ma anche una popolazione varia che non vuole guidare. o non può. forse servire i cittadini non significa offrire l’opportunità verde, che pure ha un suo significato enorme, ma prima di tutto un modello di circolazione e movimento che non sia esclusivamente e ottusamente “automobilistico”. per non fare la fine degli americani, con i bancomat drive-thru in stile McDonald’s: troppa fatica parcheggiare e fare quattro passi verso lo sportello!

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