Musil e rischi dell’acronimo

Laura Castelletti, 3 giugno 2010 » non mi piace, pensieri in libertà

Venerdì alle h 13.00, presso la Sala della Direzione Generale in Palazzo Bianchini, è convocata una commissione consiliare dedicata al Musil. Letta la convocazione il mio pensiero è andato immediatamente al pezzo di  Camillo Langone su Il Foglio del 1 giugno 2010 che vi trascrivo:  “Non rivolgetevi agli idoli, non inginocchiatevi davanti ai vari Maxxi, Macro, Marca, Marta, Madre, Mambo, Maci, Mart, Mao, Miao (non invento niente, esistono tutti davvero, rispettivamente a Roma, Roma, Catanzaro, Taranto, Napoli, Bologna, Isernia, Rovereto, Torino, Torino). Gli acronimi seriali dei musei di arte contemporanea dimostrano: 1) l’ideologia dell’impersonalità quindi dell’inumanità che li informa; 2) la sterilità di un artistume che si riempie la bocca con la parola “creatività” e non è capace di creare nemmeno un nome. Mecche della neoplebe, questi noiosissimi musei senza muse sono, in tutto il mondo, disegnati sempre dagli stessi architetti e riempiti sempre dagli stessi artisti. Hanno tanti nomi ma sono filiali di un solo grande museo centrale, il Muto (Museo Unico della Tendenza Ovvia)”.

Speriamo di non ripeterci pure noi.

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5 Responses to “Musil e rischi dell’acronimo”

  1. Lo renzo ha detto:

    Questo post (pubblicazione) è bellissimo, ma cosa hai a che fare tu, laicaccia impenitente, col magnifico Langone, cattolicissimo alfiere della destra divina?

  2. Laura Castelletti ha detto:

    Laicaccia impenitente mi pare un po’ fortino, che Langone si magnifico è tutto da decidere e…meglio osservarlo da vicino “l’avversario”, se poi è di livello è bene riconoscerlo.

  3. claudio buizza ha detto:

    Io non so chi sia magnifico e chi no. So che il Musil non è nato sulla scia e con la logica dei grandi spazi espositivi che espongono sè stessi. Al contrario è un progetto bello, dignitosissimo perchè non troppo appariscente, con grandi superfici per mettere in mostra il lavoro e l’ingegno dei Bresciani. Sarebbe ben strano e un enorme spreco dirisorse rinunciarvi oggi.
    Aggiungo che gli spazi sono così grandi da poter ospitare in tutta comodità una sezione moderna del sistema bibliotecario comunale. Ma anche di questo progetto temo si siano perdute le tracce.

  4. rené capovin ha detto:

    a quel che ho letto e so, purtroppo, l’acronimo è l’ultimo dei problemi…

  5. Rose di Cristallo ha detto:

    […] Musil e rischi dell’acronimo » Laura Castelletti […]

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