«Brescia, dopo un anno nulla è cambiato»

Laura Castelletti, 23 agosto 2009 » Loggia, rassegna stampa Laura

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Bresciaoggi, domenica 23 agosto 2009 , Intervista di Massimo Tedeschi a Laura Castelletti

Laura Castelletti: «Paroli troppo assente» L’affondo: «Città più sporca e disordinata»

A piedi nudi nel parco. In un angolo di paradiso a Fasano con vista sul Garda, dove sta trascorrendo uno scampolo di vacanze. Su una terrazza che mette voglia di chiacchierare, più che di prendere appunti, circondata da un via vai di amici, figlie, vicini. Ma con il cuore e la testa rivolti a Brescia, alla ripresa autunnale ormai prossima. Così Laura Castelletti, leader e capogruppo della lista che da lei prende il nome, sempre più incamminata su logiche e azioni da «lista civica», lei che pure ha alle spalle una lunga militanza di partito.
Dopo più di un anno è tempo di dare qualche voto alla giunta…
Mi lasci premettere un’osservazione sull’assenza del sindaco. Quando una persona governa deve dare prova di responsabilità e di generosità.
Nel caso di Paroli cosa significherebbe?
Responsabilità significa farsi carico ogni giorno dei problemi della città, e non limitarsi a dire che quel che conta è la qualità e non la quantità del tempo che si dedica. Anche perchè poi i cittadini si affezionano a chi è presente, e in questo senso sono solidale con Rolfi, presentissimo. Ma non vorrei che ci stessimo incamminando verso una stagione di giunte monocolori leghiste…
E per generosità cosa intende?
Lasciare un posto di prestigio è faticoso ma la nostra città lo merita. Una città complessissima, che va seguita e accudita quotidianamente. Lo stesso discorso, va da sè, vale per la presidenza della Provincia.
Ha scelto di toccare un tasto che di solito irrita Paroli…
L’ho scelto perchè lui non mi ha dimostrato il contrario e qui irritata è la città, e tante persone me lo fanno notare. Ci sono tanti momenti importanti che richiedono la presenza del sindaco e invece qui è sempre Rolfi a supplirlo.
E le pagelle agli assessori?
Vedo qualche assessore come Labolani che si dedica anima e corpo al suo incarico. Comunque i voti gli danno gli elettori.
Paroli ha stilato per l’autunno un programma da far tremare i polsi, tanto è pieno di impegni. La sua valutazione?
Sto tenendo un elenco, ed è ormai lungo così, degli impegni che questa amministrazione ha preso con la città. Anche prima delle ferie il sindaco ha dichiarato tantissime cose ma la cosa che manca è una programmazione vera: tempi certi, costi certi. Ha parlato di opere grandiose, dagli uffici comunali nei Magazzini generali al parcheggio sotto il castello, dalla cittadella dello sport al prolungamento della metropolitana, ma non ha menzionato una sola risorsa.
Veramente ha evocato la “leva urbanistica”.
A me pare che abbia prospettato soprattutto uno sperpero di territorio. Sembra che giochi a Monopoli: a tutti piacerebbe possedere Largo Augusto, ma poi bisogna vedere la sostenibilità economica. Qui ogni giorno qualcuno aggiunge un’idea: l’ultima è stata il carcere in project financing. Ma le pare? Ci sono continuamente scelte urbanistiche prese fuori dalle procedure ordinarie: tutto diventa straordinario. Alla fine il Piano di governo del territorio sarà solo un puzzle di decisioni già prese.
Qualche suo collega d’opposizione comincia a sentire aria di violazione del patto di stabilità.
Questa maggioranza governa tutto, dalle Circoscrizioni a Roma, e poi fanno saltare le regole che si scrivono loro? Le deroghe che dicevano di aver ottenuto in passato poi sono saltate. Dopo un anno le improvvisazioni non reggono più.
Già, un anno (e più) di giunta Paroli: il bilancio da oppositrice?
Guardi, l’altro giorno ho fatto un giro in scooter in città, in centro e in diversi quartieri. Ho trovato una Brescia più brutta, più sporca, più disordinata. In certi punti sembrava di essere a Beirut. Nel programma Paroli parlava del «salotto della città»: ebbene, quel salotto è oggi è pieno di auto e più sporco. La stazione non sta meglio di un anno fa. Capisco che Rolfi abbia capacità di relazione con i media, e comunichi ogni azione della Polizia urbana, ma oggi farebbe bene a mandare più agenti in stazione che alla festa di Radio Onda d’Urto per i cui organizzatori, sia chiaro, non ho alcuna simpatia, visto che mi sembrano soprattutto servi del denaro.
In che senso?
Tanto erano arroganti col “compagno” Corsini, tanto li trovo servili col leghista Rolfi: l’unico obiettivo che hanno è il cassetto della loro festa.
Tornando alla città…
La realtà è che non è cambiato niente. Mi piacerebbe sentire gli elettori, i commercianti: è cambiato qualcosa nei loro cassetti? Togliendo parcheggi in centro ai residenti la giunta ha innescato una bomba a orologeria che aumenterà la conflittualità. Qualcuno può sostenere che la qualità della vita dei bresciani è migliorata?
La giunta rivendica le diverse iniziative fatte in centro: la pista di ghiaccio, i mercatini.
Le iniziative ci sono sempre state, dalla festa del circo a quella del cioccolato. Non sto criticando le loro iniziative. In passato forse si facevano cose troppo raffinate, però va trovato un giusto equilibrio. Un pezzo di città ha perso riferimenti culturali.
Veniamo ai grandi progetti: la sede unica degli uffici comunali firmata da Libeskind.
L’idea di un progetto architettonico che segni un periodo della città mi piace, e capisco che Paroli cerchi un’opera che segni la sua stagione, come la metropolitana lo è stata per Corsini. Ma lo svuotamento del centro mi preoccupa: via Cavour è lì da vedere. E poi ricordo bene il Paroli oppositore che, a ogni piano attuativo che approdava in commissione o in Consiglio, tuonava “basta con il cemento in questa città”: che fine ha fatto? Abbiamo un centro che è pieno di contenitori vuoti, come l’ex Tribunale, l’ex Corte d’appello, l’ex Ospedalino, non sappiamo cosa sarà del Sant’Orsola. Che investimento si vuole fare su un centro storico di qualità, che attiri nuova residenzialità? E poi anche l’attacco alla verticalità di San Polo non è coerente, se ogni giorno spunta un nuovo progetto di torre da via Sostegno ai Magazzini generali. Manca una strategia di fondo, una visione complessiva.
Un’altra scommessa di Paroli è il parcheggio sotto il castello: l’approva?
Ancora una volta non è stato detto quanto costa, quanto sarà pronto, che benefici darà.
Veramente i tempi Paroli li ha annunciati: lo vuole pronto entro fine legislatura.
Sui tempi lo sfido. Non è che le regole, gli appalti, la burocrazia siano spariti d’incanto. E poi che senso ha un parcheggio di quelle dimensioni se, a dicembre 2012, partirà la metropolitana? Il salotto della città, tanto caro al sindaco, va organizzato, avendo il coraggio di fare scelte sulle vie pedonalizzate, per avere un luogo attrattivo per i turisti e attraente per una nuova residenzialità. In tema urbanistico mi lasci aggiungere che mi spiace si sia arenato il progetto di Urban Center, cioè di un luogo di progettazione partecipata, di comunicazione alla città dei progetti che vengono avanti. A meno che non si decida di farlo in competizione, anzichè in collaborazione, con l’amministrazione comunale…
La giunta si gioca un pezzo di popolarità con il progetto del nuovo stadio: lei lo approva?
Resto dell’idea che lo stadio non è una priorità. Può stare in una cittadella dello sport, ma di nuovo mi chiedo quanto costa e con quali risorse pensano di realizzarlo. Non si può viaggiare solo con la perequazione urbanistica: il territorio non è illimitato. Voglio insomma capire la sostenibilità economica e ambientale. E poi pensare di salvare economicamente la città dalla crisi attraverso il mattone è una scelta limitata. Comunque non di sola urbanistica vivrà la ripresa amministrativa.
A cosa si riferisce?
Sono molto interessata a capire il pacchetto anti-crisi dell’assessore Maione: noi lo proponiamo da gennaio. Attendo di capire le sue proposte: ci sono città come Modena, Reggio Emilia e Ferrara che hanno adottato pacchetti anti-crisi molto interessanti. Forse Brescia è in ritardo, si poteva decidere più rapidamente.
Un anno fa Paroli le propose di entrare in giunta. A distanza di un anno l’ipotesi di un suo ingresso in giunta è più vicina o più lontana?
La mia vita politica di opposizione è certamente complicata. Io tendenzialmente sono governativa, tendo a cercare le soluzioni dei problemi e non gli spunti polemici. E non è facile neppure il mio rapporto con il resto dell’opposizione, che vive di alti e bassi. Però mi sembra che le posizioni mie e della maggioranza siano sempre più distanti: la mia idea di governo della città si divarica sempre più da quella della giunta. E poi, a parte gli annunci ripetuti di Paroli in occasioni pubbliche e private, atti concreti non ci sono stati: si sentono talmente autosufficienti che non hanno bisogno di condivisione con nessuno. Non ci sono, insomma, processi in divenire.

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One Response to “«Brescia, dopo un anno nulla è cambiato»”

  1. Paola Cividati ha detto:

    “Tutto il mondo è paese”. Parafrasando: leggo Brescia e penso, in scala, a Manerbio.Bye

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