Spunti di riflessione sui lavori appena terminati in via XX Settembre

Laura Castelletti, 5 ottobre 2009 » Loggia, mi piace, mobilità

lam

Ho ricevuto, come tutti i capigruppo in Loggia, la lettera di una cittadina  bresciana relativa ai lavori di via XX Settembre (eliminazione LAM) che pubblico di seguito. Mi sembrano, quelli espressi  nella missiva, spunti di riflessone interessanti e condivisibili

Brescia,  30 settembre 2009

All’Assessore alla Mobilità e Traffico  Nicola Orto

E p.c. Al signor Sindaco del Comune di Brescia, ai capigruppo consiliari, al Presidente della Circoscrizione Brescia centro,  ai firmatari della Petizione Oggetto: PETIZIONE in ordine alla previsione di variazione dell’assetto di via XX  Settembre  lato nord, nel tratto da via Foppa a via Saffi. Replica alla lettera del 3 luglio 2009 prot. 36010/09

Egregio Assessore, riscontro la Sua del 3 luglio u.s., in merito all’oggetto, e lo faccio soltanto ora in quanto ho ritenuto di dover attendere l’ultimazione dei lavori di via XX Settembre, prima di esprimere  un’opinione. Vista l’inaugurazione di sabato 26, eccomi a risponderLe.  Non me ne vorrà se metto in conoscenza il Sindaco e il Presidente della Circoscrizione Centro, nonché i Capigruppo Consiliari, in quanto a tutti era rivolta la petizione sopra citata. Ritengo doveroso  ringraziare Lei per la cortesia usataci nel rispondere, unico, tra i tanti citati – assolvo il Sindaco, che Lei rappresenta per delega – a  riscontrare una richiesta di un centinaio di cittadini; pochi, vero, ma tutti cittadini e a diverso titolo coinvolti dai lavori. Non entro nel merito dell’efficacia della quarta corsia, in quanto è troppo presto per formulare giudizi di sorta.  Voglio solo sottolineare la contraddizione nei termini e nei fatti rappresentata da questi lavori: la distruzione irreversibile del precedente assetto,  l’onere  dei lavori (è vero che sono costati 600.000 euro?) e l’assenza – così si evince dalla Sua lettera – del supporto di un’analisi trasportistica al Suo progetto ora realizzato,  mal si  coniugano con quella che Lei chiama “fase sperimentale a seguito della quale  verranno effettuate opportune verifiche e valutazioni”. Con queste premesse, mi spaventano le prossime valutazioni. Ma, ripeto, al di là di tutto questo,  trovo che il risultato delle Sue scelte sia negativo oltre ogni timore, e da tanti altri punti di vista. Glielo argomento.

Il verde pubblico: ridotto drasticamente  ad una striscia  che conta al minimo due alberi in meno, morti per assenza di irrigazione. Speriamo che resistano gli  ippocastani, anche se così  “strangolati”. A mio giudizio  il verde perde la sua connotazione di arredo  e la sua funzionalità di mitigare l’impatto dell’asfalto e del traffico, soccombendo (mi auguro solo nella percezione e non nei fatti).

Le piste ciclabili: sparite. E non mi si venga a dire che sono piste ciclabili accettabili  quelle che condividono la carreggiata con le LAM. Avevo plaudito la scelta di eliminarle in via Vittorio Emanuele, pensando che La animasse una preoccupazione per l’incolumità dei ciclisti! Macché: ecco la stessa cosa riproposta sulla via parallela. Non mi interessa nemmeno sapere se rispondono a parametri corretti. Lei  manderebbe suo figlio  in bicicletta  là dove passano autobus a due vetture? Solo se lo volesse eliminare! (Ma Lei stesso, ci andrebbe?) E poi quante curve a gomito deve fare un ciclista per  gli attraversamenti? Condividendo, tra l’altro, le strettoie con i pedoni! E quante auto deve scavalcare, visto che sarà inevitabile la sosta agli sbocchi  dei marciapiedi, vista l’assenza di attraversamenti ciclo-pedonali protetti?

I marciapiedi, appunto ridotti a marciapiedi, non più una passeggiata: segmenti di asfalto con barriere architettoniche. La invito a fare il percorso in carrozzella, o ad occhi chiusi, con un bastone bianco per guida, o ancora col passo incerto di chi ha parecchi anni sulle spalle, e magari una borsa della spesa in mano. O un passeggino da spingere. E Le ricordo che  qui siamo a pochi passi da un ospedale.

La sicurezza: oltre a quanto già detto per le piste ciclabili, rilevo che,  prima, chi parcheggiava poteva contare su di un  tratto di marciapiede che gli consentiva di arrivare incolume al primo passaggio pedonale disponibile. Adesso? Chi scende dall’auto cammina o a ridosso  delle auto stesse, oppure attraversa in un punto qualsiasi la carreggiata stradale, portandosi sul marciapiede lato sud, oppure attraversa la corsia della LAM, calpesta le aiuole e si porta sul marciapiede. A proposito: il passaggio pedonale  tracciato  vicino alla fermata della LAM, al lato opposto della via XX Settembre sfocia giusto su un passo carraio. Rilevo inoltre che l’auto che da via XX Settembre svolta in via Vittorio Emanuele (il tratto laterale che sbocca davanti al Pronto soccorso del S. Orsola) non ha visibilità  sulle corsie interne, causa auto parcheggiate,  rischiando così  l’incidente con le vetture che transitano in cerca di parcheggio e/o con  l’autobus. Va detto infine che pochi, prima dei lavori, transitavano a piedi  davanti all’ex Ospedalino dei Bambini, da tempo dimora fissa  di chissà chi. Durante i lavori era il fetore  ad allontanare, visto che  il giardinetto, malgrado il cancello,  era luogo  per defecare non visti. Nel capitolato dei lavori (costati 600.000 euro) non c’era la voce dei WC chimici per gli operai? (Se non ne fossi testimone diretta, non lo direi).

L’estetica e la scelta dei materiali: prima  i colori e i materiali, oltre a rendere gradevole il viale, lanciavano un messaggio. Giallo = area riservata, no autoveicoli di qualsiasi genere. Qui come in altre zone della città. Un filo conduttore, un silente  messaggio tra amministrazione e cittadini, che si stava gradualmente diffondendo. Ora è asfalto. Un tutt’uno di asfalto ovunque. I miseri lacerti di “cemento giallo”, malamente rattoppati (in rosa) e non rifiniti, sberciati, restano a memoria  di un passato, ma niente condividono col resto della strada. Le saprò dire l’estate prossima quanto calore  emanerà contro le case questa Sua sperimentazione.

L’arredo: come sopra. Pochi superstiti. Qualche sedile a funghetto. Disposto ormai senza logica e simmetria. Una fontana retrocessa  a vasca da bagno. E chi aspetta l’autobus è rimasto orfano della pensilina. (La precedente non credo sia utilizzabile nemmeno altrove, visto il malo modo con cui è stata tolta e “conservata”).

Ci sarebbero altre osservazioni, ma mi fermo.

In sintesi: questo intervento farà forse muovere più fluidamente le auto sulle quattro corsie ed eviterà gli ingorghi, ma  va contro ogni logica di Mobilità e Sicurezza  di quanti  osino avventurarsi senz’auto, ed ha abbruttito in modo sensibile questo tratto di via. Non rifacciamoci all’Europa, visto il malumore che crea  riferirsi a Paesi più progrediti nei servizi e nell’attenzione al cittadino; guardiamo al nostro Governo, alla Regione Lombardia:  gli indirizzi promossi e pubblicizzati anche proprio nei giorni dell’inaugurazione del Suo progetto vanno in una direzione esattamente opposta: si mira alla mobilità sostenibile, quindi ad agevolare il traffico con mezzi alternativi alle auto, incentivando l’acquisto di biciclette e  la costruzione di piste ciclabili. E tra queste, se si parla di mobilità sostenibile, si intende dare priorità ai percorsi riservati e protetti  nell’ambito del circuito urbano e suburbano, e non solo in area provinciale, per la scampagnata domenicale. Si cerca di rendere vivibili e gradevoli le città (l’ha visto anche Lei il servizio su Rai Regione di quel commerciante di Milano che ha incentivato il rifacimento a verde dell’area interclusa tra carreggiata e marciapiede?)

Brescia sta marciando in senso contrario, e non si capisce perché. Ci sono diffusi interventi che  minano seriamente quel gradevole equilibrio creato sul tavolo degli architetti, equilibrio dato dai rapporti tra spazi aperti (piazze, strade, marciapiedi) e spazi occupati (costruzioni, vegetazione,  auto in sosta, arredi fissi, gente),  da prospettive, colori, materiali; sono interventi che non trovano un logico filo conduttore, un disegno, ma paiono dettati dall’improvvisazione, quando non sono effimeri,  e anche la stessa fattura ha il sapore del provvisorio, del fai-da-te che inquieta, perché abbruttisce, svilisce.

Mi auguro che sia una fase transitoria,  dettata da urgenze, da pressioni post-elettorali,  ma che lasci presto il posto ad una riflessione  sul futuro  della città e sul suo sviluppo che non passa necessariamente (anzi!) per le nuove edificazioni. Questa, delle auto+cemento, è logica vecchia, contestata già trent’anni fa. Sarebbe ora di guardare responsabilmente avanti.

Con i migliori saluti

Paola M. Rigobello

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4 Responses to “Spunti di riflessione sui lavori appena terminati in via XX Settembre”

  1. Silvia scrive:

    Gent.ma Sig.ra Paola,
    purtroppo la storia si ripete, quasi sempre!
    La inviterei a bere un caffè o meglio ancora un’aperitivo tra le 12,30 e le 13,00 in uno dei tanti bar di via Crocifissa.Avremmo di che parlare e magari anche consolarci a vicenda.
    Potremmo optare per la bicicletta come mezzo di trasporto, anche se forse l’automobile da piu’ l’dea di quanto sia deleterio trovarsi in quella zona in certe ore della giornata…..
    Logicamente essendo quelli di via Vittorio Emanuele lavori recenti offrono più spunti di discussione, di lamentele e critiche, poi il tempo passa..le priorità pure e così gli assessori..e noi cittadini ci teniamo la città che ci lasciano.Che piaccia o no.
    Via Crocifissa non interessa a nessuno in questo momento.Non è un tema di attualità e specialmente non fa comodo discuterne perchè è un argomento che nn alimenta critiche o polemiche nei confronti dell’attuale giunta.
    Mi auguro che la sua lettera sia presa in seria considerazione, chissà magari seguirò il suo esempio.Io non combatto ne la destra ne la sinistra.Semplicemente vivo la mia città e ne subisco i disagi.
    Cordiali saluti.
    Silvia Zanoletti

  2. paolo sabbadini scrive:

    cara signora Zanoletti la viabilità di queste due strade veramente fondamentali per la nostra città sono diventate disastrose quando al tempo l amministrazione Corsini le ha modificate introducendo corsie LAM che nn piacevano nemmeno ai conducenti degli autobus e al Porfido che ha avuto costi esorbitanti con continue manutenzioni e rumore.Adesso si sta cercando di risolvere questi disastri fatti. Da quando hanno inaugurato la quarta corsia la circolazione è molto piu veloce,i parcheggi per le auto sono molto piu sicuri e con meno probabilità di fare incidenti; nn voglio dire che è tutto rose e fiori perkè è vero sulle piste ciclabili bisogna ancora lavorarci. Ma comparando il prima e adesso c è un miglioramento oggettivo. Coordinatore commissione Sicurezza Circ Centro Paolo Sabbadini ps in caso vogliate contattarmi tengo in circ uno sportello sicurezza tutti i sabati dalle 10 alle 12, sarei molto contento di fare la vostra conoscenza.

  3. Lorenzo Cinquepalmi scrive:

    la velocità media del trasporto pubblico a Brescia, prima della demolizione delle LAM, era di 17 km/h: la più alta d’Italia. Il bilancio di Brescia Trasporti era in attivo: ancora una volta uno dei pochissimi (le dita di una mano) in Italia. Cosa significano questi dati: che le linee ad alta mobilità assicuravano mezzi pubblici veloci e puntuali, quindi attraenti per l’utenza, che li usava largamente (di qui l’attivo di bilancio). Un largo uso dei mezzi pubblici implica alleggerimento del traffico. Rimettere i bus nel traffico indifferenziato significa scoraggiare l’utenza e quindi: aumentare il traffico veicolare a scapito del benessere di chi lo affronta e di chi subisce il maggior inquinamento atmosferico e acustico; impoverire il patrimonio pubblico riportando in passivo i bilanci della municipalizzata del trasporto pubblico; determinare un regresso culturale generale degli utenti della strada, indotti a tornare a considerare il trasporto pubblico come qualcosa da snobbare. Non condividevo il carattere spesso fondamentalista di molte scelte dell’amministrazione Corsini (Brunelli) in tema di traffico urbano, ma pare innegabile che la reazione (termine quanto mai appropriato) abbia generato una situazione di gran lunga peggiore.

  4. Silvia scrive:

    Personalmente ringrazio il sig.Sabbadini dell’invito e di aver almeno accennato ad alcuni dei problemi avuti in Via Crocifissa e dei lavori fatti dall’impresa “fà e disfa” che negli anni scorsi ha lasciato il segno anche da quelle parti.(pare che nessuno più se li ricordi..) ed al Sig.Cinquepalmi dico che anche oggi in coda verso il centro (sempre in via Lombroso)mi chiedevo come sia possibile percorrere costantemente ogni giorno a passo d’uomo una via non proprio secondaria, che sia alle 8 del mattino, alle 9 alle 13..alle 18……..in un senso o nell’altro di marcia..se poi ti trovi in direzione nord dalle 12 in poi,dietro ad un autobus linea 1, ti fai dalla galleria all’ospedale(impossibile superare) dietro ad un autobus doppia vettura, fermate comprese!Evito di andare nel dettaglio di un viaggio in sella alla tanto amata bicicletta!
    Tornando alla sua lettera, che comunque esprime concetti ampiamente condivisibili, aggiungo che non era mia intenzione elogiare l’operato di qualcuno a discapito di altri ma solo sottolineare che nessuno fa o ha fatto meglio di qualcuno.Ognuno cerca, si spera, di fare e lasciare qualcosa di buono e di utile..purtroppo a volte i risultati sono imbarazzanti!
    Comunque sia la demolizione verbale e non delle intenzioni e del lavoro degli altri non sempre paga e non porta da nessuna parte!
    Il fine strettamente ed unicamente politico che hanno spesso come sfondo i dibattiti e le analisi ai servizi pubblici, francamente mi disturba. Si perde di vista il vero fine…….
    Grazie mille per l’attenzione.

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