Chi dice la verità?

Laura Castelletti, 26 giugno 2009 » Loggia, non mi piace
bocca della verità

bocca della verità

Su Giornale di Brescia del 23 giugno 2009 è comparso un articolo che, in modo  molto chiaro, sintetizzava i lavori delle commissioni consiliari Bilancio e Commercio sulla ipotesi d’intervento del Comune nell’azienda Omb. Nell’articolo si leggeva:

Quella prospettata per Omb è una soluzione del tutto “eccezionale”, Paroli tiene a precisarlo: “Non abbiamo concorso con i privati per rilevare l’azienda, non c’era nessuna altra offerta sul tavolo. L’ultima proposta era stata rigettata dal Sindacato in quanto non dava garanzie occupazionali: da 92 dipendenti si sarebbe scesi a 30. Insieme all’occupazione sarebbe stata ridimensionata la strategia dell’azienda perdendo così asset interessanti”

Sul Giornale di Brescia di oggi si legge invece  il seguente articolo:

La posizione della Bte
sul passaggio diOmb

PAITONE «La nostra proposta per Omb prevedeva la riassunzione di tutti i lavoratori in forza all’azienda». Ci tiene a precisarlo Mirko Busi, amministratore della società Bte spa che lo scorso aprile aveva formulato al liquidatore la proposta di acquisizione dell’azienda bresciana specializzata nella produzione di cassonetti e mezzi per il carico e lo scarico della nettezza urbana. Proposta non andata a buon fine per il mancato accordo raggiunto con i sindacati. «La nostra società, nell’ultima riunione confronto con il sindacato ha presentato
una ipotesi di accordo in cui si prevedeva non la riassunzione di 30 dipendenti – spiega Mirko Busi, amministratore della società con sede a Paitone – come è stato detto nei giorni scorsi dal sindaco Paroli, ma di tutti i lavoratori in forza, ovviamente scaglionati, vista la riattivazione graduale dell’azienda ferma da tempo». «Trenta lavoratori sarebbero stati assunti subito, altri 30 entro l’anno e gli ultimi entro due anni, garantendo così il posto di lavoro a tutto il personale attualmente in carico. Nessun lavoratore sarebbe rimasto privo di mezzi di sostentamento in quanto, in attesa della riassunzione, sarebbero rimasti come ora in cassa integrazione straordinaria. Come si vede, la proposta rigettata dal sindacato è ben diversa da quella descritta da qualcuno»

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