Ecco il testo dell’interpellanza al Sindaco, relativa all’acquisto alloggi in una Torre di S.Polo e al contratto di Quartiere, che ho presentato con alcuni consiglieri dell’opposizione (Bragaglio, Rebecchi, Muchetti, Albini e Cosentino)
Brescia, 28 giugno 2010
On. Avv. Adriano Paroli Sindaco
e p.c. Sig.ra Simona Bordonali Presidente del Consiglio Comunale
LORO SEDI
INTERPELLANZA Oggetto: Acquisto alloggi in una Torre di S.Polo. Contratto di Quartiere
I sottoscritti Consiglieri Comunali
Premesso che:
- dalle notizie di stampa risulterebbe in atto l’acquisto, da parte del Comune di Brescia, di un quantitativo di alloggi (circa 50 alloggi) situati in una delle Case Alte di S. Polo (Torre) di proprietà delle Poste Italiane;Rilevato che:
- l’acquisto risulterebbe necessario per fronteggiare una situazione d’emergenza abitativa, dovuta al crescente numero degli sfratti “incolpevoli”;
- tali sfratti, come peraltro il numero elevato delle richieste di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (ERP), rappresentano un elemento critico d’emergenza del fabbisogno abitativo, aggravato dalla crisi economica, occupazionale e sociale, destinato a protrarsi in un arco di tempo non breve;
- una simile promozione di misure di housing sociale smentisce evidentemente le affermazioni fatte alcuni mesi fa dall’Assessore alla Casa, in Consiglio comunale, tese a negare l’emergenza casa;
- le ipotesi di trattativa, rese note pubblicamente per l’acquisto dei 50 alloggi, si orienterebbero all’incirca sui 2 mln di €, a cui si aggiungerebbe l’acquisto di altri 42 alloggi in Sanpolino, per un importo finora non ancora quantificato;
Considerato inoltre che:
- è in fase di esecuzione un Contratto di Quartiere per la Torre Tintoretto, a cui seguirà il Contratto riguardante la Torre Cimabue, che prevederebbero l’abbattimento di circa 400 alloggi;
- da una comparazione approssimativa degli alloggi delle varie Torri, analoghi per vetustà (25 anni) e per tipologia costruttiva antisismica ed in cemento armato, risulta confermato il valore approssimativo delle due Torri che – nel comprendere anche le pertinenze e le aree adiacenti di possibile edificazione – raggiungerebbero circa 20 mln di €;
INTERPELLANO la Giunta Comunale per conoscere:
- criteri, fase di trattativa ed importi per quanto riguarda l’acquisto degli alloggi della Torre di proprietà delle Poste e di quelli situati in Sanpolino;
- gli obiettivi di medio periodo per le Torri di S. Polo, in particolare se tali obiettivi prevedano una progressiva acquisizione di alloggi al fine di procedere successivamente anche all’abbattimento della Torre delle Poste;
- se a fronte dell’aggravarsi sia dell’emergenza abitativa che della crisi finanziaria dei Comuni, oltre che all’operazione di acquisto di nuovi alloggi per edilizia popolare, non sia opportuno riconsiderare l’intera operazione che prevede per le due Torri Tintoretto e Cimabue una nuova sistemazione per 380 nuclei familiari, ma con un impiego di risorse finanziarie spropositate di circa 80 mln di € e l’abbattimento di 400 alloggi, con una perdita stimabile attorno ai 20 mln di €.
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ps: grazie a Lionel Abrial che mi lascia sempre “furtare” le sue foto, compresa questa della torre che mi piace molto



Faccio presente che Poste Italiane ha inviato a quelli che attualmente occupano la torre delle Poste una proposta di vendita, naturalmente in questa proposta non si faceva cenno della destinazione riservata agli appartamenti che ora risultano sfitti.
Inoltre, si porrebbe il problema della proprietà dell’edificio: una parte agli inquilini che ora ci abitano, una parte del comune?
Aggiungo che molti degli appartamenti vuoti lo sono da anni, necessitano di ristrutturazioni, come del resto tutta la torre.
Il problema poi non è solo di ordine economico, ma sociale; sempre che questo possa interessare a qualcuno: a S.Polo sono stati fatti esperimenti sulla vita delle persone, creando agglomerati che hanno prodotto disagi e motivi di difficile convivenza. Ora si vogliono risolvere i problemi con la stessa logica usata per i rom o gli extracomuitari, si spostano, si deportano le persone.
S.Polo è un luogo dove tutto è possibile, perché lì vivono gli ultimi: discariche, amianto, inquinamento. Si trovano i soldi per lo Stadio, ma non per la riqualificazione ambientale e sociale o per la salute delle persone.